Noise Rock

Il programma di Gennaio del Magnolia


mercoledì 7 gennaio 2009
apertura ore 21.30 – Ingresso 5 euro con tessera ARCI
MACELLO MAGNOLIA
NADJA (UK/USA) (live)
TRIOCTON (live)
SOLOMACELLO DJ (dj set)
Prendete i Fuckbottons, portateli in un bosco e dite loro di aspettare lì perché stanno per atterrare gli alieni: la reazione sarà terribilmente simili a un disco dei Nadja, gioiello coperto di neve e rumore direttamente dall’Ontario, dove gli alieni atterrano ogni giorno. Aprono gli ugualmente deviati Triocton.
Info: www.myspace.com/nadjaluv
www.myspace.com/triocton
www.myspace.com/macellomagnolia

giovedì 8 gennaio 2009
apertura ore 21.30 – Ingresso gratuito con tessera ARCI
HORMONAUTS (live)
MORGANA DJ (dj set)

Provincia di Milano – assessorato alle politiche giovanili e partecipazione presenta:
CARTA GIOVANNI EURO<26
Gente che suona come loro non la trovate neanche se girate tutte le bettole della Route 66: gli Hormonauts tornano al Magnolia, che è sulla Route dell’Idroscalo, a rigirare la frittata rockabilly che per anni li ha resi famosi. Ora il loro sound sa di Spanish Omelette. Cioè? Scopritelo, stupite e poi ballate con Morgana.
Nel corso della serata tutti i ragazzi tra i 15 ed i 25 anni potranno ritirare la loro Carta Giovani.
Info: www.myspace.com/thehormonauts
www.myspace.com/morganadj

venerdì 9 gennaio 2009
apertura ore 22.00 – Ingresso gratuito con tessera ARCI
WE CAN DANCE
MEG (live)
NINJA (dj set)
DJ BLIXA (dj set)

Provincia di Milano – assessorato alle politiche giovanili e partecipazione presenta:
CARTA GIOVANNI EURO<26
C’è chi pensa che ballare e cultura non abbiano nulla da spartire, chi crede che imparare a stare insieme non sia importante come leggere un libro: quel qualcuno è invitato a We Can Dance, una serata di cultura e danza con Meg e Ninja dei Subsonica. Musica che fa pum-pum, per fare pum-pum tutti insieme con un sorriso grande così.
Nel corso della serata tutti i ragazzi tra i 15 ed i 25 anni potranno ritirare la loro Carta Giovani.
Info: www.myspace.com/megmultiformis
www.myspace.com/charmingdjs

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IL MAGNOLIA RISPONDE A “IL GIORNALE”


C’è un’Italia che vuole restare indietro. Non ha un solo colore, non ha una sola bandiera, ma un semplice obiettivo: condannare il paese alla palude nella quale si è messo con le proprie mani – a quell’eterno sterile e ammuffito scontro tra destra e sinistra, come fossimo ancora tutti quanti nei corridoi di un’università nel 1976. E’ un harakiri che non stupisce: dietro le scrivanie di oggi ci sono gli anni di piombo di ieri, e piuttosto che scoprire che le nuove generazioni non hanno più nessuna voglia di spaccarsi le teste in nome di un cineforum o del giornale sotto braccio, molti preferiscono riaccendere la fiammella con l’arma vecchia della menzogna.
Che la usi la politica, è una prassi a cui tutti siamo ormai abituati. Che la usino i giornali è una novità a cui ci stiamo amaramente abituando ma alla quale non vogliamo rassegnarci. Questa mattina il Giornale titola in prima pagina “è ora che i Circoli Arci paghino le tasse”. E continua: discoteche, ristoranti, palestre, saune e perfino locali hard spacciati per centri culturali. Seguono due pagine di inchiesta, con un ampio spazio sul circolo di cui sono presidente – l’Arci Magnolia di Segrate. Come si diceva – che i giornali sembrino oggi poter fare a meno delle basi stesse del giornalismo, non è più un fatto che dia scandalo. Quindi non ha probabilmente più senso stupirsi della mancanza di un contradditorio o indignarsi per le falsità disseminate da Paolo Beltramin. A nulla servirebbe infatti replicare punto per punto alle bugie portate come prove schiaccianti alla tesi per la quale i Circoli Arci non avrebbero più – o non avrebbero mai avuto – senso d’essere. Paolo Beltramin non si preoccupa neanche di risultare inattaccabile, sicuro come sarà di una folla esultante al grido di “era ora che qualcuno lo dicesse”. Quasi sembra compiacersi della sua condotta giornalistica: titola “gin a 7 euro e zero scontrini” parlando di una sua folle serata al Magnolia venerdì 12 ottobre. Il fatto che il Magnolia fosse chiuso il dodici ottobre e che prezzi e informazioni siano assolutamente falsi non è certo cosa che gli interessi.
Quello che gli preme da dentro è un risentimento antico, è una parola che gli rode il fegato: cultura. Questo è il suo modo di rifarsi oggi: far credere a una società ormai adulta che la cultura sia un fatto di sinistra, che voglia dire solo dibattiti noiosi, cineforum in lingua originale e discussioni su registi polacchi di cui non si sa scrivere il nome. Evidentemente, Paolo Beltramin non ha mai capito cosa diavolo fosse questa cultura di cui la gente si riempiva la bocca. Per sfortuna sua e fortuna dell’Italia, le nuove generazioni lo hanno capito. Cultura vuol dire condivisione di valori e discussione degli stessi, vuol dire spazi e possibilità di espressione, vuol dire musica, libri, mostre, danze, vuol dire – alla lettera – tutto ciò che non è natura, istinto, impulso. Il Circolo Magnolia è un centro di cultura da quattro anni, e lo ha dimostrato a migliaia e migliaia di milanesi – così tanti da esser certi che tra essi vi siano in abbondanza lettori de Il Giornale – che da sempre offre spazio e spalla alla diffusione degli eventi stessi del circolo. A Paolo Beltramin certo fa comodo continuare a figurarsi la cultura come una cosa di sinistra, ma all’Italia farebbe più comodo che la cultura fosse una cosa di tutti.
Ovvero, quello che si propone da sempre il Magnolia: una programmazione culturale ampia e variegata che possa fungere da faro per i giovani e meno giovani lombardi, un’alternativa all’intrattenimento bieco e vuoto di gran parte dell’industria della notte, prezzi bassi se non bassissimi (perdonaci Paolo, ma quando hai chiesto ai tuoi amici di prenderti un gin tonic, devono essersi intascati un paio di euro), un impegno costante nel dar spazio alle band locali, un impegno costante nel cercare soluzioni ragionevoli per l’ambiente (i pannelli fotovoltaici per alimentare l’intero circolo), per chi ci lavora (tutti gli utili del circolo vengono riutilizzati per assumere il personale) e per tener lontano chi lo frequenta da strade pericolose (al Magnolia il servizio d’ordine rende impossibile lo spaccio che in altri locali è una triste abitudine). Tutto ciò pagando le tasse e i contributi per ogni persona coinvolta nella gestione stessa del locale. Col particolare, volontariamente omesso da Paolo, che ogni utile di un Circolo Arci dev’essere reinvestito in attività culturali e ricreative, rendendo di fatto impossibile l’arricchimento che l’inchiesta si propone di denunciare.
E’ triste dove rispondere alle accuse quando sono tanto sconnesse e zoppicanti da non meritare attenzione, come non meriterebbe attenzione all’alba del 2009 chi ancora crede che la musica elettronica sia sinonimo di corruzione e malvagità, chi ha paura del nuovo perché ha sempre vissuto avendo paura. E’ triste ma necessario. E non per far cambiare idea a chi dovesse imbattersi nella gloriosa inchiesta di Beltramin, ma per banale tributo alla verità – una dea che ha sempre meno fedeli tra i giornalisti. D’altronde, i nemici della cultura – a destra come a sinistra – hanno la testa troppo dura e quadrata per poter capire che la terra è rotonda.
Al contrario, quelli che avranno in mano il mondo dopodomani, e che oggi frequentano in massa il Circolo Magnolia, avranno condiviso a tal punto i valori di tolleranza, ospitalità, uguaglianza, democraticità e felicità che da sempre professiamo, da rendere inutili repliche come questa.
Nelle due pagine ci sono una decina di articoli dedicati all’ARCI, ma ce n’è uno tutto per noi e questo mi galvanizza perchè se una testata nazionale come “Il Giornale” ci dedica tanto spazio vuol dire che qualcosa di buono abbiamo pur fatto.
Le inesattezze partono proprio dal titolo e proseguono nell’analisi della parte fiscale. E mi domando se prima di fare certe affermazioni un giornalista de “IL Giornale” per eccellenza si sarà preparato in materia fiscale per scrivere tali fesserie.
Sicuramente sarà informato sul fatto che al Magnolia ci sono 11 persone assunte a tempo indeterminato, che pagano contributi (quali altri locali di stampo commerciale a Milano hanno 11 assunti?).
Sicuramente saprà che l’associazione non ha un debito o finanziamenti a carico.
Sicuramente saprà che ha investito tutti gli utili in attività di promozione sociale, che sponsorizza una squadra di calcio di Clownterapia (AVS), che ha versato da poco un contributo di 5000 euro per la costruzione di una casa famiglia a Segrate (amministrata dal centro-destra), che collabora con i Servizi alla Persona del comune stesso, ospitando gli anziani nel periodo estivo.
Sicuramente saprà che ogni anno il Circolo Magnolia si sottopone alla verifica della Commissione Provinciale di Vigilanza che certifica l’idoneità delle strutture per la licenza di pubblico spettacolo.
Sicuramente saprà che in questi anni ci sono stati controlli ed ispezioni di Polizia Locale, NAS dei Carabinieri e Siae che non hanno riscontrato alcuna anomalia e irregolarità, a differenza dell’inchiesta del nostro Paolo Beltramin.
Sicuramente saprà che lo spazio, per cui paghiamo regolare canone, affidatoci 4 anni fa dall’attuale Amministrazione Provinciale, era in completo stato di degrado perché praticamente inutilizzato durante l’Amministrazione Colli.
Sicuramente saprà che sta lavorando per investire tutti gli utili su pannelli fotovoltaici e progetti di ecologia.
Ma sicuramente lo saprà, visto che proprio il suo giornale ci cita nella pagina degli spettacoli praticamente ogni settimana, che gli spettacoli teatrali, cabaret, dj set, concerti, liscio per anziani ecc. a differenza di tutti i locali di Milano hanno un costo contenuto se non gratuito; saprà che proponiamo circa 250 spettacoli di diverso genere all’anno, che abbiamo 4 corsi di formazione nel campo della musica, spettacolo ecc…
Ma questo lo sa di sicuro Paolo Beltramin! E allora come si permette di paragonarci all’Hollywood (con tutto il rispetto parlando), come può scrivere un articolo del genere, con inesattezze e falsità, come si permette di screditare un posto come il Circolo MAGNOLIA?
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Guns and Roses, finalmente esce Chinese Democracy. Ascoltalo gratis!

guns
Finalmente dopo anni e anni di rinvii e magagne varie esce l’attesissimo album dei Guns and Roses, Chinese Democracy. Come suona?
Giudicatelo voi, l’album è interamente ascoltabile sul myspace della band: www.myspace.com/gunsandroses in attesa che l’album sia disponibile anche nei negozi di tutto il mondo il 23 Novembre 2008.
Personalmente non l’ho ancora sentito, lo farò proprio in questi giorni e vi farò sapere cosa ne penso. Intanto la parola a voi. Cosa ne pensate? Vi piace?

CHINESE DEMOCRACY tracklist:

01. “Chinese Democracy”
02. “Shackler’s Revenge”
03. “Better”
04. “Street Of Dreams”
05. “If The World”
06. “There Was A Time”
07. “Catcher In The Rye”
08. “Scraped”
09. “Riad N’ The Bedouins”
10. “Sorry”
11. “I.R.S.”
12. “Madagascar”
13. “This I Love”
14. “Prostitute”

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Premio videoclip italiano 2008: scelti i migliori 30 video indipendenti italiani

tiffany
PREMIO VIDEOCLIP ITALIANO 2008

Concorso del Premio Videoclip Indipendente
SCELTI I 30 MIGLIORI VIDEO INDIPENDENTI ITALIANI

Il Premio Videoclip Italiano, la manifestazio e ufficiale dell’intero settore videomusicale giunta al decennale, ha scelto i trenta migliori video della musica indipendente italiana, grazie allo storico originale Concorso riservato alle etichette indie, nonché alle produzioni a basso budget, alternative e anche amatoriali. I trenta clip sono tutti visibili sul sito ufficiale della manifestazione: www.premiovideoclip.msn.it.
Adesso questi video saranno giudicati da un’ampia Giuria composta dagli esponenti dei maggiori media e dai più importanti addetti ai lavori del settore videomusicale.
La Cerimonia di consegna dei riconoscimenti del concorso del Premio Videoclip Indipendente 2008 si terrà a Milano nell’Aula Magna dell’Università IULM il prossimo 19 novembre.
Ecco la lista completa dei trenta video che hanno ottenuto le nomination del PVI 2008:

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Volete avere i vostri demo recensiti? Scriveteci!

chitarra
Ho deciso di dare un po’ di voce anche a chi non ce l’ha, a quei gruppi che non hanno un ufficio stampa e quindi hanno meno possibilità di farsi sentire in giro, che magari non hanno neanche un’etichetta che li produce, o magari ne hanno una piccola, indipendente e hanno comunque bisogno di un aiuto. Un po’ come ho fatto per LongDong Silver e Lester and the Landslide Ladies.
Ho deciso che di fianco ai gruppi grossi, ai mega tour, ai concerti negli stadi e ai cd che vendono centinaia di migliaia di copie, voglio parlare anche di quelli che suonano alla festa del paese (basta che siano bravi) e che vendono i cd sul banchetto ai concerti. E’ giusto così.

Quindi, se avete un gruppo e volete una recensione del demo o un’opinione sui pezzi che avete caricato su myspace mandate una mail a redazione@rockblog.it e vi dirò cosa possiamo fare….un avviso però: personalmente scrivo di musica dal 1999, non credo di essere un’autorità nel campo, ma negli ultimi 20 anni di musica ne ho sentita (e recensita) molta; le mie recensioni sono assolutamente imparziali, quello che penso lo dico, quindi se siete permalosi e avete paura del giudizio altrui…lasciate stare. Se invece vi interessa far conoscere la vostra musica alle varie centinaia di persone che ogni giorno passano di qui, mandatemi una mail…sicuramente male non vi farà.
Vi aspetto.
Clicca qui per acquistare i cd

Codalunga, il nuovo rivoluzionario modo di produrre e distribuire cd

codalunga
CODALUNGA…WHAT?

È l’etichetta che ti regala i cd

…e dentro alla confezione

il disco non c’è…

vai a casa

scarichi la musica dal web

e il cd dentro al packaging lo metti tu

Nei negozi di dischi non ci va più nessuno. I distributori non distribuiscono più.

Già, perché da quando esistono MySpace, Emule, lo scambio di file sul web a costo zero, diciamoci la verità, chi ci va più nei negozi di dischi, a sporcarsi le mani con la polvere dei cd o i vinili di seconda mano (Nick Hornby, Alta fedeltà, oggi non lo avrebbe potuto scrivere), o prosciugare il conto corrente in un megastore (oh, sì, è così, tanto che Tower Records chiude negozi anche negli States)?

Codalunga tutto questo lo sa bene….

E allora Codalunga propone due soluzioni rivoluzionarie e provocanti

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Chi entrerà quest’anno nella Rock’n'Roll Hall of Fame?

stooges
Ogni anno in questo periodo vengono fatte le nomination per chi potrà entrare nella leggendaria Rock’n'Roll Hall of Fame, scegliendo tra tutti coloro che hanno giocato un ruolo di significativa influenza nella storia del rock and roll. Quest’anno in lizza per la scelta ci sono, tra gli altri: gli Stooges, i Run Dmc e i Metallica, quest’ultimi freschi di stampa del loro nuovo album “Death Magnetic” che anche in Italia sta polverizzando le classifiche, stabilendosi al top per quanto riguarda le vendite.
Tutte le bands vengono nominate per l’importanza storica, e non si può certo negare l’importanza di queste tre bands, oltre a loro altri candidati al titolo sono: Chic, Jeff Beck, Wanda Jackson, Little Anthony & The Imperials, War e Bobby Womack.
La lista verrà accorciata a cinque nominativi per il 5 di gennaio. La celebrazione ufficiale si terrà invece il 4 aprile a Cleveland.

Sondaggio: i tre cd da portare su un'isola deserta (parte 3)

Terza e ultima parte, dopo Alice Cooper e Wildhearts, ecco una band e un disco che conoscerete in molti:
rancid
Chi ha la mia età avrà ballato allo sfinimento durante l’adolescenza veri e propri inni da rock club di metà anni ’90 come “Time Bomb” e “Ruby Soho“…era il periodo in cui dopo l’uscita di “Dookie” dei Green Day c’era stata la mega esplosione del punk, e i Rancid erano uno dei gruppi di punta di questa invasione. Quest’album “…and out come the wolves” (è una frase dello scrittore, poeta e musicista newyorkese Jim Carrol) è senza dubbio la vetta artistica dei Rancid: punk, ska, testi commoventi, melodie incredibili, 19 canzoni una migliore dell’altra, 19 gemme irripetibili che potrebbero essere tutti classici del punk (e molte effettivamente lo sono)…non un momento di stanchezza, non un cedimento, si resta su livelli compositivi inimmaginabili. Beccatevi i video dei pezzi citati sopra:

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Sondaggio: i tre cd da portare su un’isola deserta (parte 2)

Dopo Alice Cooper la scelta per me cade obbligatoriamente su:
wildhearts
THE WILDHEARTS
Earth vs The Wildhearts“. Uscito nel ’94, album di debutto di questa rock’n'roll band inglese capitanata da Ginger (ex Quireboys), sconvolse prima i media (stampa, radio, tv…) poi il pubblico. In patria venerati come dei, hanno messo raramente il naso fuori dal Regno Unito, una volta per un tour europeo con gli AC/DC (nel ’96 passarono al Forum di Assago di Milano), e una nel 2001 per il tour coi loro amici Darkness (chi se li ricorda?). Ogni volta è stato un macello, un vero rock’n'roll mayhem…sono sempre stati una band inquieta, che ha sempre fatto i conti con uno stile di vita esagerato, pieno di droghe e alcool, che portarono la band allo scioglimento nel 1997 al massimo del loro successo; per poi riunirsi quattro anni dopo per ridare il via alla pazzia.
Quanto pazzi possono essere questi Wildhearts? Giudicate voi.

…tutto questo in piena epoca grunge, quando la faceva da padrone la depressione tipica di gente come Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden. Quanto futuro poteva avere una band che mischiava Sex Pistols, Metallica, Kiss, Cheap Trick, Beatles e Ramones? Tanto evidentemente, visto che Ginger e soci hanno appena dato un concerto DEVASTANTE al Download Festival, di supporto a Judas Priest e Kiss, guadagnandosi decine di migliaia di nuovi fans.

Sondaggio: i tre cd da portare su un’isola deserta.

Allora, è ora di far intervenire un po’ anche voi lettori di Rockblog, che voglio sentire un po’ di vostre opinioni.
Questo sondaggio non è particolarmente innovativo, in qualche forum (se ne frequentate uno) avrete già trovato la stessa domanda, ma voglio un po’ vedere che tipo di brutta gente frequenta questo blog, e quali sono le vostre bands del cuore.
La domanda è quella classica: decidete di andare a vivere su un’isola deserta, quali cd vi portate dietro? Solo tre però, attenzione! Quindi i vostri tre cd preferiti in assoluto, quelli che non smetterete mai di ascoltare, neanche quando sarete vecchi. Quelli che non vi stancheranno mai, che vi hanno regalato più emozioni in assoluto, e che ogni volta che mettete su vi fanno venire i brividi.
Mettete anche qualche link a youtube se pensate che gli altri lettori possano non conoscerli. Inizio io ovviamente…i miei tre non sono molto conosciuti. Parto dal primo.
Si parte con un vecchio disco, è del 1975, si tratta di:
welcome
WELCOME TO MY NIGHTMARE di Alice Cooper. Il punto massimo della creatività del geniale Alice Cooper, 1975, il padre putativo degli eccessi onstage di gente come Marylin Manson, Ozzy Osbourne, White Zombie, Kiss, eccetera. Eccovi il video live di “Steven“, uno dei pezzi tratti da quell’album:

Come è facile immaginare l’album e il seguente tour fecero grande scalpore, ma Alice era abituato ad attirare le ire di tutti, e il tour andò alla grande, cambiando per sempre la faccia del Rock. Restate sintonizzati per il mio secondo album da isola deserta!