Folk Rock
Scritto Venerdì 9 Dicembre 2011 da Luca Masperone

Oggi ascolto Trecentoventi, album di Emanuele Dabbono e Terrarossa uscito lo scorso mese… Lo ascolto al contrario. Dall’ultima traccia, poetica ghost track al brano “precedente”, Corpi, la strada è breve. E anche iniziando dal fondo, la sostanza non cambia: 320 è un lavoro che ha un senso e un valore, un album composto da 14 tracce ugualmente rock, pop, figlie della canzone d’autore.
Bilanciare questi elementi non è facile, ma Emanuele (e i Terrarossa) ci sono riusciti: 320 è un disco sia “commerciale” (nel senso buono del termine), che pieno di idee e musicalmente valido, non superfluo.
Troviamo brani che ci riportano a un rock genuino figlio d’altri tempi, come “La città verrà distrutta all’alba” dove basso, chitarre e un testo tagliente assumono la stessa importanza, e brani più semplici e moderni, come la prima traccia dell’album, “L’oro si aspetta” (che sto ascoltando ora; ricordate? Sono partito dal fondo).
Si apprezzano canzoni d’amore come “Universi paralleli” e “Tienimi sveglio”, che rivelano una sensibilità genuina contrapposta a tutti coloro che si occupano di “canzone d’amore a tutti i costi” (mi piace citare a riguardo le parole di Luigi Tenco: “Povero amore ti cercano sempre, parlan di te anche troppo sovente; io, per una volta, non dirò niente”).
Interrompere a questo punto l’analisi dei brani sarebbe ingiusto nei confronti delle altre tracce, nessuna di esse un riempitivo e tutte dotate di una propria voce. Come il brano “Corpi”, notevole funzione di contrasto tra un testo atroce nelle strofe contrapposto a una musica e a un ritornello solare e orecchiabile, da “battito di mani dal vivo”.
E non dimentichiamo quello che, a mio parere, è il brano migliore del disco, “Ho ucciso Caino”: profondo e cattivissimo (nel testo), raffinato nell’arrangiamento (chitarre e batteria in particolare). Qui Emanuele si immagina nei panni di un assassino, una sorta di giustiziere che ha dato la morte a un criminale, un “Caino” appunto. Ben lungi dall’essere la posizione dell’autore, rivela una capacità di mettersi in panni diversi dai propri non indifferente (“non venirmi a dire non c’era ragione, il mondo mi deve un favore”). Mentre il brano successivo (per chi ascolta il disco seguendo l’ordine “giusto” delle tracce), è una ballata pacifista dal titolo “Disertore”, caratterizzata da versi puri come “la mia divisa la lascio a uno più nudo di un fiore, a un uomo più solo di me”.
Non mancano canzoni d’attualità, come “Io rimango mio” (un titolo che è anche un buon consiglio), già uscito in precedenza come singolo, del quale vi rimando al video: http://www.youtube.com/watch?v=kV28dbxVPmk .
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Scritto Venerdì 8 Gennaio 2010 da Antonella Grafone

E’ di pochi giorni fa la notizia che la cantante di origine
messicano- statunitense Lhasa de Sela, e’ morta nella sua casa di Montreal in Canada.
Lhasa, voce sinuosa e calda tra il jazz e la musica etnica e nomadismo, muore all’età’ di 37 anni per un tumore al seno che ha combattuto con forza e determinazione per 21 mesi.
Lascia 3 dischi uno più intenso dell’altro. “ La Llorona” del 1998 e’ stato il suo debutto vendendo più di 700.000 copie. La cantante ha poi inciso “The living road” (2003) e “Lhasa” (2009).
A giugno aveva annullato la sua tournée’ appunto per motivi di salute.
Nel mondo della musica etnica rimane una figura importantissima. La sua cultura musicale le ha permesso di giocare con diversi generi musicali utilizzando diversi registri.
Ha saputo combinare in modo accattivante e sensuale le potenzialità della sua voce con le sonorità tradizionali del centro e del sud America.
Resta un’incantatrice. Una donna meravigliosa che ha fatto del nomadismo la sua ragione di vita. Anche musicalmente.
La sua voce resta a scaldare noi che rimaniamo.
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Tag:la llorona, Lhasa de Sela
Scritto Giovedì 31 Dicembre 2009 da Antonella Grafone
Tour italiano per Sara Lov.

Sara Lov conosciuta ai più come cantante del gruppo americano Devics, sarà presto in Italia per un tour di sette date.
Presenterà il suo primo progetto solista “ Seasoned eyes were beaming” confermandosi interprete raffinata e sicura pronta ad esplorare il difficile terreno del panorama musicale odierno.
Accantonati per il momento i Devics, il tour tocchera’ il 15 gennaio il Covo di Bologna.
Seguiranno poi Napoli, Terracina (Latina), Faenza il 18, Treviso, il 20 gennaio sara’ la volta di Milano poi Roma e terminera’ il 22 a Cesena.
La sua sensualita’ vi colpira’ insinuandosi piano, piano nelle vostre orecchie.
Immagine di: http://images.musicclub.it/foto/sa/big/SARA_LOV.jpg.big.jpg.
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Tag:bologna, Covo, Devics, Sara Lov
Scritto Venerdì 13 Novembre 2009 da Antonella Grafone
Woven Hand live a Roma e Ravenna

Se siete in crisi spirituale ma non sapete più a che Santo votarvi, vi consiglio di ascoltare la voce di David Eugene Edwards. Noto ai più come frontman dei 16 Horsepower, farà tappa in Italia per due date, a Roma e Ravenna la settimana prossima con il suo progetto Woven Hand.
Predicatore inquieto e sofferente come i suoi brani, tra blues e countryfolk, tra cupa disperazione e amore, la sua voce vi ipnotizzerà e ammalierà, vi sentirete colpevoli e poi assolti, redenti.
Saprà toccare le vostre paure e poi distribuirà saggezza dal palco.
La cupezza del suo sguardo bene si accompagna alle atmosfere nere dei suoi live. In questa catarsi spirituale due magnifici musicisti lo accompagneranno: Pascal Humbert al basso e Ordy Garrison alla batteria.
Vi incanteranno e voi ritroverete la fede.
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Scritto Martedì 10 Novembre 2009 da Antonella Grafone
Devendra Banhart Live in Italia a Dicembre.

Il freak più freak del nuovo folk americano farà una sosta in suolo italico per due date: il 18 dicembre ai Magazzini Generali di Milano e il 20 a Roma all’Auditorium Parco della Musica.Devendra Banhart presenterà “What will we be“, nuovo album uscito il 16 Ottobre per la Warner.
La scelta di passare ad una major è sicuramente discutibile ma da un primo e veloce ascolto dell’album, il carattere psichedelico dei pezzi, sembra rimanere immutato.
Artista a tutto tondo (suoi i disegni delle copertine degli album), alcune sue opere sono state esposte al Moma di New Yorke i suoi live sono spesso una festa di colori e suoni molto accativanti.
Attendiamo quindi l’evento emozionati del fatto che un concerto di Devendra in Italia è cosa rara.
Immagine tratta da: http://lastgasstation.files.wordpress.com/2009/02/devendra.jpg
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Scritto Martedì 3 Novembre 2009 da Antonella Grafone
Black Heart Procession live in Italia

L’attesa sta per finire. Finalmente a dicembre in Italia uno dei gruppi più interessanti del panorama indierock internazionale. Per tre date I Black Heart Procession porteranno in tour il loro sound profondo e magnetico esibendosi live per presentare l’ultimo lavoro “Six” uscito da pochissimo con Temporary Residence. L’Estragon a Bologna darà il via il 5 dicembre al tour che proseguirà a Roma il giorno dopo all’Alpheus per terminare il 7 ai Magazzini Generali di Milano.
Il gruppo di San Diego capitanato dal duo Pall Jenkins e Tobias Nathaniel esordì alla fine degli anni Novanta con l’album “1″, seguito da “2″ e dai due capolavori indiscussi “Amore del Tropico” del 2003 e “The Spell” del 2006. Eredi delle atmosfere di gruppi come Low o Codeine i loro live hanno una presa totale sul pubblico. Tra sonorità cupe e melodie folk sapranno catturarvi e davvero è un live da non perdere.
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Tag:Black heart procession, Live, Milano, Six
Scritto Giovedì 10 Settembre 2009 da 1983

Side One Dummy annuncia a sorpresa l’uscita del primo CD+DVD live dei Gypsy punk rockers Gogol Bordello, LIVE FROM AXIS MUNDI, prevista il 6 Ottobre.
Non solo una raccolta Live, LIVE FROM AXIS MUNDI include in un CD+ DVD moltissimo materiale inedito, per la prima volta alla luce dopo dieci anni di carriera della band di New York.
Il cd include una serie di inediti registrati in studio che da lungo tempo i fan chiedevano di vedere pubblicati, come “Troubled Friends” (dalle sessions di Gypsy punk, ma esclusa dalla tracklist finale dell’album), “Roumania”, una Demo di “60 Revolutions” ed una versione strumentale di “immigrant Punk”.
Non poi manca una vera e propria sorpesa per i fan Italiani: la versione Gypsy Punk di “Stivali e Colbacco” di Adriano Celentano (spesso citato da Eugene Hutz come una delle sue influenze più importanti, in una Ucraina lontana dalle influenze dall’ america del rock), registrata nel corso delle session dell’ultimo Super Taranta, che sarà presentata a fine Settembre anche alle Radio Italiane.
Il dvd cattura invece per la prima volta in una release ufficiale il leggendario live show dei Gogol Bordello, con immagini tratte dagli ultimi due sold out shows tenuti dalla band nella propria città natale, all’ Irving Plaza di New York City. Il pacchetto include quelli che sono diventati ormai dei classici come “Start Wearing Purple,“ “Ultimate,” “Not A Crime” e “Baro Foro” unite ai videoclip fino ad ora pubblicati dalla band, come “Start Wearing Purple,” “Not A Crime,” “Wonderlust King,” “American Wedding,”. Al tutto, Eugene Hutz ha aggiunto delle sue “bonus chronicles” e delle extra tracks: Di seguito, l’elenco complessivo dei contenuti. Per chiunque fosse interessato degli advance digitali sono già disponibili.
Forse oggi sono rimasti in pochi… ma per chiunque non fosse stato ancora contaminato dal Gypsy Punk dei Gogol Bordello, si potrà dire che la band nasce dalle peregrinazioni di Eugene Hutz, un Ucraino scappato dal disastro di Chernobil nell’86 in Italia, poi in Ungheria ed Austria e quindi arrivato a New York dove ha fondato la band nel 1999. Da allora i Gogol Bordello non hanno mai smesso di riempire arene sempre più grandi in Europa, Asia e North America inclusi Coachella, Glastonbury, Roskilde Festival, Fuji Rock in Giappone fino alla performance dello scorso anno al Live Earth al Wembley Stadium in Inghilterra con Madonna.
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Tag:Adriano Celentano, AXIS, bordello, cd, DVD, eugene hutz, FROM, gogol, Live, MUNDI
Scritto Giovedì 30 Luglio 2009 da 1983

Lo Sziget, Festival a cui noi di Rockblog siamo particolarmente affezionati, offre qualsiasi tipo di musica:
dal pop al rock al punk, al metal, al folk, alla musica zigana, al blues & jazz, acustica, elettronica, techno, drum’n'bass…tu la nomini, li c’è.
Ma per i lettori di Rockblog ecco un breve riassunto delle bands più interessanti, di quelle che si avvicinano di più all’ambito rock e punk. Si parte il giorno zero, con il “Rock against Racism day” che vedrà varie band ungheresi protagoniste della giornata, tra cui i “Pannonia ska Allstars Orchestra” e gli headliners Tankcapda, che fanno un rock’n'roll bello metallaro in stile Motorhead.
Dopo questa giornata lo Sziget può ufficialmente iniziare con il calcio d’inizio dato sul main stage dagli I AM X, a cui seguono sempre la prima giornata Ska-P E Snow Patrol. La sera del primo giorno il palco Wan2 sarà reso incandescente dai Mala Vita, che si rifanno chiaramente ai Mano Negra e poi ai White Lies. Sul palco rock alla stessa ora promettono fuoco e fiamme i Backyard Babies dell’adrenalinico Dregen.
Il secondo giorno aprono il pomeriggio dopo un paio di gruppi poco interessanti i mitici Die Toten Hosen, che aprono un’ottima serata che continua poi con Bloc Party e Fatboy Slim sul palco principale, contemporaneamente sul palco Wan2 per gli amanti dell hip-hop ci sarà Tricky. Il terzo giorno si parte alle 16.30 con i Jet (quelli are you gonna be my girl), e si continua con trittico elettronico da paura: Primal Scream, Pendulm e Prodigy. Per chi volesse staccare un po’ dal main stage, durante i Jet sul palco World Music suonano i nostrani “Figli di madre ignota”, e per i metallari più truci: Brujeria e Deathstars la sera sul palco di MTV.
Quarto giorno: un pieno di indie rock pomeridiano con The Subways, Editors, Klaxons. La sera, sempre sul main stage, Manic Street Preachers e Placebo.
Per chi volesse un po’ di cattiveria ci sono gli epici Turisas sul MTV stage e per chi volesse ballare un po’ i Babylon Circus sul Wan2 (patchanka).
Il quinto e ultimo giorno vede altri nomi spettacolari: di filata uno via l’altro sul main stage: Disco Ensemble, Danko Jones, Maximo Park, The Offspring e Faith no More, per chi è ancora vivo dopo ci sono sul palco di MTV: Turbonegro dalle 23 e Life of Agony dall’1.00 in poi.
Questa è solo una piccola parte di quello che offre lo Sziget, quella che può interessarre maggiomente i lettori di Rockblog…per maggiori informazioni sul programma: www.szigetfestival.it
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Scritto Lunedì 13 Luglio 2009 da 1983

East is West
Gente di frontiera
12 – 13 – 14 LUGLI0 2009
@ CIRCOLO MAGNOLIA
Apertura porte ore 19.30 – inizio spettacoli dalle 21.30
Tre giorni, quattro grandi nomi: l’Europa che si allarga a Est, e scavalca frontiere e dogane senza bisogno di passaport; l’Europa che si mangia l’Ovest, e conquista Americhe, Route 66 e Blockbuster.
Arci Milano trova anche quest’anno ospitalità al Magnolia e regala a Milano una rassegna straordinaria. I prìncipi del Balkan Beat,l’inafferabile Tonino Carotone e nel mezzo una serata evento, una coalizione irripetibile di protagonisti e appassionati degli Anni Di Piombo – Franco Micalizzi, Calibro 35, Bloodbuster e Giulia 70. Tutto in tre giorni, tutto in tre parole – East Is West. Tutto al Magnolia.
IL PROGRAMMA:
Domenica 12 luglio – Ingresso 5 euro
FIREWATER [USA]
“RUBBISH RABBIT” di Tony Clifton Circus
HANKTATTO DJ
Aprono le danze – è il caso di dirlo – i Firewater, gruppo per le frontiere e i confini che molto ha viaggiato e molto ha insegnato, padri naturali dei Gogol Bordello e del Balkan Beat che tanto impazza nei paesi a marca euro. Prima c’erano loro, dopo sono venuti gli altri. Splendidi – nelle esecuzioni, nei brani, nelle danze. Dal 1995, un’ideologia – mai una moda. Sul myspace di riferimento come nazionalità è volutamente segnato: New York / Turchia / Indonesia. Sono loro.
La stessa sera, per accontentare tutti, sul palco anche uno dei gruppi teatrali più cattivi d’Italia. Osannati in tutta Europa arrivano a Milano, i Tony Clifton Circus con “Rubbish Rubbit”. La formazione romana, è un duo di clown irriverenti e mai accomodanti verso il pubblico. Rubbish Rubbit arriva per la prima volta a Milano, unica data italiana della compagnia.
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Tag:2009, arci, balkan beat, dj set, estivo, festival, firewater, frontiera, magnolia, Milano, tonino carotone
Scritto Lunedì 13 Luglio 2009 da 1983

Mercoledi 15 Luglio tra gli alberi e le bancarelle, biliardi e calcetti, grigliate e pasta fresca (con materie prime a km zero) del Parco Storico di Villa Serra di Comago si svolgerà, per GOA-BOA 2009, quello che probabilmente è l’evento reggae più atteso dell’estate: direttamente dalla Giamaica il concerto di ALBOROSIE AND THE SHENGEN CLAN BAND e della talentusa I.EYE. A pompare musica in levare (rigorosamente in vinile) già dal calar del sole ci saranno LA COSCA, GANJA FARMERS e CUFFA SOUND vale a dire alcuni tra i più attivi e preparati sound system liguri. Si parte alle 19 e l’ingresso è di 15 Euro. PS Villa Serra è a 1 Km dall’Uscita autostradale di Bolzaneto.
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