Saranno i losangelini FLOGGING MOLLY gli Headliner dell’ EASTPAK ANTIDOTE TOUR di questo anno, in un bill che li vede dividere il palco con STREET DOGS, TIME AGAIN e SKINDRED. Sull’onda del successo della precedente data milanese (sfiorato il sold out, in una notte memorabile) le date previste in Italia saranno ben due
26 Novembre a Milano, Rolling Stone
27 Novembre a Bologna, Estragon
La conferma arriva al culmine di una stagione estremamente positiva per la band: mentre l’irish-folk-punk del loro ultimo lavoro in studio “Float” dilaga nel mondo con oltre 300.000 copie vendute in sei mesi, la band ha da poco terminato un arena tour in Germania con i Foo Fighters.
Dopo un’estate trionfale che li ha portati a esibirsi anche sul main stage dello Sziget Festival, e dopo aver fatto impazzire il Transilvania Live a Maggio di quest’anno, tornano per dare la possibilità a chi se li è persi (come me) di vederli e di spiaccicarsi sotto il palco ballando come dei pazzi il loro folk-irish-punk.
Nel frattempo dilettatevi con questo videogioco ispirato al loro ultimo lavoro:
12-13-14 SETTEMBRE, MILANO
IN CONCERTO 35 BAND DA 14 PAESI DIVERSI
I suoni dell’Europa attraversano Milano
Dal 12 al 14 Settembre varie “case” della musica milanese apriranno le porte a LiveAcross, una vetrina europea di giovani talenti, che riconduce al modello di festival come l’olandese Eurosonic, un appuntamento annuale con le novità più interessanti e le nuove tendenze del panorama musicale europeo. Il programma di LiveAcross, che fa parte di MUSIC ACROSS, ampio progetto promosso dalla Regione Lombardia, è curato da Barley Arts, membro di Yourope, il network dei festival europei, e si avvale della collaborazione con ETEP, il programma di scambio internazionale di nuovi talenti.
LiveAcross farà tappa al Rolling Stone, ai Magazzini Generali, alla Casa 139 e alla Salumeria della Musica presentando diversi generi musicali ogni sera. In 3 giorni si esibiranno 35 artisti provenienti da 14 paesi diversi, passando dal pop-rock allo ska/reggae, dalla techno all’heavy metal, dal country-folk all’elettronica sperimentale, dal songwrinting cantautorale all’alternative rock di nuova generazione. Nella vastissima scelta musicale, da citare sono i Rock’n’Roll (nella foto in alto), una “new sensation” d’Oltralpe sulla scia degli Strokes; The Niro, giovane cantautore italiano che genera meritatamente accostamenti al mondo artistico di Tim e Jeff Buckley o di Elliot Smith; i Bang Gang con le loro melodie dal vago sapore psichedelico; l’indiscutibile presenza scenica di Phoebe Killdeer, già voce dei Nouvelle Vague, ora con The Short Straws; il rock di stampo scandinavo di The Haunted e Mustasch.
L’acquisto di un unico biglietto giornaliero darà l’accesso a tutti gli eventi proposti da LiveAcross nei diversi locali, fino ad esaurimento posti. A supporto del pubblico che vorrà vivere pienamente la tre giorni di musica che attraversa la città di Milano, ogni sera dalle 21.00 alle 23.30 ATM mette a disposizione un servizio navetta gratuito di collegamento fra i 4 club.
E nei giorni successivi il LiveAcross, i momenti migliori delle tre serate saranno visibili sul sito www.tuttaunaltramusica.com, mediapartner della rassegna, insieme a All Music e Rolling Stone.
Ingresso per un giorno: 10 euro
Biglietti disponibili in prevendita su www.ticketone.it e dal 12 settembre alla cassa dei singoli club.
1992, Vancouver, Canada. Paul McKenzie, si trova per caso in mezzo a due stanze: da una proviene un pezzo di Andy Stewart e dall’altra i volgarissimi Sex Pistols. Forse solo un fortuito incontro o forse destino, ma è proprio questo che ha fatto nascere nella mente di Paul la geniale idea di The Real McKenzies.
Comunque sia andata realmente, il risultato rimane invariato, McKenzies, che cercava qualcosa di nuovo, un sound innovativo dopo lo scioglimento della sua precedente band TT Racerer, rimane folgorato dall’idea di mischiare il punk alle canzoni popolari scozzesi. Da quel momento Paul decide di rispolverare il vecchio kilt del nonno e le calzettone Tartan, e così abbigliato devastare il palco a suon di cover punk rock di canzoni tradizionali. Uno dei primi pezzi che suonano è I Wanna Be Your Scot, al posto di I Wanna Be Your Dog degli Stooges.. come dire, il loro obiettivo è semplicemente divertirsi e far casino!
Dal Kilt alla cornamusa il passo è breve: su suggerimento di alcuni fans la band introduce per la prima volta questo sottovalutato strumento nei loro set, da quel momento la cornamusa viene completamente rivalutata: uno strumento che al pari di chitarra elettrica o batteria, dà una marcia in più alla band. Ad un loro concerto qualcuno azzarda: avete i kilt, dovete assolutamente avere anche una cornamusa!
Una vera rivoluzione musicale, che però non viene però apprezzata da tutti: i più conservatori si sentono offesi da questa band che mischia tradizione e musica rock altamente ribelle, e li accusano di non rispettare la storia della musica.
Ma The Real McKenzies sanno quello che fanno: la musica è divertimento, non conta se viene fatta battendo il ritmo su un tamburo di pelle di mucca o se fatta con sofisticati mixer e computer, anzi, l’importante è ciò che si vive ad un concerto o ascoltando un disco: la tecnica può essere perfetta, le melodie pure, ma se manca il divertimento e il coinvolgimento del pubblico tutto perde il senso.
Ed è proprio questo che dicono i fans di McKenzies: meglio andare ad un loro concerto, bere una birra in compagnia e divertirsi cantando canzoni delle proprie band preferite, che ascoltare un concerto tecnicamente perfetto ma che lascia il pubblico immobile e indifferente.
Questa è solo una piccola battaglia per The Real Mckenzies, ma che mostra al mondo intero quali sono i loro obiettivi, e i fans del rock non possono fare altro che apprezzare!
Nel luglio 2008, a distanza di tre anni da “10’000 Shots”, è uscito l’ultimo album della band “Off the Leash” (Fat Wreck Chords), che non solo mostra come la band sia maturata sotto ogni punto di vista, ma che a dispetto delle altre punk folk band famose oggi, The Real McKenzies fanno musica con il cuore, per i fans prima che per loro stessi.
I Gogol Bordello, bizzarra band dallo strano nome (Gogol Bordello si riferisce allo scrittore ucraino Nikolai Gogol ed al bordello connesso alle sue scritture volgari ed a sfondo erotico) si formano nel lontano 1993 a New York, ma più della metà dei componenti provengono dall’Europa dell’Est. I Gogol Bordello nella loro musica esuberante mescolano reggae, punk, hip-hop e musica popolare ucraina.Il loro suono è molto energetico e veloce, e le performance dal vivo sono rese spettacolari dalle coreografie, dalle due percussioniste, da visoni circensi e soprattutto dall’estro del cantante Eugene Hutz.
Qualcosa non è andato come doveva andare già prima che tutto iniziasse: apertura cancelli, e concerti delle prime due band sono stati spostati, addirittura le due band di apertura non hanno suonato (almeno non sul palco principale); la voce che circolava era che mancando le forze dell’ordine non si potevano aprire i cancelli, l’apertura dei cancelli è avvenuta quindi due ore dopo l’orario comunicato sballando un po’ il programma del festival.
La prima band ad esibirsi è stata la band di Emir Kusturica, ottimo regista di film come “Gatto nero gatto bianco” e “Underground”…Emir alla chitarra e la sua “No Smoking Orchestra” hanno scaldato a dovere un pubblico stancato dall’attesa e pronto a scatenarsi. A parte la hit di parecchi anni fa “Kalashnikov” (che non hanno proposto) non conoscevo niente, ma ho avuto modo di apprezzare ampiamente il loro folk molto rockeggiante, a tratti punk, a tratti ska, che anni fa Emir Kusturica stesso definì col nome di “Unza Unza”.
Dopo di loro salgono sul palco i Sud Sound System, e nei 45 minuti a loro disposizione trasformano la splendida cornice del porto di Genova in un’assolata spiaggia salentina, col sound solare del loro reggae, e in un’infernale dancehall nei pezzi più roots e ragamuffin. Ovviamente in chiusura ripropongono le loro hit “Sciamu a ballare” e “Le radici ca tieni” scatenando anche chi era rimasto fermo durante il resto del loro set. Manu Chao l’avevo già visto nel tour de “La Radiolina” allo scorso Sziget Festival, e mi era piaciuto molto, ma c’è un piccolo “ma”. “Radio Bemba Sound System” è uno dei miei live album preferiti di sempre…e non riesco a vedere Manu Chao live senza sperare che ri-tiri fuori King of the Bongo, King Kong Five, Malavida e anche Pinocchio (Viaggio in groppa al tonno)…pezzi che ovviamente non ha eseguito live questa volta…d’altronde non siamo più nel 2005, ed è evidente che il buon Manu oggi voglia staccarsi un po’ dal mito dei Mano Negra, infatti le tre canzoni che suona della sua ex band sono tutte tratte dall’ultimo album “Casa Babylon”, da molti considerato il primo album solista di Manu Chao (anche se uscito ancora a nome Mano Negra).
La prima parte del concerto è stata dedicata all’ultimo album, “La Radiolina” con un paio di pezzi proposti in apertura (Panik panik, El hoyo), qualcuno a metà (A cosa) e in chiusura della prima parte il singolo Rainin’ in paradize. Il resto è stato un viaggio avanti e indietro nella sua discografia. Ma al di là della sterile cronaca, un concerto dell’ex cantante dei Mano Negra è prima di tutto SUDORE. I pezzi sono sconvolti, riarrangiati, tagliati, ricuciti e riassemblati in modo da far saltare per aria le circa 10.000 persone davanti al palco. I pezzi alternano tranquilli pezzi reggae a velocissime sfuriate punk…e con “Que pasa, que paso” e “Radio Bemba” si raggiunge il delirio totale. La parte centrale dopo un po’ diventa soporifera, troppo reggae, rumba, flamenco e virtuosismi chitarristici, forse per tranquillizzare gli animi ma sul finale si torna a fare un casino infernale con una Rainin in paradize opportunamente velocizzata e con la già citata Que pasa que paso.
Ottima serata, gran concerto, e un bentornato al festival GoaBoa, che speriamo di rivedere a questi stessi livelli anche l’anno prossimo.
(foto di Giorgia Monfredi)
Dal 30 luglio al 3 agosto a Bagnatica (Bg): Arena Sound Festival 2008, 5 serate all’insegna della buona musica.
Tra gli altri, i Tre Allegri Morti e la storica band degli Skiantos
ARENA SOUND FESTIVAL
30 luglio – 3 agosto
Bagnatica (Bg)
Area feste
Ingresso libero
Inizio concerti: ore 21
Per informazioni:
http://www.myspace.com/arenasoundfestival2008
Dal 30 luglio al 3 agosto, a Bagnatica (Bg), Arena Sound Festival 2008, 5 serate all’insegna della buona musica e del divertimento.
Si comincia mercoledì 30 con una grande band: gli Skiantos.
Il gruppo rock-demenziale, capitanato da Roberto “Freak” Antoni, sulle scene ormai da oltre 30 anni, divertirà il pubblico con il repertorio di canzoni e gag che li accompagna dall’inizio della carriera sui palchi di tutta Italia.
Giovedì 31 sarà la volta di un altro gruppo storico del rock italiano: i Tre Allegri Ragazzi Morti.
Il trio di Pordenone, capitanato dal fumettista Davide Toffolo, è una delle band più apprezzate nella scena indie italiana, con alle spalle oltre 10 anni di carriera e oltre mille concerti in giro per lo stivale. Apriranno la serata i Silent Void.
Venerdì 1 agosto, spazio al folk metal tutto bergamasco dei Folkstone, band che ha recentemente pubblicato il suo album omonimo e che verrà presentato qui a Bagnatica.
Sabato 2 invece serata dedicata all tribute band. Inizialmente suonerà la B.M.B. , che riproporrà i migliori successi di Bon Jovi,a seguire Mr.Feddback, tribute band dei mitici Led Zeppelin.
Domenica 3 agosto, la rassegna si chiuderà con il concerto di Bepi & The Prismas, la band “Made in Berghem”, che proporrà tutti i migliori successi, rigorosamente in dialetto bergamasco.
le uniche due date italiane del “Tombola Tour” di manu chao
il 30° anniversario dell’etichetta factory records con il dj set di peter hook
l’apertura della campagna nazionale per il 60° anniversario della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani
Sabato 26 luglio:
Manu Chao – Marracash – Bluvertigo – Tonino Carotone – Ex Otago e tanti altri…
Domenica 27 luglio:
Manu Chao – Emir Kusturica – Sud Sound System – The Puppini Sisters
Bugo – Le Luci della Centrale Elettrica – Peter Hook e tanti altri…
È ai nastri di partenza la decima edizione di goa – boa festival (a Genova domani e domenica) che dopo le due tappe di avvicinamento (del 12 luglio con i Linea 77 e il Teatro degli Orrori e del 15 luglio con Shaggy) arriva al clou del suo calendario con una due giorni di grande musica (a prezzo popolare) con Manu Chao quale ospite di punta.
Il festival si snoderà su tre palchi circondati dal mare in centro città (collegati tra loro attraverso un battello): il main stage alla Nuova Darsena della Fiera di Genova, il palco 2 alla Nuova Darsena della Fiera di Genova e il palco Arena del Mare al Porto Antico di Genova.
Si parte domani, sabato 26 luglio, sul main stage alla Nuova Darsena della Fiera di Genova a partire dalle ore 20.00 con: il duo rap napoletano dei Co’Sang, l’astro nascente dell’hip hop italiano Marracash, il gruppo italo scozzese neo rockabilly dei The Hormonauts, Magnifico & Turbolenza, Tonino Carotone e a chiudere la serata a mezzanotte il concerto di Manu Chao. Contemporaneamente sul palco 2 della Nuova Darsena alle ore 19.00 entreranno in scena il reggae di Radicicaballanu, il dj set hip hop dei Dj Kamo & Ftc, il dj set de La Valigetta con una cover di brani dance anni 90, i genovesi EX Otago, Autokrats e il dj set house elettro di Club Pogo. Il palco Arena del Mare all’interno del Porto Antico ospiterà (inizio ore 20.00) la band post rock dei genovesi Hermitage e la reunion dei Bluvertigo.
La seconda giornata del goa – boa festival 2008 continua domenica 27 luglio sul main stage alla Nuova Darsena della Fiera di Genova (inizio ore 19.00) con il gruppo deadabilly rock `n’ roll dei fetish Calaveras, la band italo argentina folk dei Los aparecidos, il regista serbo Emir Kusturica & the smoking orchestra, il collettivo salentino dei sud sound system e il secondo appuntamento con manu chao e tonino carotone.
Sempre alla Nuova Darsena ma sul palco 2 a partire dalle ore 19.00 i dj set di dj Scout e dj Ultravixen, il duo acustico femminile delle Mange tout e per finire il trio femminile italo inglese the puppini sisters, professioniste del canto a cappella nel puro stile anni ’40. Si alterneranno invece sul Palco allestito all’ Arena del Mare (a partire dalle ore 21.00) il duo Spleenveil (autori di un trip-hop sperimentale), the Banshee (formazione post punk con aperture all’elettronica), Bugo, Le Luci della Centrale Elettrica (rivelazione dell’estate 2008) e il bassista peter Hook, ex Joy Division.
MERCOLEDI’ 25 GIUGNO 2008 – MILANO, STADIO DI SANSIRO
INIZIO ANTICIPATO ALLE 20.30 PER IL CONCERTO, SOLD OUT DA MESI
Stadio di San Siro esaurito per il concerto di Bruce Springsteen and the E Street Band, mercoledì 25 giugno prossimo. E l’inizio dello show è anticipato alle 20.30, sebbene sui biglietti venduti ormai da parecchi mesi sia indicato alle ore 21.00. Il cambiamento si è reso necessario per conciliare la durata del live del Boss, prossima alle 3 ore, con l’imposizione di terminare entro le 23.30 in punto, ribadita da un’ordinanza recentemente diffusa dal Comune di Milano.
Questo concerto sarà per Bruce Sringsteen non solo il terzo a San Siro, ma anche il ventesimo consecutivo con la Barley Arts di Claudio Trotta, promoter dell’artista in Italia dal 1999, quando Bruce riunì la E Street Band per la prima volta dopo vari anni e si esibì a Bologna e a Milano dal 17 al 20 Aprile in 3 concerti entusiasmanti. Trotta cominciò ad organizzare le tournee di Springsteen successivamente alla scomparsa di Franco Mamone, indimenticabile promoter che a partire dai primi anni ’70 diede inizio alla storia dei grandi concerti internazionali nel nostro Paese, fra i quali anche quelli dello stesso Springsteen: fu proprio Mamone ad organizzare il primo concerto di Bruce Springsteen and the E Street Band a San Siro il 21 Giugno 1985.
Dei 20 concerti in 9 anni con Barley Arts, Bruce Springsteen ne ha tenuti 9 con la fida E Street Band, 3 da solista per il tour acustico Devils & Dust del 2005, 8 con la Seeger Sessions Band per il progetto folk in tributo a Pete Seeger, portato a compimento nel 2006: una varietà che la dice lunga sulla grandezza dell’artista.
Nella cornice di Piazza San Marco a Venezia, il 22 Luglio si terrà l’evento benefico più importante dell’estate, organizzato e prodotto da Barley Arts. A sostegno di Emergency si esibiranno due cantautori del calibro di Joan Baez e Vinicio Capossela, preceduti dal polistrumentista australiano Xavier Rudd.
Non è certamente una sorpresa vedere la folksinger americana Joan Baez impegnata in cause sociali e politiche, nelle quali si è distinta fin dagli anni ’60. Vederla però condividere il palco con Vinicio Capossela, uno degli artisti italiani più originali in circolazione, è invece un evento unico nel suo genere. Accanto a loro uno dei talenti australiani di maggior spicco degli ultimi anni, Xavier Rudd, ferreo sostenitore della non-violenza e delle cause a tutela dei popoli aborigeni. La voce di Xavier, unita alla sua maestria nel suonare diversi strumenti da lui stesso costruiti, tra cui chitarra, percussioni e didgeridoo, non mancherà di stupire piacevolmente coloro che ancora non lo conoscono, e sarà un’ottima apertura di serata prima di lasciare il palco agli altri due protagonisti dell’evento.
Vinicio Capossela, forte della sua creatività, proporrà le sonorità folkloristiche che lo caratterizzano, capaci di raccontare il sentire e le radici dei popoli, di qualunque provenienza essi siano, così come Joan Baez riporterà l’eco delle lotte pacifiste e per la difesa dei diritti umani nelle sue note folk e acustiche. Ad accompagnare la Baez ci sarà la band con cui ha suonato anche nella tournee appena conclusa negli Stati Uniti, ovvero Erik Della Penna alla chitarra, Dean Sharenow alla batteria e alle percussioni, Michael Duclos al basso. Capossela, che quest’estate sarà protagonista di pochissimi e selezionati appuntamenti live fra i quali questo a Venezia, sarà affiancato da Vincenzo Vasi al theremin e percussioni, Alessandro Stefana alla chitarra, Zeno De Rossi alla batteria e Glauco Zuppiroli al contrabbasso.
E’ nato come un piccolo festival di gruppetti locali di Budapest, si teneva sull’isola di Obuda, proprio a Budapest, e nel giro di una diecina d’anni si è trasformato nella Woodstock europea.
Ogni estate, a metà Agosto, per una settimana centinaia di migliaia di persone si riuniscono su quest’isola non lontana dal centro di Budapest e vivono una settimana da sogno, lontani dalle preoccupazioni del mondo.
7 GIORNI NO-STOP, 1000 SPETTACOLI, 60 STAGES, 70.000 CAMPEGGIATORI, 500.000 PRESENZE IN UNA SETTIMANA. La macchina organizzativa dello Sziget Festival è un orologio a precisione, nessuna sbavatura, nessun ritardo sui palchi, un solo problema tecnico l’anno scorso durante l’esibizione di Manu Chao, il primo in anni e anni, e sicuramente anche l’ultimo…questo è ciò che c’è dietro lo Sziget festival, quello che vede chi ci lavora, ma chi partecipa da semplice spettatore vede semplicemente IL PARADISO.
La parola d’ordine sull’isola è “Apertura Mentale”, e’ l’unica manifestazione in cui è possibile ascoltare: POP, ROCK, METAL, PUNK, HIP HOP, BLUES, REGGAE, AFRO, WORLD MUSIC, FOLK, ELETTRONICA, JAZZ, CLASSICA, TECHNO ed ogni altra sperimentazione sonora, ma non solo: danza, teatro, arte, stand di ristoranti da tutto il mondo, con la possibilità di mangiare cibo da pressochè qualsiasi parte del globo, e soprattutto: prezzi STRACCIATI. In Ungheria non c’è ancora l’Euro, e il cambio favorisce nettamente i cittadini europei che utilizzano l’Euro: il biglietto d’ingresso costa 120 euro, e ti da la possibilità di campeggiare all’interno dell’isola e goderti i 7 giorni di concerti, dj set, discoteche, rock clubs, e divertimenti vari senza mai mettere piede fuori dall’isola e senza pagare niente oltre a ciò che mangi, bevi o compri alle varie bancarelle di gadgets.
Chi ha provato quest’esperienza non riesce più a staccarcisi, e quest’anno il bill delle bands che suoneranno è assolutamente grandioso, come sempre negli ultimi anni daltronde; sul main stage si alterneranno gente come: ALANIS MORISSETTE (CAN)
ANTI – FLAG (USA)
BABYSHAMBLES (UK)
FLOGGING MOLLY (USA)
IRON MAIDEN (UK)
JAMIROQUAI (UK)
KAISER CHIEFS (UK)
LAUREN HARRIS (UK)
MILLENCOLIN (Sweden)
PENDULUM LIVE (A)
R.E.M. (USA)
SERJ TANKIAN (USA)
SEX PISTOLS (UK)
solo per citarne alcuni, e senza calcolare il Wan2 Stage, tendone da 3.000 persone, o il Metal Hammer stage, in cui suonano (ovviamente) solo gruppi Metal, o ancora il World Music stage e la Dance Tent.
Tutto questo per rendere la vostra settimana di Agosto (quest’anno a partire dal 12 Agosto) un’esperienza indimenticabile, fuori dal normale, e che segnerà la vostra vita in maniera indelebile.