14/3 – 105 Stadium – Rimini
16/3 – Saschall – Firenze
18/3 – Palanet – Padova
20/3 – Mazda Palace – Torino
21/3 – Palalottomatica – Roma
Ci siamo! Dopo il successo della data del “ritorno”: 13 Dicembre 2008 a Milano (data sold out già dall’estate) tornano in Italia gli Ska-P, per 5 date, in compagnia di un’altra band di culto in fatto di antagonismo e stile: gli Asian Dub Foundation.
Il gruppo madrileno degli Ska-p si forma nel 1994 e già un anno dopo pubblica il primo lavoro. Più tardi arrivano i dischi ormai noti ai loro numerosissimi fans: ‘El Vals Del Obrero’ (1996), ‘Eurosis’ (1998), ‘Planeta Eskoria’ (2000), ‘Que Corra La Voz’ (2002), e il live ‘Incontrolable’ (2004).
Nel 2005, SKA-P annunciano il loro ritiro dalle scene con un indimenticabile concerto al Festival ‘Rock In Idro’ a Milano. Ora, dopo tre anni, è uscito ‘Lágrimas y Gozos’, che il gruppo presenta così:“…Comincia una nuova tappa, siamo un po’ più vecchi ma siamo sicuri di avere una gran voglia di tornare sui palchi a suonare. Continueremo come prima, daremo fastidio al “sistema”, ai potenti, a chi maltratta e uccide. Appoggiamo gli sfavoriti, le vittime di questo imperfetto sistema globale…”.
In tempi di crisi, di recessione, di post-fascismo dilagante, il ritorno di uno dei gruppi combat rock più importanti dell’ultimo decennio è quanto mai un gran regalo per chi sogna e diffonde ideali di uguaglianza.
Una band che ha la difesa dei “deboli” nel dna: gli Ska-P sono tutti figli della classe operaia di uno dei quartieri più combattivi di Madrid e la loro vita si riflette in toto nei testi; questi gli argomenti trattati: diritti umani, antifascismo (‘Paramilitar’, ‘A la mierda’), legalizzazione della marijuana (‘Cannabis’, ‘Mis colegas’), anticlericalismo (‘La mosca cojonera’, ‘Sexo y religiòn’, ‘Crimen Sollicitationis’), abolizione della corrida (‘Vergüenza’), vivisezione (‘Animales de laboratorio’), causa del popolo palestinese (‘Intifada’).
Gli Ska P, in definitiva, sono una delle band di maggior successo al mondo. I loro tour dal Sud America all’Europa sono stati seguiti da centinaia di migliaia di appassionati, la loro forza sul palco non ha eguali, l’aggressività del punk, unita alle melodie dello ska, sono un biglietto da visita che ha fatto breccia ovunque. Le 5 date – le cui prevendite stanno andando alla grande – sono l’ennesima testimonianza del gran carisma di Ska-P (dallo spagnolo “escape” – fuggire).
Ad aprire tutti i loro concerti italiani, uno dei gruppi più sensazionali e contaminati che la Gran Bretagna abbia mai partorito: gli Asian Dub Foundation. Figli delle ex colonie indo-orientali, nati nel pieno della Londra “paki”, a TowerHamless9 (Brick Line), il gruppo nasce grazie al bassista Dr. Das: con alcuni ragazzi del quartiere forma dapprima un sound system e, in seguito, una vera e propria band. Il loro primo album ‘Facts and fiction’ è uscito nel 1995 e ha fatto breccia in Uk grazie a testi antifascisti, popolari, sonorità a cavallo tra l’elettronica da rave, le tablas e i grandi insegnamenti del più importante musicista del subcontinente indiano: Nusrat Fateh Ali Khan.
E’ nel 1998 che gli ADF sbarcano in Europa con il disco “Rafi’s revenge” seguito nel 2000 da ‘Community music’ : liriche intense, tecnicamente validissime e con una visione globale della musica. Nel 2002 esce il loro quarto CD ‘Enemy of my enemy’, prodotto dal famoso dub-master britannico Adrian Sherwood; in questo ottimo lavoro brillano le collaborazioni con Sinead O’Connor per ‘1000 mirrors’. In ‘Tank’, uscito nel 2005, Asian Dub Foundation proseguono il lavoro di sperimentazione tra storia, tradizioni e culture digitali del terzo millennio.
In questo tour con Ska-P, gli ADF – da sempre considerati una delle migliori live band del mondo -tornano con il nuovo album ‘Punkara’, destinato a diventare un classico della loro discografia.
A renderlo ancora più eccitante e interessante contribuisce la stupefacente cover di “No Fun” degli Stooges con la partecipazione dello stesso Iggy Pop: dopo aver visto gli Asian durante un festival ha dichiarato “…sono il miglior gruppo che ho visto in trent’anni!”!
BRING ME THE HORIZON
Torna in Italia una delle band death-core del momento!
I cinque ragazzi inglesi annunciano la loro apparizione al Rock In Idro, che si sta confermando uno dei più importanti appuntamenti dell’estate italiana!
e FLOGGING MOLLY
Anche i Flogging Molly confermano la loro presenza al Rock In Idro!
Dopo il grande successo dell’Antidote Tour che li ha visti esibirsi a Milano e Bologna a novembre, i FM tornano in Italia pronti ad infuocare il pubblico con il loro celtic-punk!
22 maggio @ Jailbreak, Roma
23 maggio @ Magazzino 47, Brescia
Gli Anti-Nowhere League si formano nel 1980 a Turnbridge Wells, una cittadina del Kent, Inghilterra. E’ il periodo d’oro del punk, e questi quattro ragazzi salgono sul palco senza saper fare assolutamente nient’altro che casino, il risultato è immediato: la band viene arrestata e i giornali locali definiscono la loro musica una “cacofonia di rumori”. Nonostante il poco glorioso debutto, la band non si perde d’animo e nel 1981 si guadagna un tour con The Exploited e uno con The Damned, all’apice del successo. Nello stesso anno esce anche il loro primo singolo, la cover Streets of London di Ralp McTell, sul secondo lato verrà inserita So What?, pezzo che nonostante censure e cause è ancora oggi il cavallo di battaglia degli Anti-Nowhere League.
Nel 1982 esce il primo album We are… The League, un lavoro geniale, grezzo e aggressivo che verrà però ritirato dalla vendita perché ritenuto osceno, e la band verrà bannata da Radio e TV per il loro atteggiamento incontrollabile.
Nonostante la loro indole casinista e distruttiva gli Anti-Nowhere League iniziano ad avere un’ottima fama come band e i loro live confermano il grande potenziale. Nel 1987, dopo varie diatribe con l’etichetta GWR Records esce finalmente The Perfect Crime. L’album ha però consumato internamente la band, che esasperata si scioglie a fine anno.
La grande forza dei loro pezzi però continua, e addirittura i Metallica suonano live la cover di So What?, e nel 1992 chiedono ad Animal di salire con loro sul palco ad un concerto a Londra, l’evento da alla band una nuova carica, e si rimette in carreggiata con rinnovata forza ed energia. I primi anni vengono spesi nuovamente a fare gavetta, a suonare nei piccoli locali che avevano ospitato gli Anti-Nowhere League nei primi anni di attività, poi nel 1995 finalmente firmano per la Impact Rec.
Nel 1997 esce il primo album di inediti dopo 10 anni, Scum, un album che mostra pienamente la rinascita della band e la sua evoluzione, che continua nei nuovi lavori fino al recente The Road to Rampton (2007, Nowhere Rec). Anti-Nowhere League, dopo 30 anni di ininterrotta (o quasi) attività ancora la stessa energia e voglia di divertirsi di un gruppo alle prime armi. Forse un po’ meno selvaggi, ma con grinta da vendere!!
Long live to The League!
THE REAL MCKENZIES
13 febbraio @ Magazzino 47, Brescia
14 febbraio @ UFO, Brunico
1992, Vancouver, Canada. Paul McKenzie, si trova per caso in mezzo a due stanze: da una proviene un pezzo di Andy Stewart e dall’altra i volgarissimi Sex Pistols. Forse solo un fortuito incontro o forse destino, ma è proprio questo che ha fatto nascere nella mente di Paul la geniale idea di The Real McKenzies.
Comunque sia andata realmente, il risultato rimane invariato, McKenzies, che cercava qualcosa di nuovo, un sound innovativo dopo lo scioglimento della sua precedente band TT Racerer, rimane folgorato dall’idea di mischiare il punk alle canzoni popolari scozzesi. Da quel momento Paul decide di rispolverare il vecchio kilt del nonno e le calzettone Tartan, e così abbigliato devastare il palco a suon di cover punk rock di canzoni tradizionali. Uno dei primi pezzi che suonano è I Wanna Be Your Scot, al posto di I Wanna Be Your Dog degli Stooges.. come dire, il loro obiettivo è semplicemente divertirsi e far casino!
Dal Kilt alla cornamusa il passo è breve: su suggerimento di alcuni fans la band introduce per la prima volta questo sottovalutato strumento nei loro set, da quel momento la cornamusa viene completamente rivalutata: uno strumento che al pari di chitarra elettrica o batteria, dà una marcia in più alla band. Ad un loro concerto qualcuno azzarda: avete i kilt, dovete assolutamente avere anche una cornamusa!
Una vera rivoluzione musicale, che però non viene però apprezzata da tutti: i più conservatori si sentono offesi da questa band che mischia tradizione e musica rock altamente ribelle, e li accusano di non rispettare la storia della musica.
Ma The Real McKenzies sanno quello che fanno: la musica è divertimento, non conta se viene fatta battendo il ritmo su un tamburo di pelle di mucca o se fatta con sofisticati mixer e computer, anzi, l’importante è ciò che si vive ad un concerto o ascoltando un disco: la tecnica può essere perfetta, le melodie pure, ma se manca il divertimento e il coinvolgimento del pubblico tutto perde il senso.
Ed è proprio questo che dicono i fans di McKenzies: meglio andare ad un loro concerto, bere una birra in compagnia e divertirsi cantando canzoni delle proprie band preferite, che ascoltare un concerto tecnicamente perfetto ma che lascia il pubblico immobile e indifferente.
Questa è solo una piccola battaglia per The Real Mckenzies, ma che mostra al mondo intero quali sono i loro obiettivi, e i fans del rock non possono fare altro che apprezzare!
Nel luglio 2008, a distanza di tre anni da “10’000 Shots”, è uscito l’ultimo album della band “Off the Leash” (Fat Wreck Chords), che non solo mostra come la band sia maturata sotto ogni punto di vista, ma che a dispetto delle altre punk folk band famose oggi, The Real McKenzies fanno musica con il cuore, per i fans prima che per loro stessi.
The Real McKenzies
DOMENICA 15 MARZO @ PALASHARP – MILANO FALL OUT BOY
EUROPEAN TOUR 2009 | UNICA DATA ITALIANA
IN APERTURA: THE SOUNDS
Dal teen-emo-punk-pop per le feste del liceo a qualcosa di molto, molto più interessante: i Fall Out Boy sono la band americana del momento: dal nulla al top, sempre a far parlare di sè per dischi e concerti ma anche al centro dei gossip per la loro inclinazione verso le belle donne, l’arte, la moda e la sperimentazione.
Originari di Wilmette, sobborghi di Chicago, all’inizio del 2000 nasce l’embrione del gruppo. L’idea è di Pete Wentz (che allora aveva qualche tatuaggio in meno: con la fama è arrivato a quota 37) che unisce le forze con l’amico chitarrista Joe Trohman. A loro si aggiunge Patrick Strump, cantante carismatico con una voce potente. L’ultimo tassello arriva con l’entrata del batterista Andy Hurley.
Il nome della band nasce durante un concerto, è un urlo, “Fall Out Boy”: nel cartoon dei Simpson, in lingua originale, viene così soprannominato il supereroe che in Italia è conosciuto come ‘ragazzo ionico’.
Dopo qualche collaborazione arriva il primo minialbum, nel 2003, “Fall Out Boy’s Evening Out With Your Girl”. I Fall Out Boy suonano subito da spalla in un tour amercano dei Less Than Jake il cui batterista è proprietario di una label indie che li firma; poco dopo vengono scritturati da una major, la Island Records, e inizia l’ascesa discografica e artistica. Nel maggio 2003 esce “Take This To Your Grave“: pop-punk da manuale ispirato all’emo, melodico e trascinante, con il tocco in più garantito da brillanti testi infarciti di humour sarcastico.
Nell’aprile 2004 “Take This To Your Grave” viene pubblicato anche in Italia, dopo un lungo tour americano (con Blink 182 e altri) i FOB si fermano, ignorando le pressioni del mainstream e si concentrano sulla creazione di un disco assolutamente innovativo, cercando di scollarsi di dosso l’etichetta di emo-punk-pop.
“From Under The Cork Tree” è un ottimo disco che convince tutti, e i Fall Out Boy si prendono una nomination come Best New Artist ai Grammy del 2006. A febbraio 2007 arriva il nuovo album “Infinity On High”, che raggiunge la prima posizione di Billboard e vende 260mila copie nel solo primo weekend. .
Per tutto il 2007 la band è impegnata in un massiccio tour mondiale, uno di questi concerti viene immortalato dalle telecamere e diventa un disco live dal titolo “”****:Live In Phoenix” dove compare anche una cover di “Beat It” di Michael Jackson.
A settembre del 2008 viene pubblicato il primo singolo “I Don’t Care” che debutta al 21esimo posto nella classifica di Billboard. Il singolo anticipa l’uscita di “Folie A’ Deux” (“Pazzia condivisa in due”), un disco folle, diverso dagli altri e lanciato verso la conquista degli ascoltatori più lontani, un album ricco di ospiti incredibili: con produzioni firmate dal mago Pharrel Williams, (già Neptunes o N.E.R.D. e The Clipse) e da un altro “hip hopper” (candidato a 8 Grammy awards) come Lil Wayne (non è una novità, anche Kanye West, grande amico ed estimatore dei FOB, li ha remixati nel 2007). Ma non è finita qui: nel disco, anche una miscela di altre voci come nella canzone “What a catch, Donnie”, nella quale figurano Gabe Saporta (Cobra Starship), Travis McCoy (Gym Class Heroes), Brendon Urie (membro dei “rivali” Panic at the Disco), Alex DeLeon (The Cab) e, non ultimo, addirittura Elvis Costello!
“Folie A’ Deux” è insomma un disco incredibile. Il loro ultimo singolo e video “America’s Suitethearts” è stato appena lanciato anche sulle radio italiane.
I Fall Out Boy, oggi, sono una realtà affermata anche nello show businnes: il fondatore Pete Wentz fa coppia fissa con la starlette Ashlee Simpson; insieme da tempo, i due hanno appena avuto un bambino (il nome è tutto un programma…Bronx Mowgli), e insieme avranno una parte in una puntata del telefilm culto C.S.I. Lo scorso 25 Gennaio è andata in onda una loro versione della sigla di chiusura dei ‘Simpson’. La notizia più recente: i FOB sono stati gli ospiti principali del SuperBowl Bash, il grande evento che si tiene nel week-end della finale del torneo NFL americano.
Per Fall Out Boy si tratta della prima e unica data italiana, a Milano, la città che i fashion victims di tutto il mondo ci invidiano…magari anche questo folle quartetto rimarrà folgorato dal triangolo della moda, sicuramente i tantissimi fans italiani rimarranno estasiati dalla musica, unica, di Pete e soci.
Debutta oggi il tour Europeo dei Gaslight Anthem, “the band you must Know in 2008” secondo
Kerrang. La band del New Jersey ha lasciato gli USA sabato mattina, dopo essere stati ospiti del prestigioso Late show with David Letterman, (visibile qui)
approdando in Uk ieri per la prima parte di un tour Europeo già quasi completamente sold out. L’attenzione che questa band sta’ riscoutendo è semplicemente sbalorditiva: agli inizi di Gennaio il loro “the 59 sound” era incluso tra i best album del 2008 di tutte le più prestigiose testate musicali internazionali (dopo Kerrang sono arrivati NME, Rolling Stone, E Music, Q MAG, ROCKSOUND, BBC1…) e la serie positiva di consensi non sembra fermarsi:
solo ieri “The Boss” Bruce Springsteen, intervistato prima del superbowl, ha confermato in una intervista le sue preferenze nei confronti dei conterranei Gaslight Anthem (i più attenti del resto se ne erano accorti guardando il suo Myspace…)
Sempre in UK la band è stata chiamata come headliner degli Shockwaves NME Awards, l’8 febbraio. Da li il gruppo scenderà il continente,
“E poi da dietro le quinte, arriva il martellante suono di una batteria… che lancia la folla in un violentissimo pogo, che rovescia tavoli e pinte di birra. Un putiferio, l’inferno. E così nacque la leggenda dei The Damned.”
www.officialdamned.com
11 febbraio 2009 @ Init, Roma
12 febbraio 2009 @ Magnolia, Milano
13 febbraio 2009 @ Estragon, Bologna
14 febbraio 2009 @ Extracinemusic, Recanati
Siamo negli anni ’70, l’Inghilterra è invasa da una nuova corrente musicale che vede giovani autodistruttivi devastare palchi e strumenti, senza rispetto, per niente e nessuno. Il punk. In quegli anni le band spuntano come funghi: bastano un paio di strumenti e voglia di fare casino, tecnica e melodia sono spesso inutili, e i risultati sono illimitati: band che entrano nella storia come i Clash e gruppi che soccombono senza aver mai scritto una canzone. In mezzo a questo chaos – è proprio il caso di dirlo – nasce una band fuori da ogni parametro, in grado di evolversi nel tempo e rimanere ancora oggi una delle migliori realtà rimaste del punk 77, The Damned.
Il cuore della band è formato dal primo batterista Rat Scabies e da Captain Sensibile (prima basso e poi chitarra). Quando i due incontrano Dave Vanian la macchina The Damned è pronta ad azionarsi: fin dalle loro prime performance si vede che questa band ha una marcia in più. Il primo concerto si tiene allo storico 100 Club, in apertura dei Sex Pistols, e in poco tempo la band diventa una tra le più richieste della scena punk londinese. Concerti scenici, degni di performance teatrali, un sound che mischia il punk al goth rock, e una perfezione stilistica assolutamente estranea al classico punk di quegli anni. Tutto questo fa guadagnare a The Damned il primo singolo della storia del punk col pezzo “New Rose”, prodotto da Nick Lowe per la Stiff Records. A questo segue il primo album “Damned Damned Damned” e “Music for Pleasure” entrambi nel 1977. Questi album vengono stroncati dalla critica, che li definisce semplicemente mediocri, e in seguito a vari cambi di formazione The Damned decidono di sciogliersi.
AGGIUNTA UNA NUOVA DATA IL 2 DICEMBRE A BARI
SPOSTATA A CONEGLIANO LA DATA DEL 4 DICEMBRE
Dopo Caserta e Roma il tour 2008 “MARIO VENUTI A TEATRO” farà tappa il 2 dicembre anche a Bari per poi proseguire il 3 a Milano, il 4 a Conegliano (e non a Vicenza come precedente comunicato), concludendosi il 5 a Torino.
I concerti porteranno a termine gli impegni dal vivo del 2008 del cantautore siciliano iniziati subito dopo la partecipazione alla scorsa edizione del Festival di Sanremo con la canzone “A ferro e fuoco”, a cui è seguita la pubblicazione della prima raccolta discografica da solista, “L’officina del fantastico” (Mercury/Universal). Dopo un 2008 di grandi risultati, nel 2009 Mario Venuti sbarcherà negli Stati Uniti per un breve tour.
La scaletta che MARIO VENUTI proporrà al pubblico prenderà spunto dalla raccolta dei suoi più grandi successi, arricchendosi anche di alcune cover riarrangiate e di brani tratti dal suo repertorio con i Denovo.
MARIO VENUTI sarà accompagnato sul palco dalla band Arancia Sonora: Tony Canto (chitarre), Vincenzo Virgillito (basso), Tony Brundo (tastiere), Franco Barresi (batteria), Giorgia Meli (cori), Massimo Greco (cori).
E’ stato dichiarato ufficialmente fuori pericolo Travis Barker, l’ex batterista dei Blink 182, (+44) e Boxcar Racer, che come avrete sentito nei giorni scorsi è rimasto coinvolto in un grave incidente aereo. L’aereo è un Learjet di proprietà sua e di Dj AM, eccovi una foto di com’era ridotto l’aereo dopo l’incidente:
“Fortunamente” non ci sono stati traumi, e le ferite riportate dai due sono state tali da doverli ricoverare al centro ustioni di Augusta, purtroppo nell’incidente sono morte quattro persone: il pilota Sarah Lemmon e il co-pilota James Bland, oltre ai passeggeri Chris Baker, 29 anni, e Charles Still, 25, questi ultimi due membri dello staff e cari amici di Barker e Am.
Per quanto riguarda Travis invece nonostante le ustioni di secondo e terzo grado estese per la maggior parte sulle gambe e sul torace, i medici hanno assicurato che il musicista, dopo una lunga convalescenza, potrà recuperare appieno le proprie funzionalità motorie.
Stessa prognosi anche per DJ AM, vero nome Adam Goldstein, che in un primo momento era sembrato più grave: benché abbia riportato estese ustioni su parte della testa e delle braccia, anche per lui ci si aspetta un completo recupero.
Facciamo i nostri auguri più sinceri ai due e speriamo possano tornare in attività al più presto.
Quando avete finito di farvi imporre i gusti musicali dalla rivista patinata di turno, che vi dice cosa è rock’n'roll e cosa no secondo le mode imperanti oltreoceano, date un’occhiata in casa, quello che cercate potrebbe essere più vicino di quanto crediate.
Sono sinceramente stufo di ripetere quanto il Rock’n'roll di casa nostra spesso sia di ottima fattura, quanto sia all’altezza dei gruppi che vedete in televisione e sentite in radio, ma tanto ormai è inutile, avete deciso di snobbare la strada, avete deciso che è più comodo aspettare che vi dicano dall’alto qual è il nuovo gruppo figo da ascoltare, e che non vale la pena sbattersi, quindi purtroppo per voi vi perderete Lester e i suoi Landslide Ladies. E’ un vero peccato, perchè probabilmente morite dietro a Jocke Berg e agli Hardcore Superstar, e pensate che nessuno sarà mai più fico di Justin Hawkins, e magari che i Towers of London sono il massimo dello sleazy…sbagliato.
Modena!
Chi l’avrebbe mai detto che uno dei migliori gruppi glam italiani venisse da Modena? E invece…dopo varie peripezie con i Landslide Ladies, Lester, una specie di Joey Ramone con l’accento emiliano, unico sopravvissuto della formazione originale di quella band decide di tenere vivo il gruppo ma si arroga il diritto di cambiare il nome in “Lester and the Landslide Ladies“. E fa bene.
Dopo anni e anni di concerti, registrazioni, e le solite cose che fanno le bands che durano tanto tempo, ecco uscire tre cd che raccolgono un bel po’ di materiale audio della band: