SLAYER: A grande richiesta arriva la seconda data !

Fenomenale richiesta di biglietti per lo show che SLAYER terranno il prossimo 9 Dicembre all’Alcatraz di Milano. Le prevendite stanno letteralmente volando tanto che Tom Araya & soci hanno deciso di replicare lo show il giorno seguente, 10 Dicembre, sempre all’Alcatraz di Milano.

Sono ancora disponibili un numero limitato di biglietti per la data del 9 Dicembre che resteranno in vendita fino ad esaurimento.

I biglietti per lo show del 10 Dicembre saranno in vendita a partire dalle ore 12.00 di mercoledi 30 Settembre su www.ticketone.it e punti vendita collegati in rete su tutto il territorio nazionale.

SLAYER + special guest

9-10 Dicembre – Milano Alcatraz

Nuova location per l’Eastpak Antidote Tour ’09!


La tappa italiana dell’Eastpak Antidote Tour prevista per il giorno 2 novembre 2009 al Musicdrome è stata spostata all’Alcatraz di Milano in Via Valtellina.
I biglietti già acquistati sono comunque validi.
Antidote è un festival itinerante che da anni tocca l’italia.
Da sempre è considerato un evento imperdibile per gli amanti delle sonorità hardcore/punk.
Quest’anno il “bill” vede l’esibizione di diversi gruppi tra cui gli Anti-Flag, autori del disco “People or the gun“, tagliente e schierato, dove la politica e la street attitude la fanno da padrone.

Ecco la line up completa:
ANTI-FLAG
ALEXISONFIRE
FOUR YEAR STRONG
THE GHOST OF A THOUSAND

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Da domani in tour in Italia Bobby Kimball, leader dei Toto

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Arriva in italia il leader dei TOTO Bobby Kimball con un supergruppo (special guest MATTRACH)
il “IT CAN HAPPEN TOUR” parte il 4 febbraio da milano.
Arriva il 4 febbraio a Milano “IT CAN HAPPEN TOUR”, il tour che porta per la prima volta in Italia sullo stesso palco il leader dei TOTO, il cantante Bobby Kimball, lo storico tastierista del gruppo progressive degli Yes Tony Kaye, il bassista e polistrumentista Billy Sherwood (noto anch’esso per aver collaborato con lo storico gruppo progressive Yes), il chitarrista Jimmy Haun (conosciuto per il suo lavoro con gli Yes e Air Supply), il batterista degli Asia e del gruppo rock progressive GPS Jay Shellen e il pianista Michael Sherwood.
Ad aprire i concerti sarà MATTRACH, giovanissimo chitarrista francese che ha spopolato sulla rete grazie alla sua grinta e ai virtuosismi da rockstar che gli hanno fatto conquistare l’appellativo di “nuovo Jimi Hendrix”.

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Giusy Ferreri in tour! Biglietti in vendita!

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PARTIRA’ A MARZO IL SUO PRIMO TOUR
Dopo i successi di “Non Ti Scordar Mai Di Me” e dell’album “GaetanaGiusy Ferreri è pronta ad esibirsi sui palchi dei migliori club d’Italia per 10 date a stretto contatto con il suo pubblico.

Partirà il prossimo 12 Marzo dal New Age Club di Treviso il primo tour di Giusy Ferreri (una produzione Live Nation Italia – Massimo Levantini) che si concluderà il 7 aprile all’Alcatraz di Milano, passando tra gli altri per Roma (19 marzo), Napoli (20 marzo) e Firenze (31 marzo).
Giusy Ferreri, la vincitrice morale di X Factor con le sue 600 mila copie vendute in soli sei mesi, affronterà dal vivo tutti i suoi grandi successi nella cornice suggestiva di 10 tra i più importanti club di Italia, dando la possibilità al suo pubblico di apprezzarne anche il talento come performer.
Giusy Ferreri arriva a questo tour al culmine di una stagione di grandi successi, consacrata dal primo album di inediti “Gaetana” (pubblicato da RCA – Sony Music) che ad oggi è già 5 volte disco di platino per le 350 mila copie vendute, contenente tra gli altri il brano “Novembre” per 13 settimane al numero uno della classifica dei singoli digitali.
Un successo iniziato con la pubblicazione del singolo di “Non ti scordar mai di me” (RCA – Sony Music) che ha mantenuto per 12 settimane consecutive il primo posto tra i digital download, affiancato a breve dal successo dell’omonimo EP che ha raggiunto le 250 mila copie rimanendo in vetta alla classifica degli album per 11 settimane.
Numeri che da esordiente hanno trasformato Giusy Ferreri in una delle star più brillanti del panorama musicale italiano
Giusy Ferreri forte dei risultati ottenuti è pronta a portare dal vivo tutti i suoi brani, da “Non ti scordar di Me” a “Novembre”, da “Stai fermo lì” ultimo singolo già in radio, alle canzoni scritte per lei da Linda Perry “La Scala” e “Cuore assente”.
Sul palco Giusy sarà accompagnata da una band d’eccezione che vede la partecipazione di Andrea Polidori alla batteria, Simone Bertolotti alle tastiere, Elvezio Fortunato alla chitarra e Andrea Torresani al basso.

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Toto + Yes + Asia = It Can Happen Festival

can happen

It can happen tour
Sono aperte le prevendite del tour del supergruppo formato da

Bobby Kimball (Toto) – Tony Kaye (Yes)
Billy Sherwood (Yes) – Jimmy Haun (Yes)
Jay Shellen (Asia) – Michael Sherwood

Opening act il fenomeno francese della chitarra MATTRACH

Sono aperte le prevendite del “IT CAN HAPPEN TOUR”, il tour che arriverà il 4 febbraio a Milano e porterà per la prima volta in Italia sullo stesso palco il leader cantante dei TOTO Bobby Kimball, lo storico tastierista del gruppo progressive degli Yes Tony Kaye, il bassista e polistrumentista Billy Sherwood (noto anch’esso per aver collaborato con lo storico gruppo progressive Yes), il chitarrista Jimmy Haun (conosciuto per il suo lavoro con gli Yes e Air Supply), il batterista degli Asia e del gruppo rock progressive GPS Jay Shellen e il pianista Michael Sherwood.

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Domani a Milano: Cinema Bizzarre + dARI in concerto

Mercoledì 1 ottobre, al Palasharp di Milano serata all’insegna dell’emo style con i CINEMA BIZARRE, nuovi portavoce della filosofia giapponese visual kei ed eredi dei Tokyo Hotel.
In apertura il concerto dei dARI, dalla Valle d’Aosta.

cinema

CINEMA BIZARRE
Hanno già conquistato Germania, Francia, Stati Uniti, Russia…
Imperdibile la prima data italiana dei CINEMA BIZARRE al Palasharp!
Gli anti-Tokyo Hotel sono loro, con un bagaglio di melodie accattivanti, look manga ed ispirazioni musicali che vanno dal glam rock/new wave anni 70-80, al punk allegro e al j-rock giapponese; il tutto unito da una generosa spolverata di pop melodico non eccessivamente zuccheroso.
Ancora una volta ci troviamo in Germania (patria anche della band di Bill Kaulitz): tre elementi della band (Strify-voce, Kiro-basso e Yu-chitarra) si incontrano in occasione di una convention di anime giapponesi nel 2005; poco dopo, sul web, conoscono Luminor (tastiere) e Shin (batteria). Insieme condividono da subito il culto dell’individualità e si pongono l’obiettivo di dare massima espressione alla propria personalità, ribellandosi alle convenzioni imposte da una società che non li rispecchia.
Un’adesione totale quindi alla filosofia giovanile giapponese del VISUAL KEI che invita a dare un’immagine anticonformista ed originale del sé… E’ questa l’origine del loro look post-atomico ed efebico, influenzato in ugual misura dai manga (ancora una volta giapponesi) e dal glamour cinematografico (si butti un occhio ai videoclip, ad altissimo tasso scenografico), secondo la regola che NON ESISTONO REGOLE.
I cinque berlinesi hanno fatto drizzare le orecchie ad uno dei più importanti artefici del punk inglese, Malcom McClaren (si è candidato come autore per le prossime hit), e ai Depeche Mode che hanno concesso loro, in via del tutto eccezionale, la possibilità di campionare uno storico brano, “Everything Counts“.
La band presenterà dal vivo i brani dell’album di debutto uscito il 6 Giugno, “Final Attraction” che include anche “Lovesongs (They Kill Me)”, primo singolo uscito in Italia, entrato istantaneamente nelle prime posizioni delle classifiche teen italiane (in primis MTV/TRL).
Scommettiamo 10 a 1 che questi CINEMA BIZARRE siano il nuovo teutonico fenomeno che non lascerà scampo ai cuori degli eserciti di emoaddicted di casa nostra.
Ascoltali su www.myspace.com/cinemabizarre

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Un sacco di ottimi concerti in arrivo

adolescents
Fans di Punk, Rock e Ska cominciate a mettere da parte un po’ di soldi perchè si annunciano un autunno e un inverno veramente movimentati!

Si parte con tre date di Tying Tiffany, ormai una nostrana star electro da importazione, che suonera un paio di date a ottobre e una a dicembre:
TYING TIFFANY
10/10/08 BOLOGNA – ESTRAGON
11/10/08 S. GIORGIO IN BOSCO (PD) – LA GABBIA
06/12/08 CONEGLIANO (TV) – ZION CLUB

si prosegue con l’indie pop dei Los Campesinos da Cardiff:
LOS CAMPESINOS! + LOVVERS + SKY LARKIN
13/11/08 BOLOGNA – ESTRAGON
14/11/08 ROMA – PIPER
15/11/08 MILANO – ROLLING STONE

I primi pezzi da 90 arrivano a fine novembre: The Aggrolites, qualcuno li ha visti in apertura dei Gogol Bordello all’Alcatraz recentemente, con il loro reaggae bello duro, coinvolgente, e dominato da una tastiera originalissima; suoneranno a Bologna e a Milano in un mini-festival Ska e Reggae:
THE AGGROLITES
23/11/08 ARGELATO (BO) – KE ME MEO
THE AGGROLITES + MR. T-BONE + ONEDROPPERS
24/11/08 MILANO – ZOE CLUB

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Mercoledi 1 Ottobre appuntamento con le due band più in voga tra i giovani:CINEMA BIZARRE e DARI

cinema
Mercoledì 1 ottobre, all’Alcatraz di Via Valtellina a Milano
serata all’insegna dell’emo style con i CINEMA BIZARRE, nuovi portavoce della filosofia giapponese visual kei ed eredi dei Tokyo Hotel.
In apertura il concerto dei dARI, dalla Valle d’Aosta.

Apertura porte h. 20.00
Inizio concerti h. 21.00
TICKET 20 EURO + D.P.
in vendita su ticketone.it e nei circuiti autorizzati
Infoline: tel. 055 5520575
Email: info@liveinitaly.com
Web: www.liveintaly.com

CINEMA BIZARRE
Hanno già conquistato Germania, Francia, Stati Uniti, Russia…
Imperdibile la prima data italiana dei CINEMA BIZARRE all’Alcatraz!
Gli anti-Tokyo Hotel sono loro, con un bagaglio di melodie accattivanti, look manga ed ispirazioni musicali che vanno dal glam rock/new wave anni 70-80, al punk allegro e al j-rock giapponese; il tutto unito da una generosa spolverata di pop melodico non eccessivamente zuccheroso.
Ancora una volta ci troviamo in Germania (patria anche della band di Bill Kaulitz): tre elementi della band (Strify-voce, Kiro-basso e Yu-chitarra) si incontrano in occasione di una convention di anime giapponesi nel 2005; poco dopo, sul web, conoscono Luminor (tastiere) e Shin (batteria). Insieme condividono da subito il culto dell’individualità e si pongono l’obiettivo di dare massima espressione alla propria personalità, ribellandosi alle convenzioni imposte da una società che non li rispecchia.
Un’adesione totale quindi alla filosofia giovanile giapponese del VISUAL KEI che invita a dare un’immagine anticonformista ed originale del sé… E’ questa l’origine del loro look post-atomico ed efebico, influenzato in ugual misura dai manga (ancora una volta giapponesi) e dal glamour cinematografico (si butti un occhio ai videoclip, ad altissimo tasso scenografico), secondo la regola che NON ESISTONO REGOLE.
I cinque berlinesi hanno fatto drizzare le orecchie ad uno dei più importanti artefici del punk inglese, Malcom McClaren (si è candidato come autore per le prossime hit), e ai Depeche Mode che hanno concesso loro, in via del tutto eccezionale, la possibilità di campionare uno storico brano, “Everything Counts“.
La band presenterà dal vivo i brani dell’album di debutto uscito il 6 Giugno, “Final Attraction” che include anche “Lovesongs (They Kill Me)”, primo singolo uscito in Italia, entrato istantaneamente nelle prime posizioni delle classifiche teen italiane (in primis MTV/TRL).
Scommettiamo 10 a 1 che questi CINEMA BIZARRE siano il nuovo teutonico fenomeno che non lascerà scampo ai cuori degli eserciti di emoaddicted di casa nostra.
Ascoltali su www.myspace.com/cinemabizarre

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Una testimonianza dallo Sziget Festival

sziget logo
Qualche giorno fa vi abbiamo chiesto di mandarci le vostre testimonianze dallo Sziget Festival, per far capire a chi non lo conosce che razza di posto fosse…bene, c’è arrivata qualche mail, vi propongo la più completa, quella che descrive meglio il tutto.
Andrea ci scrive:

Ogni volta che sentivo parlare qualcuno che fosse tornato dallo Sziget Festival le reazioni erano praticamente sempre le stesse: stupore, estasiamento e coscienza di essere andati nel luogo che più di ogni altro si avvicina al paradiso terrestre.
Beh, quest’anno sono anche io tornato dall’Ungheria e devo dire che le persone con cui ne avevo discusso non si sbagliavano. Lo esplicito subito, per me questo è il posto più grandioso che abbia mai visto. Punto.
Ho una sola grande paura scrivendone ed è quella di non riuscire a fare capire quanto sia fantastico questo luogo, di non ricordarmi qualcosa, di lasciare perdere particolari che potrebbero fare meglio comprendere perchè già fin da ora (con neanche un nome confermato) è mia ferma convinzione volerci ritornare l’anno prossimo.
Iniziamo dal posto. Il termine Sziget in ungherese significa isola. Perchè, direte voi, questo si chiama “L’isola festival”? Ma perchè è su un’isola! Un’isola enorme dentro il Danubio, a pochi km dalla cittadina di Budapest, pur standone nei suoi confini territoriali. Bene, immaginate un isola che al suo interno, anche se non esplicitamente, contiene un gigantesco parco divertimenti per adulti che viene spacciato per festival musicale, ma in cui la musica, incredibilmente, è relegata ad essere una piccola parte dell’attrazione.
Provate ad immaginare un luogo dove sono presenti 20 tendoni/Open air stages (e nel caso dei tendoni posti grossi come il nostro Alcatraz) dove dal pomeriggio a notte inoltrata si esibiscono musicisti e gruppi di suonando generi tutti diversi uno dall’altro (il variegato mainstage, ma poi metal, jazz, blues, musica popolare, rock, indie, rock alternativo, trip hop, ambient, ecc ecc ecc).
Provate ad immaginare un luogo dove in aggiunta a questo potete trovare una discoteca all’aperto che pompa musica techno non stop 24h/24, un altro club con dj che attaccano dalle 5 del pomeriggio e un enorme tendone (il Mastercard Party Arena) dove dalle 22 gli amanti della musica elettronica possono essere intrattenuti dai migliori dj al mondo.
Provate ad immaginare un luogo dove oltre a tutto questo ci sono, e qui la stima è solo di quelli che ho visto io, ma saranno sicuramente di più, 60/70 di quelli che noi potremmo chiamare bar/discopub che di notte si trasformano in discoteche, ammassando al loro interno migliaia di persone. Costo di una birra da 0,75 cl? 1,60 euro. Una bottiglietta di Coca? 1,40 euro. Praticamente il sogno di qualunque frequentatore di festival italiani. Per non parlare del Cocktail Bar, che per 8 euro distribuiva secchielli pieni di cocktails.
Provate ad immaginare un luogo che, se non fosse abbastanza, vi offre km (e dico sul serio) di bancarelle da visitare dove potere comprare di tutto, un po’ come prendere un Baloon e moltiplicarne la grandezza per 3. Non sapete cos’è il Baloon? Beh sarete stati mai a un mercato? Bene, immaginatene uno enorme che si snoda in mezzo a tutto quello che vi ho descritto finora.
E non basta. Avete fame? Siete golosi? E’ il vostro posto, portatevi delle cinture con un sacco di buchi. Provate a immaginare una immensa distesa di quelli che noi chiamiamo “porcari”. Avete presente quei baracchini su ruote che fanno i panini fuori dallo stadio? Benissimo. Ora provate a pensare a un posto dove di questi (e non scherzo) se ne trova uno ogni diciamo 5/10 metri. Il cibo proposto. Semplicemente si può mangiare qualsiasi cosa si possa desiderare. Siete curiosi di andare alla scoperta della cucina ungherese? Siete nel posto giusto. Vi piace il cibo messicano? E’ il posto che fa per voi. Vi piace la cucina Cinese, Rumena, Americana, Araba, Latina, Vietnamita? Accomodatevi. Siete nostalgici del nostro paese e volete mangiare la pizza? Fa schifo, ma la potete mangiare. Morite dalla voglia di mangiare dei dolci? Girate e anche questa voglia vi passerà. Vi piacciono le pannocchie bollite da sgranocchiare? Ci sono. Vi piacciono quei panini che dopo che li avete mangiati il vostro stomaco vi chiede pietà? Lo sentirete urlare. Mezzo metro di sfilatino? C’è. Dolci fritti? Ci sono. Siete matti(come me) del Gulash? C’è. Interrompo qui la lista sapendo di potere andare all’infinito, ma solamente perchè molti nomi delle cose che ho assaggiato non me li ricordo per via dell’ungherese, e sapendo di scordare sicuramente qualcosa. Quello che non scorderò mai, tuttavia, sono i Langos, delle pizze fritte ripiene di prosciutto con sopra formaggio a pezzetti e una squisita crema acida, da panico.
E non è abbastanza. Perchè sull’isola è possibile visitare una fabbrica della birra, potete fare il bunjee jumping a prezzi bassissimi, è possibile spaccarsi il cervello giocando tutto il giorno negli stand della EA gameworld, si può andare al Giant Street Theatre ad assistere a qualche piece moderna, si può visitare il museo della casa del terrore, si può assistere alle olimpiadi in sdraio su un enorme maxischermo in diretta 24h/24, si possono praticare tutti i tipi di sport (calcio, rugby, ping pong, beach volley, volano, tennis, ecc) nel centro sportivo K&H, si può giocare a poker, black jack e alla roulette in due distinti punti dell’isola, si possono fare massaggi e tatuaggi, piercings e caricature, si può visitare lo spettacolare Luminarium (uno stupefacente spazio creato da architetti inglesi tutto da scoprire), si possono ammirare il sito etnografico e il quartiere dei musei con il teatro vietnamita, ci si può rilassare nei bus della Orangeways, ci si può divertire con calcetti balilla sparsi a centinaia in tutta l’isola, si può assistere alle trasmissioni radio della Pont fm 88.1 o della radiocafè 98.6 potendo anche partecipare in diretta, si può visitare lo Sherpa Adventure Castle, partecipare alle iniziative “civili”dello Sziget che comprendevano incontri con rabbini, workshops internazionali sul tema della pace, mostre di quadri, giochi di società, ecc. o rilassarsi nelle cosiddette restroom “Dove il leone va da solo”.

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Gogol Bordello @ Idroscalo, Milano 28/8/08

gogol bordello
Ad un certo punto del concerto Eugene Hutz, durante uno stacco reggae di una sua canzone canta “I wanna walk this earth like it is mine!”…non so il resto della terra, ma senza dubbio questa sera Milano è sua. Sua e della sua creatura, i Gogol Bordello…un mostro a nove teste che si agita, balla, urla, si contorce e fa ballare le più di 5.000 persone che ha davanti dalla sua comparsa sul palco dell’Idroscalo di Milano alla sua uscita di scena un’ora e mezza dopo.
E’ un mostro da cui non riesci a staccare gli occhi: il carisma folle e adorabile di Eugene Hutz, la faccia da nonnino rassicurante del violinista Sergei Riabtsev, stasera privo della sua tipica canottiera degli Slayer, ma con un gilet di pelle da vero metallaro ottantenne, le comparsate fulminanti delle due coriste-ballerine-percussioniste Pamela Jintana Racine e Elisabeth Sun assicurano uno spettacolo assolutamente degno di nota per gli occhi oltre che per le orecchie. Non so se c’è ancora gente che non conosce il fenomeno musicale dei Gogol Bordello, ma per quello c’è Wikipedia…io mi limiterò a dire che personlamente li considero una sorta di Mano Negra per gli anni 2000, e Eugene Hutz il nuovo Manu Chao (con la differenza che Manu non ha mai recitato al cinema): il quantitativo di energia cinetica riversato sul pubblico dal palco è lo stesso per le due bands e il tasso di genialità dei due leader è assolutamente pari.
Il concerto di Milano è stato quasi identico a quello proposto alla Masseria Torcino a Cannole (Lecce) 8 giorni prima, e a cui ho avuto la fortuna di assistere, e se vogliamo essere sinceri possiamo anche dire che è stato quasi uguale a quello già proposto all’Alcatraz di Milano neanche un anno fa…ma è giusto così…è sempre il tour di “Super Taranta” ed è giusto che la band sfrutti il suo momento d’oro girando il più possibile, dato anche il fatto che oggi c’è almeno il doppio delle persone che c’erano all’Alcatraz, trasformando questo semplice concerto in un vero e proprio evento, e un ottimo modo per chiudere la stagione concertistica estiva di Milano, quest’anno orfana del Rock in Idro.
Le luci sul palco sono calate in ritardo sulla tabella di marcia, proprio quando l’attesa stava diventando fastidiosa (quasi mezzora) Eugene e soci salgono sul palco, parte “Ultimate“, seguita a ruota da “Sally” e “It’s not a crime” (la mia preferita) e per un’ora e mezza sarà un’apoteosi di ballo, urla e sane mazzate sotto il palco. La routine ormai la conoscono più o meno tutti: Eugene è un indemoniato attaccato alla bottiglia di vino, Sergei suona il suo violino come se stesse suonando metal, il fisarmonicista Yuri si aggira per il palco col sorriso stampato sulle labbra, e ogni tanto Pamela ed Elisabeth escono sul palco ad aggiungere follia (come se non ce ne fosse già abbastanza), il tutto mentre sotto di loro si scatena il pandemonio. “Gypsy punk” viene letteralmente saccheggiato, d’altronde è l’album che li ha lanciati, la maggior parte delle loro hit viene da lì, ma anche il (non più) nuovo “Super Taranta” non scherza: 60 Revolutions, Wonderlust King, Santa Marinella, American Wedding, i titoli ormai li sapete tutti, fino al finale lunghissimo con “Baro Foro“, misurata col cronometro: 22 minuti di canzone, con al suo interno richiami a “Indestructible”, “Sally” e altre. C’è anche il tempo per una cover finale di “Malavida“…dei Mano Negra ovviamente.
Personalmente non riesco più a contare quante volte ho visto la band, eppure ogni volta è come se fosse la prima…se ancora non conoscete i Gogol Bordello vi consiglio di mettere fine a questa imperdonabile lacuna, magari cominciando dal guardarvi questo estratto dal concerto di Milano dell’estate 2007: