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Emanuele Dabbono & Terrarossa – Trecentoventi (pubblicato il 12/11/2011)

Oggi ascolto Trecentoventi, album di Emanuele Dabbono e Terrarossa uscito lo scorso mese… Lo ascolto al contrario. Dall’ultima traccia, poetica ghost track al brano “precedente”, Corpi, la strada è breve. E anche iniziando dal fondo, la sostanza non cambia: 320 è un lavoro che ha un senso e un valore, un album composto da 14 tracce ugualmente rock, pop, figlie della canzone d’autore.
Bilanciare questi elementi non è facile, ma Emanuele (e i Terrarossa) ci sono riusciti: 320 è un disco sia “commerciale” (nel senso buono del termine), che pieno di idee e musicalmente valido, non superfluo.
Troviamo brani che ci riportano a un rock genuino figlio d’altri tempi, come “La città verrà distrutta all’alba” dove basso, chitarre e un testo tagliente assumono la stessa importanza, e brani più semplici e moderni, come la prima traccia dell’album, “L’oro si aspetta” (che sto ascoltando ora; ricordate? Sono partito dal fondo).
Si apprezzano canzoni d’amore come “Universi paralleli” e “Tienimi sveglio”, che rivelano una sensibilità genuina contrapposta a tutti coloro che si occupano di “canzone d’amore a tutti i costi” (mi piace citare a riguardo le parole di Luigi Tenco: “Povero amore ti cercano sempre, parlan di te anche troppo sovente; io, per una volta, non dirò niente”).
Interrompere a questo punto l’analisi dei brani sarebbe ingiusto nei confronti delle altre tracce, nessuna di esse un riempitivo e tutte dotate di una propria voce. Come il brano “Corpi”, notevole funzione di contrasto tra un testo atroce nelle strofe contrapposto a una musica e a un ritornello solare e orecchiabile, da “battito di mani dal vivo”.
E non dimentichiamo quello che, a mio parere, è il brano migliore del disco, “Ho ucciso Caino”: profondo e cattivissimo (nel testo), raffinato nell’arrangiamento (chitarre e batteria in particolare). Qui Emanuele si immagina nei panni di un assassino, una sorta di giustiziere che ha dato la morte a un criminale, un “Caino” appunto. Ben lungi dall’essere la posizione dell’autore, rivela una capacità di mettersi in panni diversi dai propri non indifferente (“non venirmi a dire non c’era ragione, il mondo mi deve un favore”). Mentre il brano successivo (per chi ascolta il disco seguendo l’ordine “giusto” delle tracce), è una ballata pacifista dal titolo “Disertore”, caratterizzata da versi puri come “la mia divisa la lascio a uno più nudo di un fiore, a un uomo più solo di me”.
Non mancano canzoni d’attualità, come “Io rimango mio” (un titolo che è anche un buon consiglio), già uscito in precedenza come singolo, del quale vi rimando al video: http://www.youtube.com/watch?v=kV28dbxVPmk .

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R.E.M. download gratuito per Collapse Into Now

R.E.M.

I R.E.M. hanno fissato la data per il lancio del loro nuovo atessissimo album, ‘Into Collapse Now’, per il 7 marzo 2011.

Per celebrare il loro 30° anniversario e l’uscita del loro 15° album, i REM hanno attualmente deciso di regalare un download gratuito dul loro sito web www.remhq.com.

Registrato a Berlino ai leggendari Hansa Studios (dove hanno precedentemente registrato artisti come David Bowie, Nick Cave, Brian Eno, Depeche Mode), ‘Collapse Into Now’ è stato prodotto da Jacknife Lee, che ha anche prodotto il loro acclamato album ‘Accelerate‘.

La tracklist ‘Collapse Into Now’ è:
1. ‘Discoverer’
2. ‘All the Best’
3. ‘Uberlin’
4. ‘Oh My Heart’
5. ‘It Happened Today’ (featuring Eddie Vedder)
6. ‘Every Day Is Yours to Win’
7. ‘Mine Smell Like Honey’
8. ‘Walk It Back’
9. ‘Alligator Aviator Autopilot Antimatter’ (featuring Peaches and Lenny Kaye)
10. ‘That Someone Is You’
11. ‘Me, Marlon Brando, Marlon Brando and I’
12. ‘Blue’ (featuring Patti Smith)

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MP3 Music Awards 2010: vincitori proclamati

MP3 Music Awards 2010 I vincitori sono stati annunciati il r Venerdì 10 dicembre 2010. Venti (20) I vincitori sono stati scelti da tutto il mondo voti utilizzo di MMA giudicare Jukebox Player.

MP3 Music Awards 2010 Winners Are:

The BTM Award
Best / Teen / Music
Jal Joshua – I’ve Got Tomorrow

The IRP Award
Indie / Rock / Pop
Slashed Seat Affair – Forget You

The HRR Award
Hip Hop / R&B / Rap
Shareefa – Cry No More

The RDS Award
Reggae / Dub / Ska
Da’Ville – Hey Now

The UGG Award
Urban / Garage / Grime
Tinie Tempah – Pass Out

The HDT Award
House / Dance / Trance
Kelis ‘ Acapella

The GCS Award
Gospel / Christian / Spiritual
Farewell Days – Tears From Heaven

The LRS Award
Latin / Reggaeton / Salsa
Shakira Ft Invitado Alejandro Sanz – La Tortura

The BCM Award
Best / Classical / Music
Katherine Jenkins – Love Never Dies

The JSB Award
Jazz / Soul / Blues
Shadina – If You Still Love Me

The RCD Award
Radio / Charts / Downloads
Iyaz – Replay

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Carl Barat dei Bottletop Band offre free download

Carl Barat

Carl Barat

I Bottletop e la marca UK di abbigliamento chiamata Fenchurch sono orgogliosi di annunciare il lancio della ‘Bottletop Band ‘, con in regalo il download gratuito del singolo ‘Fall Of Rome’, nato da una collaborazione tra Carl Barat (Libertines), Drew McConnell (Babyshambles) e Andy Nicholson (ex- Arctic Monkeys).

Il brano è il primo assaggio di un album costellato da stelle della musica, e che comprende anche Gruff Rhys (Super Furry Animals), Matt Helders (Arctic Monkeys), Get Cape Wear Cape Fly, Money Mark, VV Brown, Sam Sparro, Fink, Reverend and The Makers, Eliza Doolittle e Tim Burgess.

‘Fall Of Rome’ è attualmente scaricabile a titolo completamente gratuito da www.bottletopband.com.

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Grande successo il ritorno discografico di Emanuele Dabbono, terzo classificato alla prima edizione di X Factor, che dimostra come si possa conquistare la stima e il rispetto dei proprio pubblico anche senza una major alle spalle. Due anni di lavorazione per un album che si chiamerà IN VIAGGIO, anticipato dal singolo Pacifico, uscito ieri (5 giugno) su i Tunes, capace di raggiungere nel corso della giornata il quarto posto nella classifica di vendita rock, dopo Arrivederci, Mostro! di Ligabue, Stato libero di Litfiba e To the Sea di Jack Johnson, e il tredicesimo posto nella classica generale Top Album.
Emanuele canta e suona chitarra, pianoforte e armonica. La band che lo accompagna, i Terrarossa, sono composti da Alessandro Guasconi al basso, Senio Firmati alla batteria e Giuseppe Galgani alla chitarra, il quale dirige la sede di Poggibonsi della prestigiosa accademia di musica moderna Lizard.
Riguardo al singolo, si tratta di una canzone semplice ed orecchiabile; dalle parole di Dabbono: “Una canzone scritta in aereo. Dal finestrino si vedeva il mare. Ho cercato di fare in modo che musica facesse rima con Ricordo. Perchè credo che le radici di ognuno di noi siano il primo vero punto di partenza per andare lontano domani, per prendere il largo”.
Il b side, dal titolo Disertore, anticipa invece l’ottimo lavoro che è stato fatto per l’album su voci e arrangiamenti, oltre a far capire chiaramente che non si tratterà di un lavoro dai temi banali. Dice Emanuele: “Capisci dove sei stato solo quando torni a casa. Che per me è la Lanterna di Genova. L’America è partita di qui. Anche dopo Colombo. Sarebbe ora di dare un nuovo cantautore a questi carruggi presso cui, noi di Zena, siamo sempre in debito di riconoscenza per la fauna di storie che ci tramandano. Speriamo di essere quello. Penso che ognuno abbia una storia da raccontare, ma credo che, senza sapere chi sei, da dove vieni, quali sono le tue radici non puoi sapere che strada prendere. Io rivoglio la mia memoria storica e quella della mia generazione, per poter guardare al prossimo lunedì di pioggia con gli occhiali da sole. Scrivo su scontrini, moleskine, cartoline altrui, in coda al semaforo, per strada sul cellulare, sulle riviste dal medico. Per urgenza, non per lavoro. Lo farei e lo farò sempre. Una delle poche certezze che ho”.
Attendiamo quindi l’uscita imminente dell’album, che avverrà nei prossimi mesi.

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Jimi Hendrix: Valleys of Neptune, l’approfondimento

Siamo nel 1995: James “Al” Hendrix e sua figlia Janie vincono la causa legale che li impegnava ormai da anni e ottengono così tutti i diritti sulla musica, il nome e l’immagine di uno dei più grandi artisti della storia del rock: Jimi Hendrix. Nasce la Experience Hendrix, ufficiale azienda di famiglia che si è fin da subito adoperata per valorizzare al massimo il patrimonio inedito del chitarrista. In realtà, gran parte di questo materiale è già stato precedentemente pubblicato, ma non ci sono dubbi: in modo assolutamente inaccettabile e irrispettoso, tanto dell’artista quanto del suo contesto storico. Infatti, i musicisti originali sono stati sostituiti con nuovi che mai nemmeno hanno conosciuto Jimi, e sono state aggiunte parti di voce e di chitarra originariamente non presenti.

Nel tentativo di riportare alla luce il vero sound del figlio, papà James e famiglia assoldano Eddie Kramer, ingegnere del suono storico di Hendrix, per eseguire un nuovo mixaggio ed assemblare tutti i loro nuovi progetti. Nascono così, entrambi nel 1997, First Rays of the New Rising Sun e South Saturn Delta.
Il primo rappresenta quello che sarebbe stato il quarto album in studio di Hendrix, per il quale sono state recuperate persino le sue indicazioni riguardo la scaletta, ma si tratta di un lavoro non completamente finito, e si sente. Se la sua morte non avesse interrotto il processo creativo, Jimi avrebbe lavorato ancora molto i 17 brani che lo compongono, e chissà se alla fine avrebbe deciso di pubblicati tutti. Discorso analogo vale per South Saturn Delta, che contiene versioni alternative di classici, insieme a rarità ed inediti. Due progetti non completamente convincenti. Successivamente, sono stati pubblicati l’ottimo cofanetto di 4 cd The Jimi Hendrix Experience, nel 2000, e Valleys of Neptune, nel 2010.

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Cesare Cremonini: oltre 11.000 i download di “Piazza Santo Stefano”


Sono oltre 11.000 i download di “PIAZZA SANTO STEFANO”, la canzone inedita che CESARE CREMONINI ha reso scaricabile gratuitamente sul sito ufficiale (www.cesarecremonini.it), in occasione del decennale di “50 SPECIAL”.
E dopo il successo del tour invernale “IL PRIMO TOUR SULLA LUNA”, continuano le date de “IL SECONDO TOUR SULLA LUNA”, nelle più belle piazze italiane e nelle località più frequentate dell’estate. CESARE CREMONINI proporrà al pubblico un concerto ricco di successi e di perle musicali meno conosciute, spaziando dal mondo del rock a quello del jazz, toccando delicate atmosfere cantautorali capaci di mantenere lo spettatore sempre attento e coinvolto.
Nel frattempo le radio trasmettono il quarto singolo “IL PAGLIACCIO”, accompagnato da un video realizzato dal regista bielorusso Alexey Terexov, che vede protagonisti, oltre a Cesare e Ballo, alcuni funamboli de LE CIRQUE DU SOLEIL.
Intanto l’album “IL PRIMO BACIO SULLA LUNA” (Warner Bros) si avvia a festeggiare un anno di costante presenza in classifica e il libro “LE ALI SOTTO AI PIEDI” (Rizzoli) viene premiato come una delle rivelazioni della narrativa estiva del 2009.

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D.A.D. a Bologna a Novembre!


Si chiama “Monster Philosophy” il nuovo album dei danesi D.A.D., assenti dai nostri palchi da ormai tre anni, quando nel Settembre del 2006 arrivarono in Italia per una sola data al Music Drome di Milano. E’ giunto quindi il momento per la band dei fratelli Binzer di tornare a suonare le proprie chitarre elettriche per i fans italiani: la banda sarà il 10 novembre a Bologna, al Sottotetto Sound Club.
Monster Philosphy” è uscito lo scorso Novembre ed è il decimo album in studio per la band che più di qualsiasi altra ha influenzato l’hard & roll attuale, scena che ha visto negli Hellacopster i suoi più famosi esponenti. Figli “bastardi” degli AC/DC, i D.A.D. hanno riscosso grande successo a partire dal 1989 quando uscì l’album “No Fuel Left for the Pilgrims” che li portò a volare alto nelle classifiche di Europa e Stati Uniti, consacrandoli come una tra le maggiori realtà hard rock degli anni ’90.

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Tutto il Rock dello Sziget Festival

Lo Sziget, Festival a cui noi di Rockblog siamo particolarmente affezionati, offre qualsiasi tipo di musica:
dal pop al rock al punk, al metal, al folk, alla musica zigana, al blues & jazz, acustica, elettronica, techno, drum’n'bass…tu la nomini, li c’è.

Ma per i lettori di Rockblog ecco un breve riassunto delle bands più interessanti, di quelle che si avvicinano di più all’ambito rock e punk. Si parte il giorno zero, con il “Rock against Racism day” che vedrà varie band ungheresi protagoniste della giornata, tra cui i “Pannonia ska Allstars Orchestra” e gli headliners Tankcapda, che fanno un rock’n'roll bello metallaro in stile Motorhead.
Dopo questa giornata lo Sziget può ufficialmente iniziare con il calcio d’inizio dato sul main stage dagli I AM X, a cui seguono sempre la prima giornata Ska-P E Snow Patrol. La sera del primo giorno il palco Wan2 sarà reso incandescente dai Mala Vita, che si rifanno chiaramente ai Mano Negra e poi ai White Lies. Sul palco rock alla stessa ora promettono fuoco e fiamme i Backyard Babies dell’adrenalinico Dregen.
Il secondo giorno aprono il pomeriggio dopo un paio di gruppi poco interessanti i mitici Die Toten Hosen, che aprono un’ottima serata che continua poi con Bloc Party e Fatboy Slim sul palco principale, contemporaneamente sul palco Wan2 per gli amanti dell hip-hop ci sarà Tricky. Il terzo giorno si parte alle 16.30 con i Jet (quelli are you gonna be my girl), e si continua con trittico elettronico da paura: Primal Scream, Pendulm e Prodigy. Per chi volesse staccare un po’ dal main stage, durante i Jet sul palco World Music suonano i nostrani “Figli di madre ignota”, e per i metallari più truci: Brujeria e Deathstars la sera sul palco di MTV.
Quarto giorno: un pieno di indie rock pomeridiano con The Subways, Editors, Klaxons. La sera, sempre sul main stage, Manic Street Preachers e Placebo.
Per chi volesse un po’ di cattiveria ci sono gli epici Turisas sul MTV stage e per chi volesse ballare un po’ i Babylon Circus sul Wan2 (patchanka).
Il quinto e ultimo giorno vede altri nomi spettacolari: di filata uno via l’altro sul main stage: Disco Ensemble, Danko Jones, Maximo Park, The Offspring e Faith no More, per chi è ancora vivo dopo ci sono sul palco di MTV: Turbonegro dalle 23 e Life of Agony dall’1.00 in poi.
Questa è solo una piccola parte di quello che offre lo Sziget, quella che può interessarre maggiomente i lettori di Rockblog…per maggiori informazioni sul programma: www.szigetfestival.it

Devastator: Underground’n'roll – Recensione


Arrivano da Lucca i Devastator, trashers innamorati del rock’n'roll, partendo da una base prettamente trash con scivoloni nell’hardcore più violento, si danno una bella passata di rock’n'roll e sfornano un ottimo mix di questi tre generi. La foto che accompagna il cd è la perfetta sintesi dell’attitudine della band: un paio di medi, un crestone, una maglietta degli Ac/Dc e una dei Nabat, giusto per far risaltare un po’ di influenze punk-hardcore old style, un po’ di rock’n'roll e tanta ignoranza.
Le canzoni in cui si mischiano questi generi ovviamente sono le migliori: “Cemetery Beach”, “Satan porno dog”, “Smash metal drink beer” (il pezzo migliore dell’album), c’è anche un pezzo simil-surf-metal: “Rotten surf“, il resto è un disastro di Trash Metal, Punk anni ’80, hardcore violento e stoner.
Grazie a un lavoro chitarristico spettacolare il cd si mantiene sopra la media, anche se la band deve ancora imparare due o tre trucchi in fase di composizione dei pezzi, ad un certo punto le canzoni finiscono per assomigliarsi un po’ tutte, e verso i tre quarti del cd l’attenzione comincia ad andarsene…però devo dire un buon cd che fa ben sperare per il futuro.