1992, Vancouver, Canada. Paul McKenzie, si trova per caso in mezzo a due stanze: da una proviene un pezzo di Andy Stewart e dall’altra i volgarissimi Sex Pistols. Forse solo un fortuito incontro o forse destino, ma è proprio questo che ha fatto nascere nella mente di Paul la geniale idea di The Real McKenzies.
Comunque sia andata realmente, il risultato rimane invariato, McKenzies, che cercava qualcosa di nuovo, un sound innovativo dopo lo scioglimento della sua precedente band TT Racerer, rimane folgorato dall’idea di mischiare il punk alle canzoni popolari scozzesi. Da quel momento Paul decide di rispolverare il vecchio kilt del nonno e le calzettone Tartan, e così abbigliato devastare il palco a suon di cover punk rock di canzoni tradizionali. Uno dei primi pezzi che suonano è I Wanna Be Your Scot, al posto di I Wanna Be Your Dog degli Stooges.. come dire, il loro obiettivo è semplicemente divertirsi e far casino!
Dal Kilt alla cornamusa il passo è breve: su suggerimento di alcuni fans la band introduce per la prima volta questo sottovalutato strumento nei loro set, da quel momento la cornamusa viene completamente rivalutata: uno strumento che al pari di chitarra elettrica o batteria, dà una marcia in più alla band. Ad un loro concerto qualcuno azzarda: avete i kilt, dovete assolutamente avere anche una cornamusa!
Una vera rivoluzione musicale, che però non viene però apprezzata da tutti: i più conservatori si sentono offesi da questa band che mischia tradizione e musica rock altamente ribelle, e li accusano di non rispettare la storia della musica.
Ma The Real McKenzies sanno quello che fanno: la musica è divertimento, non conta se viene fatta battendo il ritmo su un tamburo di pelle di mucca o se fatta con sofisticati mixer e computer, anzi, l’importante è ciò che si vive ad un concerto o ascoltando un disco: la tecnica può essere perfetta, le melodie pure, ma se manca il divertimento e il coinvolgimento del pubblico tutto perde il senso.
Ed è proprio questo che dicono i fans di McKenzies: meglio andare ad un loro concerto, bere una birra in compagnia e divertirsi cantando canzoni delle proprie band preferite, che ascoltare un concerto tecnicamente perfetto ma che lascia il pubblico immobile e indifferente.
Questa è solo una piccola battaglia per The Real Mckenzies, ma che mostra al mondo intero quali sono i loro obiettivi, e i fans del rock non possono fare altro che apprezzare!
Nel luglio 2008, a distanza di tre anni da “10’000 Shots”, è uscito l’ultimo album della band “Off the Leash” (Fat Wreck Chords), che non solo mostra come la band sia maturata sotto ogni punto di vista, ma che a dispetto delle altre punk folk band famose oggi, The Real McKenzies fanno musica con il cuore, per i fans prima che per loro stessi.
Amanti del Rock segnatevi questo nome: The Gaslight Anthem. Arrivano dal New Jersey, e per loro la stampa Rock internazionale si è prodotta in frasi come “best punk rock album made this year” (Kerrang, che ha dedicato loro anche la copertina del numero di Agosto ’08) e “This is an exceptionally fine album, one of rare heart, soul and charm” (NME)…a loro si sono poi accodate riviste come Alternative Press e il New York Times, tutti uniti a celebrare questa nuova grandissima band che viene dalla terra di Bruce Springsteen e dei punkrockers Bouncing Souls. Proprio questa è la sintesi perfetta del sound dei Gaslight Anthem: un po’ della malinconia punkrock dei Bouncing e una grossa parte del sound acustico di Springsteen, aggiungi una spruzzata di Joe Strummer, un pizzico di Pogues….et voilà.
L’album dovrebbe essere in uscita nel mese di settembre, sicuramente vi segnaleremo quando sarà disponibile nei negozi e nei vari online store, voi nel frattempo segnatevi il nome e iniziate a cercare in giro il loro primo singolo: “The ’59 sound“, la title track di cui è appena uscito anche il video che vi regaliamo:
Ad un certo punto del concerto Eugene Hutz, durante uno stacco reggae di una sua canzone canta “I wanna walk this earth like it is mine!”…non so il resto della terra, ma senza dubbio questa sera Milano è sua. Sua e della sua creatura, i Gogol Bordello…un mostro a nove teste che si agita, balla, urla, si contorce e fa ballare le più di 5.000 persone che ha davanti dalla sua comparsa sul palco dell’Idroscalo di Milano alla sua uscita di scena un’ora e mezza dopo.
E’ un mostro da cui non riesci a staccare gli occhi: il carisma folle e adorabile di Eugene Hutz, la faccia da nonnino rassicurante del violinista Sergei Riabtsev, stasera privo della sua tipica canottiera degli Slayer, ma con un gilet di pelle da vero metallaro ottantenne, le comparsate fulminanti delle due coriste-ballerine-percussioniste Pamela Jintana Racine e Elisabeth Sun assicurano uno spettacolo assolutamente degno di nota per gli occhi oltre che per le orecchie. Non so se c’è ancora gente che non conosce il fenomeno musicale dei Gogol Bordello, ma per quello c’è Wikipedia…io mi limiterò a dire che personlamente li considero una sorta di Mano Negra per gli anni 2000, e Eugene Hutz il nuovo Manu Chao (con la differenza che Manu non ha mai recitato al cinema): il quantitativo di energia cinetica riversato sul pubblico dal palco è lo stesso per le due bands e il tasso di genialità dei due leader è assolutamente pari.
Il concerto di Milano è stato quasi identico a quello proposto alla Masseria Torcino a Cannole (Lecce) 8 giorni prima, e a cui ho avuto la fortuna di assistere, e se vogliamo essere sinceri possiamo anche dire che è stato quasi uguale a quello già proposto all’Alcatraz di Milano neanche un anno fa…ma è giusto così…è sempre il tour di “Super Taranta” ed è giusto che la band sfrutti il suo momento d’oro girando il più possibile, dato anche il fatto che oggi c’è almeno il doppio delle persone che c’erano all’Alcatraz, trasformando questo semplice concerto in un vero e proprio evento, e un ottimo modo per chiudere la stagione concertistica estiva di Milano, quest’anno orfana del Rock in Idro.
Le luci sul palco sono calate in ritardo sulla tabella di marcia, proprio quando l’attesa stava diventando fastidiosa (quasi mezzora) Eugene e soci salgono sul palco, parte “Ultimate“, seguita a ruota da “Sally” e “It’s not a crime” (la mia preferita) e per un’ora e mezza sarà un’apoteosi di ballo, urla e sane mazzate sotto il palco. La routine ormai la conoscono più o meno tutti: Eugene è un indemoniato attaccato alla bottiglia di vino, Sergei suona il suo violino come se stesse suonando metal, il fisarmonicista Yuri si aggira per il palco col sorriso stampato sulle labbra, e ogni tanto Pamela ed Elisabeth escono sul palco ad aggiungere follia (come se non ce ne fosse già abbastanza), il tutto mentre sotto di loro si scatena il pandemonio. “Gypsy punk” viene letteralmente saccheggiato, d’altronde è l’album che li ha lanciati, la maggior parte delle loro hit viene da lì, ma anche il (non più) nuovo “Super Taranta” non scherza: 60 Revolutions, Wonderlust King, Santa Marinella, American Wedding, i titoli ormai li sapete tutti, fino al finale lunghissimo con “Baro Foro“, misurata col cronometro: 22 minuti di canzone, con al suo interno richiami a “Indestructible”, “Sally” e altre. C’è anche il tempo per una cover finale di “Malavida“…dei Mano Negra ovviamente.
Personalmente non riesco più a contare quante volte ho visto la band, eppure ogni volta è come se fosse la prima…se ancora non conoscete i Gogol Bordello vi consiglio di mettere fine a questa imperdonabile lacuna, magari cominciando dal guardarvi questo estratto dal concerto di Milano dell’estate 2007:
le uniche due date italiane del “Tombola Tour” di manu chao
il 30° anniversario dell’etichetta factory records con il dj set di peter hook
l’apertura della campagna nazionale per il 60° anniversario della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani
Sabato 26 luglio:
Manu Chao – Marracash – Bluvertigo – Tonino Carotone – Ex Otago e tanti altri…
Domenica 27 luglio:
Manu Chao – Emir Kusturica – Sud Sound System – The Puppini Sisters
Bugo – Le Luci della Centrale Elettrica – Peter Hook e tanti altri…
È ai nastri di partenza la decima edizione di goa – boa festival (a Genova domani e domenica) che dopo le due tappe di avvicinamento (del 12 luglio con i Linea 77 e il Teatro degli Orrori e del 15 luglio con Shaggy) arriva al clou del suo calendario con una due giorni di grande musica (a prezzo popolare) con Manu Chao quale ospite di punta.
Il festival si snoderà su tre palchi circondati dal mare in centro città (collegati tra loro attraverso un battello): il main stage alla Nuova Darsena della Fiera di Genova, il palco 2 alla Nuova Darsena della Fiera di Genova e il palco Arena del Mare al Porto Antico di Genova.
Si parte domani, sabato 26 luglio, sul main stage alla Nuova Darsena della Fiera di Genova a partire dalle ore 20.00 con: il duo rap napoletano dei Co’Sang, l’astro nascente dell’hip hop italiano Marracash, il gruppo italo scozzese neo rockabilly dei The Hormonauts, Magnifico & Turbolenza, Tonino Carotone e a chiudere la serata a mezzanotte il concerto di Manu Chao. Contemporaneamente sul palco 2 della Nuova Darsena alle ore 19.00 entreranno in scena il reggae di Radicicaballanu, il dj set hip hop dei Dj Kamo & Ftc, il dj set de La Valigetta con una cover di brani dance anni 90, i genovesi EX Otago, Autokrats e il dj set house elettro di Club Pogo. Il palco Arena del Mare all’interno del Porto Antico ospiterà (inizio ore 20.00) la band post rock dei genovesi Hermitage e la reunion dei Bluvertigo.
La seconda giornata del goa – boa festival 2008 continua domenica 27 luglio sul main stage alla Nuova Darsena della Fiera di Genova (inizio ore 19.00) con il gruppo deadabilly rock `n’ roll dei fetish Calaveras, la band italo argentina folk dei Los aparecidos, il regista serbo Emir Kusturica & the smoking orchestra, il collettivo salentino dei sud sound system e il secondo appuntamento con manu chao e tonino carotone.
Sempre alla Nuova Darsena ma sul palco 2 a partire dalle ore 19.00 i dj set di dj Scout e dj Ultravixen, il duo acustico femminile delle Mange tout e per finire il trio femminile italo inglese the puppini sisters, professioniste del canto a cappella nel puro stile anni ’40. Si alterneranno invece sul Palco allestito all’ Arena del Mare (a partire dalle ore 21.00) il duo Spleenveil (autori di un trip-hop sperimentale), the Banshee (formazione post punk con aperture all’elettronica), Bugo, Le Luci della Centrale Elettrica (rivelazione dell’estate 2008) e il bassista peter Hook, ex Joy Division.
Martedì 23 Luglio, sarà una serata indimenticabile, WHITESNAKE e EUROPE si esibiranno in un memorabile show da co-headliner. Si tratterà di un evento unico, non solo sarà l’unica data italiana del package in questione, ma anche l’unica data europea! In nessun altro paese europeo infatti WHITESNAKE e EUROPE si esibiranno sullo stesso palco.
LIVE
PRESENTA
EUROPE
WHITESNAKE
megashow italiano insieme
+ Tigertailz
@
via Camerini 1
35016
Piazzola sul Brenta (Pd)
prevendita su www.ticketone.it e rete collegata.
Prezzo del biglietto € 45,00 + diritti di prevendita
EUROPE
Gli Europe sono una band svedese che nasce nel 1978. Il loro cantante è Joey Tempest, che si unisce al gruppo all’età di soli quattordici anni. Inizialmente il nome della band era Force e nel 1982 prendono parte ad un concorso svedese per talenti emergenti, il “Rock SM”. Cambiano il loro nome in Europe e arriva anche la vittoria al concorso: miglior gruppo, miglior cantante e miglior chitarrista. Il premio è la possibilità di registrare un album per l’etichetta del produttore Thomas Erdtmann, la Hot. Sarà l’ottimo omonimo debutto del gruppo che avviene nel 1983. Ci sarà poi la pubblicazione dell’album “Wings Of Tomorrow”, ma è nel 1986 che gli Europe si consacrano come rock-star a livello mondiale con l’album “The Final Countdown” che vende circa 7 milioni di copie e raggiunge le vette delle classifiche in ben 27 paesi. Nel 2004 infine, dopo oltre un decennio di silenzio, gli Europe sono tornati con l’album “Start From the Dark”.Il nuovo album che vedrà la luce a inizio 2009, ma gli Europe saranno impegnati in una serie di show europei la prossima estate e questo con il combo di David Coverdale è uno dei più prestigiosi dell’intero tour, chi ha avuto modo di ammirarli nei loro tour italiani di supporto a “Secret Society” e “Start From The Dark” non potrà far altro che ammettere che siamo di fronte ad un live-act micidiale. Si preannuncia una scaletta piena zeppa di grandi classici, “The Final Countdown” su tutte.
Le loro influenze spaziano dal rock al reggae, passando dallo swing al rockabilly fino ad arrivare al jazz, definirli ska-core è riduttivo: i Mad Caddies sono semplicemente una delle più sorprendenti realtà musicali degli ultimi anni!
www.madcaddies.com www.myspace.com/mad_caddies
5 luglio @ Rock Planet – Pianarella di Cervia
6 luglio 2008 @ Eastpack Etnika Rock Festival – Ceccano
Provenienti dalla costa centrale della California, i Mad Caddies nascono nell’estate del 1995, stanchi della solita vita: sole, spiaggia e surf questi liceali decidono di focalizzarsi sulla musica. Nel 1996, dopo un solo anno di vita, firmano per la Honest Don’s Records, con cui rilasciano l’album di debutto “Quality Soft Core”, il loro talento colpisce immancabilmente Fat Mike che non perde tempo ad ingaggiarli nella Fat Wreck Chords.
Grazie alla nuova etichetta la band sforna quattro album, tra cui “Duck and Cover”, lo straordinario “Just One More” e l’ultimo “Keep It Going”, tutti album di ottima qualità, che mostrano la costante crescita artistica della band. Partiti da forti influenze skate-punk tipicamente californiane, la band ha costantemente ampliato i propri orizzonti, creando questa esplosiva miscela di influenze che è diventata il loro marchio di fabbrica.
Tributo alle Regine della Musica – Dal 7 al 23 luglio a Savona
LUNEDÃŒ 7 LUGLIO PRENDE IL VIA L’8° EDIZIONE
con SHERYL CROW
Prenderà il via lunedì 7 luglio con il concerto di Sheryl Crow l’8 edizione di JUST LIKE A WOMAN, , il più importante festival musicale italiano nato per valorizzare talento, creatività ed espressioni artistiche al femminile (Complesso Monumentale Priamar, inizio ore 21.30 – Ingresso: 38,00 euro+ dir. prev.).
Durante questa tappa italiana Sheryl presenterà diversi brani del suo nuovo, recente disco, “Detours” come “God Bless this Mess”, “Babylon”, “Love is Free” e “Gasoline” oltre a classici di inizio carriera come “Run Baby Run” e cover di classici del passato come “The First cut is the deepest” (scritta e portata al successo negli ani 60 da Cat Stevens). “Detours” è uno dei migliori album della carriera di Sheryl Crow in cui affronta coraggiosamente il tema della malattia, della sua love story impossibile interrotta a un passo dal matrimonio e anche della situazione politica dell’America di oggi. “Ci hanno mentito per sette anni” – dice la Crow a proposito dell’amministrazione Bush – “Con le nostre tasse abbiamo finanziato dei bugiardi. Abbiamo combattuto una guerra che non avrebbe mai dovuto combattersi e adesso siamo in una crisi sempre più profonda. George Bush è una marionetta circondato da gente cattiva e ambiziosa. Credo davvero che, se lui lo sappia o meno, sia stato usato da costoro”.
Il concerto fa parte di un tour iniziato lo scorso aprile negli States, proseguito in Europa nei mesi di giugno e luglio e che terminerà solo ad ottobre dopo un’altra lunga serie di show negli Stati Uniti e infine in Canada. I prossimi appuntamenti comprendono anche un tour in Australia insieme a John Mellencamp, una decina di date che termineranno il 7 dicembre in Nuova Zelanda. Mica male per una donna di 46 anni scampata da un tumore al seno e mamma – seppur adottiva – di un bimbo. Ma al rock’n'roll non si comanda. E ancora: per una che ha avuto più che un piccolo interesse nel mondo dello sport (la sua love story con il ciclista campione del mondo Lance Armstrong fece il giro del mondo tre anni fa) Sheryl dimostra di essere equamente divisa fra rock e sport appunto: si esibisce il 18 ottobre a un evento benefico di cui saranno presentatori il tennista Andre Agassi e Stefanie Graf. La Crow è una donna forte e l’ha dimostrato in più di una occasione: “Quando la mia storia d’amore con Armstrong finì” ha detto recentemente la cantautrice “mi fu diagnosticato un cancro al seno. Sembrava che tutto stesse precipitando sempre più in basso, nonc’era fine alle cose brutte. L’unica opzione che avevo era di cercare di farcela. Quando ero distesa sul lettino per le radiazioni il mio solo pensiero era: sono l’unica persona che possa prendersi cura di se stessa. Ed è quello che ho fatto”.
Grazie alla direzione artistica del critico musicale Ezio Guaitamacchi e a quella organizzativa di Massimo Sabatino, anche quest’anno il cartellone di JUST LIKE A WOMAN presenta un cast ricco di importanti nomi del panorama internazionale. Oltre a Sheryl Crow il Just Like a Woman ospiterà l’”Usignolo di Israele” di origine yemenita NOA (17 luglio) e l’argentina MERCEDES SOSA (23 Luglio), vera leggenda vivente, icona musicale e culturale del Sud America.
Alle grandi artiste femminili si affiancheranno le voci emergenti delle finaliste del Premio Janis Joplin, il concorso per voci femminili la cui vincitrice verrà decretata sul palco del Festival durante laserata finale del 20 luglio. Special guest della serata la cantautrice CRISTINA DONÀ. Madrina di questa edizione sarà l’attrice Amanda Sandrelli che si esibirà come voce recitante il 18 luglio nello spettacolo “Storie di Tango e di Passioni”.
Come ogni edizione, JUST LIKE A WOMAN conferma la sua attenzione alle attività umanitarie sostenendo il progetto “Savona per le donne del Congo. Malawki Development”. E’ un progetto particolarmente legato a Savona, in quanto nato e attivato da varie associazioni savonesi di cui è capofila la Provincia di Savona. Proprio per questa sua forte identità con il territorio in cui si svolge il Festival, “JLW” ha deciso di appoggiarlo.
La star preferita dai tabloid inglesi, Amy Winehouse, famosa sia per la sua hit “Rehab“, sia per la sua dipendenza da alcool e droga e per la sua vita più che movimentata ha dato un altro motivo ai giornali di tutto il mondo per rivolgere la propria attenzione alla sua figura: nel pomeriggio di ieri è stata portata in ospedale dopo essere svenuta a casa sua. La tormentata popstar è stata portata in ospedale dal padre Mitch; Amy stava passando il pomeriggio nella sua casa di Camden nella zona Nord di Londra, stava discutendo di affari col suo management.
Dopo essere uscita qualche minuto per firmare autografi ai fans, la star è svenuta mentre tornava in casa. Attualmente sta facendo dei test in un ospedale in centro a Londra per cercare di stabilire la causa dell’episodio. I dottori hanno voluto tenerla in ospedale in osservazione per la notte, e una dichiarazione rilasciata dal suo management dice: “Amy era a casa nel pomeriggio quando ha perso i sensi; fortunatamente l’assistente del suo manger era presente e le ha evitato una caduta. E’ stata ricoverata velocemente e suo padre Mitch l’ha portata in ospedale per precauzione. I dottori ancora non sono sicuri sulla causa dell’incidente e Amy sta tuttora facendo dei test a riguardo, capiremo magari nella giornata di domani (oggi)”.
Continua quindi la saga dell’ultima stella del pop, che dopo Pete Doherty sembra attirare l’attenzione della stampa sia per le sue ottime doti vocali, sia per la sua vita totalmente sregolata…Ultimamente sembra che Amy sia stata ingaggiata per scrivere la colonna sonora del nuovo film di James Bond, Quantum a patto che non faccia uso di sostanze stupefacenti. Chissà se ci riuscirà.
Vi lasciamo con un filmato in cui la nostra eroina deturpa una delle canzoni storiche dello ska giamaicano: “A message to you Rudy“, degli Specials:
Finalmente svelata la band che aprirà l’unica data italiana dei riformati Rage Against The Machine sabato 14 Giugno a Modena: si tratta di una delle band di punta del panorama metal italiano: i LINEA77.
Per chi non lo sapesse, i Linea77 si formarono proprio come band di cover della band di Zack DeLa Rocha e soci, possiamo quindi solo immaginare la soddisfazione della band italiana noostante tutti questi anni di concerti importanti e tour all’estero, ad aprire il concerto della band che li ha spinti a prendere in mano gli sturmenti. Divenuti famosi prima all’estero grazie all’etichetta Earache Records, poi di riflesso in Italia, i Linea77 dopo aver acquisito un bagaglio di esperienze che li fa entrare di diritto tra i Big della musica, sono attualmente in tour per promuovere il loro nuovo album Horror Vacui, che ricordiamo ha fatto scalpore per la presenza in un pezzo di un duetto con Tiziano Ferro.
Il tour della band li porterà oltre che allo Stadio Braglia di Modena il 14 Giugno 2008 anche nei seguenti posti:
05|06|2008 COLLEGNO (TO) @ COLONIA SONORA
07|06|2008 EMPOLI @ STADIO – Opening Act: DUFRESNE
13|06|2008 CUNEO @ NUVOLARI
14|06|2008 MODENA @ STADIO BRAGLIA (opening act dei Rage Againt The Machine)
20|06|2008 MESTRE (VE) @ HEINEKEN JAMMIN FESTIVAL
27|06|2008 TOLENTINO (MC) @ MUSICA AL CASTELLO – Opening Act: ARSENICO
28|06|2008 MILANO @ GRATOSOUL FESTIVAL
16|07|2008 LIVORNO @ ITALIA WAVE
18|07|2008 LANGHIRANO (PR) @ SUMMER FESTIVAL – Opening Act: ARSENICO
19|07|2008 MARCON (VE) @ MARCON FESTIVAL
25|07|2008 SORDEVOLO (BI) @ LIBRA FESTIVAL – Opening Act: ARSENICO
11|08|2008 BANARI (SS) @ (TBA)
12|08|2008 LA CALETTA (NU) @ KALAROCK
27|08|2008 BRESCIA @ RADIO ONDA D’URTO – Opening Act: DUFRESNE
28|08|2008 TRESCORE (BG) @ FESTA DELLA BIRRA – Opening Act: DUFRESNE
29|08|2008 REGGIO EMILIA @ CAMPO VOLO – Opening Act: DUFRESNE
03|09|2008 CASERTA @ CASERTA ROCK FESTIVAL
20|09|2008 BOLOGNA @ FESTA DE L’UNITA’ – Opening Act: DUFRESNE
Quest’anno sembra che l’elettronica la farà da padrone nelle cronache musicali di tutto il mondo. Dopo avervi allertati sulla prossima esplosione dei Pendulum, arriva la notizia che molti elettro-fans in giro per il mondo stavano aspettando: il duo francese di produttori, autori della hit Around the World è tornata in studio per lavorare su quello che sarà l’ottavo album della “band”.
L’album è attualmente senza nome.
I Daft Punk sono famosi per l’uso di componenti visive abbinate alle loro canzoni: alcuni dei video musicali ad esse legati sono stati diretti da registi di culto fra cui Spike Jonze e Michel Gondry. L’intero album Discovery inoltre ha fatto da colonna sonora al film d’animazione Interstella 5555, co-prodotto dal gruppo con Leiji Matsumoto papà del celebre Capitan Harlock, protagonista dell’omonimo cartone animato giapponese del 1978.
Restate sintonizzati per ulteriori info sull’uscita dell’album che, già lo sappiamo, polverizzerà le classifiche di tutto il mondo.