Hard Core
Scritto Lunedì 3 Agosto 2009 da Gabriele Squillace

Ecco un aggiornamento dall’ EASTPAK ANTIDOTE TOUR che toccherà l’Italia il prossimo autunno (2 Novembre @ MusicDrome – Milano): nel bill sono da pochi giorni confermati anche i Four Year Strong, Questo “one day festival” prende giorno per giorno sempre più forma, con un cast che si fa sempre più d’eccezione: fra tutte, la band post hardcore/scream Alexisonfire, lanciata verso la definitiva consacrazione mainstream grazie all’ultimo disco “Old Crown, Young Cardinals“. E ancora, The Ghost Of a Thousand, band punk rock inglese che è fuori con un nuovo disco prodotto dalla mitica etichetta Epitaph. E soprattutto i grandiosi Anti-Flag, autori di un disco – barricadero come nel loro stile – “People or the gun” tagliente e schierato (attaccano l’era Bush senza però fidarsi di Obama n.d.r) dove la politica e la street attitude si miscelano a canzoni molto forti come “Sodom, Gomorrah, Washington D.C“. Insomma, un disco nuovo che li porta di nuovo alla ribalta nell’ambiente punk hardcore, un disco che, a detta di molti, è l’LP dell’anno insieme al nuovo Green Day e all’ultimo lavoro dei Propagandhi.
Il primo singolo estratto è “When all the lights go out“, di cui potete vedere una premiere qui:
http://mindinversion.wordpress.com/2009/05/27/anti-flag-premieres-when-the-lights-go-out-music-video/
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Tag:2 novembre, ALEXISONFIRE, anti-flag, antidote, eastpak, FOUR YEAR STRONG, Milano, musicdrome, THE GHOST OF A THOUSAND, tour
Scritto Lunedì 3 Agosto 2009 da Gabriele Squillace

Una band nata nel 1981 grazie a Kyle Toucher, Ismael Hernandez, Robin Cartwright e ad un fortunato cantante che oggi sostituisce Jello Biafra nei Dead Kennedys, Brandon Cruz. Una band rivoluzionaria che nella SoCal del punk crea un genere tutto suo, il Nardcore, e diventa leggenda: i Dr. Know.
I Dr.Know sono un gruppo travagliato, vissuto: i primi due anni sono puro hardcore e successo, ma già nel 1983 Cruz lascia il gruppo, la band passa su Death Records/Metal Blade puntando più sul crossover. Ma la loro carica esplosiva durante i concerti è leggendaria e li porta a girare Stati Uniti ed Europa in compagnia di mostri sacri come The Exploited, Circle Jerk’s e Murphy’s Law, gruppi Trash Metal come gli Slyer coverizzano i loro pezzi, i fan aumentano a dismisura in ogni continente!
Nel 1991 la band si scioglie, ma l’hardcore rimane ben radicato dentro a questi ragazzi e dopo pochi anni, nel 1998, si riuniscono tornando a cantare i loro potenti pezzi.
Nel 2003 Cruz viene chiamato dai Dead Kennedys per rimpiazzare Biafra ma imperterrita la band non si ferma, decisa a portare il loro credo Nardcore ai vecchi splendori!
I Dr.Know sono ora in studio a registrare il nuovo album per la Unrest Records con un produttore d’eccezione: Greg Hetson dei Bad Religion/Circe Jerk’s.
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Tag:date italiane, dr. know, nardcore, Torino
Scritto Giovedì 30 Luglio 2009 da Gabriele Squillace

Lo Sziget, Festival a cui noi di Rockblog siamo particolarmente affezionati, offre qualsiasi tipo di musica:
dal pop al rock al punk, al metal, al folk, alla musica zigana, al blues & jazz, acustica, elettronica, techno, drum’n'bass…tu la nomini, li c’è.
Ma per i lettori di Rockblog ecco un breve riassunto delle bands più interessanti, di quelle che si avvicinano di più all’ambito rock e punk. Si parte il giorno zero, con il “Rock against Racism day” che vedrà varie band ungheresi protagoniste della giornata, tra cui i “Pannonia ska Allstars Orchestra” e gli headliners Tankcapda, che fanno un rock’n'roll bello metallaro in stile Motorhead.
Dopo questa giornata lo Sziget può ufficialmente iniziare con il calcio d’inizio dato sul main stage dagli I AM X, a cui seguono sempre la prima giornata Ska-P E Snow Patrol. La sera del primo giorno il palco Wan2 sarà reso incandescente dai Mala Vita, che si rifanno chiaramente ai Mano Negra e poi ai White Lies. Sul palco rock alla stessa ora promettono fuoco e fiamme i Backyard Babies dell’adrenalinico Dregen.
Il secondo giorno aprono il pomeriggio dopo un paio di gruppi poco interessanti i mitici Die Toten Hosen, che aprono un’ottima serata che continua poi con Bloc Party e Fatboy Slim sul palco principale, contemporaneamente sul palco Wan2 per gli amanti dell hip-hop ci sarà Tricky. Il terzo giorno si parte alle 16.30 con i Jet (quelli are you gonna be my girl), e si continua con trittico elettronico da paura: Primal Scream, Pendulm e Prodigy. Per chi volesse staccare un po’ dal main stage, durante i Jet sul palco World Music suonano i nostrani “Figli di madre ignota”, e per i metallari più truci: Brujeria e Deathstars la sera sul palco di MTV.
Quarto giorno: un pieno di indie rock pomeridiano con The Subways, Editors, Klaxons. La sera, sempre sul main stage, Manic Street Preachers e Placebo.
Per chi volesse un po’ di cattiveria ci sono gli epici Turisas sul MTV stage e per chi volesse ballare un po’ i Babylon Circus sul Wan2 (patchanka).
Il quinto e ultimo giorno vede altri nomi spettacolari: di filata uno via l’altro sul main stage: Disco Ensemble, Danko Jones, Maximo Park, The Offspring e Faith no More, per chi è ancora vivo dopo ci sono sul palco di MTV: Turbonegro dalle 23 e Life of Agony dall’1.00 in poi.
Questa è solo una piccola parte di quello che offre lo Sziget, quella che può interessarre maggiomente i lettori di Rockblog…per maggiori informazioni sul programma: www.szigetfestival.it
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Scritto Giovedì 23 Luglio 2009 da Gabriele Squillace

Arrivano da Lucca i Devastator, trashers innamorati del rock’n'roll, partendo da una base prettamente trash con scivoloni nell’hardcore più violento, si danno una bella passata di rock’n'roll e sfornano un ottimo mix di questi tre generi. La foto che accompagna il cd è la perfetta sintesi dell’attitudine della band: un paio di medi, un crestone, una maglietta degli Ac/Dc e una dei Nabat, giusto per far risaltare un po’ di influenze punk-hardcore old style, un po’ di rock’n'roll e tanta ignoranza.
Le canzoni in cui si mischiano questi generi ovviamente sono le migliori: “Cemetery Beach”, “Satan porno dog”, “Smash metal drink beer” (il pezzo migliore dell’album), c’è anche un pezzo simil-surf-metal: “Rotten surf“, il resto è un disastro di Trash Metal, Punk anni ‘80, hardcore violento e stoner.
Grazie a un lavoro chitarristico spettacolare il cd si mantiene sopra la media, anche se la band deve ancora imparare due o tre trucchi in fase di composizione dei pezzi, ad un certo punto le canzoni finiscono per assomigliarsi un po’ tutte, e verso i tre quarti del cd l’attenzione comincia ad andarsene…però devo dire un buon cd che fa ben sperare per il futuro.
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Tag:ac/dc, devastatori, hardcore, lucca, metal, nabat, Rock'n'roll, stoner, trash
Scritto Venerdì 17 Luglio 2009 da Gabriele Squillace

Quanti problemi vi ha portato il nome della band?
Lore : ma guarda.. sinceramente nessun problema serio.. anche noi ci aspettavamo piu polemiche invece non ci ha cagati praticamente nessuno
Ale: krusty krustofsky klown questo è il significato…
Dany: penso che il nome rispecchi lo spirito della band, ovvero: chi ci vuol capire capisca, chi non vuole…fatti suoi!
Cosa significa per i KKK fare punk?
Ale: chi ci ha visti da qualche parte sa…comunque penso che le parole degenero e fastidio riassumano in modo eloquente…
Dany: vuol dire suonare e vivere le situazioni che ti capitano sempre in modo intenso…tutto qua, ma molti se lo dimenticano troppo spesso.
Lore: divertirci sopratutto, suonare in giro, visitare posti diversi conoscere gente diversa, uscire dalle nostre vite ‘normali’ che lavoro e studio ci costringono a condurre durante la settimana e vivere esperienze nuove ogni volta che andiamo in giro
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Tag:cappacappacappa, hardcore, italiano, kkk, lazy, mach 5, Punk
Scritto Giovedì 16 Luglio 2009 da Gabriele Squillace

Rock in Idro
Giorno 2
Palasharp (Milano) (14 giugno 2009)
Secondo giorno di Rock in Idro, e il Palasharp finalmente mantiene le promesse e diventa un forno crematorio. Sarò sincero, delle bands della giornata non me ne importava granchè (mi dicono che mi sono perso un circle-pit da panico durante il concerto dei Gallows, col cantante che cantava nel mezzo), quindi arrivo in tempo per vedere che i Lacuna Coil, padroni di casa, spadroneggiano disinvolti sul palco coinvolgendo i tantissimi presenti col loro metal gotico, dal doppio cantato e con un concerto potente e coinvolgente chiuso dalla cover di “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode.
E’ sicuramente molto divertente constatare come una band italiana debba diventare famosa all’estero prima di potersi permettere di diventarlo anche qui in Italia. O forse è solo deprimente…vedete voi. Onestamente non mi fanno impazzire, ma sicuramente tutto il loro successo se lo sono ampiamente meritato e l’ovazione che il Palasharp riserva loro ci sta tutta.
I Limp Bizkit li avevo lasciati dopo un concerto spettacolare al Parco Nord di Bologna, attorno al 2000, divertente, un impatto della madonna, coriandoli in chiusura e pubblico in delirio (e non erano neanche headliner). Da quel giorno ad oggi c’è stato qualche album di merda, concerti anonimi e la sicurezza che senza il chitarrista Wes Borland la band non esiste…ma quando salgono sul palco con “My Generation” sparata a mille sembra di essere tornati al Parco Nord. Purtroppo il gioco non dura molto, i suoni sono bassi, e per un gruppo che si basa per il 90% sull’impatto sonoro questo non è bello, infatti alla lunga inizia ad affiorare un po’ di noia…diciamo circa intorno a metà concerto. Certo, le hit ci sono tutte: “Rollin’”, “My Way”, “Beak stuff”, “Nookie” e la cover di “Faith“, è il coinvolgimento che manca, forse la reunion deve ancora carburare, forse i suoni erano pessimi, ma diciamo che il Parco Nord è lontano. Immancabile finale col degenero totale su “Take a look around”.
Di tutt’altra pasta il concerto di Mike Patton e soci…iniziato lento con un’oscura cover intitolata “Reunited”, si rivela presto per quello che è: la celebrazione totale di una band fondamentale per l’intero panorama rock mondiale. Il Palasharp nel frattempo come dicevo prima è diventato invivibile, non c’è più un atomo di ossigeno, ma i Faith No More non lo sanno, e sfoggiano un concerto superlativo, nonostante Jim Martin non sia più della partita (è troppo impegnato a girare con la sua zucca da record mondiale di grandezza). L’esecuzione dei pezzi è PERFETTA, nessuna sbavatura, con un controllo grandioso della lucida follia di cui sono intrisi i pezzi della band…ovviamente anche il pubblico non si risparmia, e come potrebbe con canzoni che dagli anni ‘90 ad oggi sono diventati veri e proprio inni?
Il Rock in Idro 2009 si chiude quindi col botto nonostante i problemi che hanno portato allo spostamento di location, speriamo che questo non incida con l’organizzazione della prossima edizione, non vorrei che il Rock in Palasharp diventasse un appuntamento fisso.
Vi lascio con la setlist dei Faith No More:
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Scritto Lunedì 6 Luglio 2009 da Gabriele Squillace

Andead
“Hell’s Kitchen“”
(Rude Records)
Andrea “Rock” Toselli è uno che di Rock’n'roll ne sa, e questo cd lo dimostra. Per arrivare qui però il buon Andrea ha passato un po’ di fasi: c’è stata quella emo coi Rosko’s, in cui ha mosso i suoi primi passi, poi la prima incarnazione degli Andead in cui suonavano un po’ alla Wednesday13, con trucco pesante, e Suicide Girls al seguito, e un’immagine vagamente rockabilly, e ora, dopo un bel po’ di gavetta, e con l’esperienza che gli è venuta lavorando a Virgin radio, 105, e Rock Tv pubblica questo suo primo album “ufficiale”. Prodotto da Rude Records, e con una backing band degna e capace, Andrea “Rock” ci dimostra che tutto quello che ha fatto gli è servito per giungere qui.
E “qui” è un album veramente ottimo, con una buona produzione, un libretto curato e soprattutto un songwriting spaziale.
Nel sound degli Andead si mischiano Social Distortion, Backyard Babies, The Bones, con un tocco di MadBall e di Agnostic Front; quello che più conta però è che i pezzi sono quasi tutti molto godibili, con un paio di potenziali Hit (”Razorblade blues,”Flowers on my grave” e “Buried alive“) e giusto uno o due “filler”. Ci sono anche un paio di ottime ballads, dalle sonorità country e una cover dei Ramones con ospite Ringo di Virgin Radio (trattasi di “Bonzo goes to Bitburg”). Ecco se devo proprio trovare un punto un po’ più debole è il cantato di Andre sui pezzi più tendenti all’hardcore, avendo una voce molto melodica ma poco potente, il risultato risulta un po’ forzato…ma niente di grave, e di non migliorabile col tempo.
Ovviamente mi aspetto di vedere gli Andead ottenere dei buoni risultati all’estero, non certo dalle nostre parti…staremo a vedere, nel frattempo auguri ad Andrea e ai suoi soci. E voi correte a recuperarvi questo cd.
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Scritto Venerdì 19 Giugno 2009 da Gabriele Squillace

Dopo un meritato periodo di pausa, I Casualties sono tornati nei Blasting Room Studios di Bill Stevenson il mese scorso.
E’ tempo di un nuovo album per la band: “We are All We Have“, questo il titolo del lavoro, è pronto.
I primi commenti sono arrivati da Meggers: “E’ decisamente un album più vario del solito ” spiega il batterista: ” C’è addirittura un pezzo reggae, ci sono delle influenze trash Metal…ma la base è sempre il vero Casualties sound, – non serve tradurre -” fuckin’ real hardcore punk sing along Anthems”. Il batterista attribuisce il recente cambiamento alla quantità di stimoli ed influenze a cui la band è stata sottoposta nell’ultimo perido: dopo anni nella scena underground del lower East Side di NYC (come testimoniato dal DVD Live in NYC), la band è stata catapultata sulla scena internazionale dagli ultimi due lavori “On The Front line” ed “Under Attack”: Solo a supporto di quest’ultimo la band ha calcato per ben 4 tour differenti i palchi dei più importanti festival d’ Europa, Giappone , Messico, Sud America ed Australia.
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Scritto Venerdì 19 Giugno 2009 da Gabriele Squillace

E’ un vero e proprio festival estremo quello che avrà luogo stasera, VENERDI 19 GIUGNO al Sottotetto Sound Club di Bologna e che vede gli americani BRUTAL TRUTH come headliner! La band newyorkese ci delizierà con brani tratti dal nuovissimo “Evolution Through Revolution“, un massacro sonoro a base di grindcore che vi triterà le orecchie!
Ricordiamo che nel 2001 i Brutal Truth entrarono nel Guinness dei primati per aver registrato il video musicale più corto di tutti i tempi, “Collateral Damage“, la cui durata è di 2,18 secondi e consiste di 48 immagini in rapida successione, seguite da un’esplosione, questo per farvi capire l’unicità e la sanità mentale, davvero ai minimi termini, di questi pazzoidi pronti a lasciare il segno su di voi!!
Assieme ai Brutal Truth una nutrita schiera di band italiane è pronta a partecipare al massacro! TSUBO, LAETA MORS, LIVING CORPSE, THE MODERN AGE SLAVERY e WARKNIFE non vi daranno tregua!
Ecco gli orari delle esibizioni:
BRUTAL TRUTH 00.10 – 01.10
TSUBO 23.30 – 00.00
LAETA MORS 23.00 – 23.20
LIVING CORPSE 22.30 – 22.50
THE MODERN AGE SLAVERY 22.00 – 22.20
WARKNIFE 21.30 – 21.50
Apertura porte ore 21.15
Ingresso 15 euro – il Sottotetto è un club con tesserazione obbligatoria (5 euro).
Sottotetto Sound Club
Via Viadagola 16
40127 Bologna
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Scritto Venerdì 12 Giugno 2009 da Gabriele Squillace

Qualche giorno fa abbiamo dato la notizia dell’attesissima calata italica dei Get Up Kids, bene si è aggiunta un’altra data a quella precedentemente annunciata: si tratta del 29 Agosto, la band sarà headliner all’Eastpack Etnika Rock a Ceccano.
Quindi, riassumendo, le due date italiane dei GUK saranno:
THE GET UP KIDS
29 agosto @ Etnika Rock, Ceccano
30 agosto @ Estragon Summer Fest, Bologna
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