I Finley di nuovo in tour. Italia e Europa!

Finley TourCome annunciato qualche giorno fa, i Finley parteciperanno alla decima edizione dell’Heineken Jammin Festival: sabato 16 giugno l’acclamata band italiana chiuderà la terza giornata del festival dal Second Stage, subito dopo la performance degli Aerosmith.

Ma il Parco San Giuliano di Venezia non sarà l’unica occasione di vedere i Finley dal vivo quest’estate: Pedro, Ka’, Ste e Dani saranno, infatti, in tour tra giugno, luglio e agosto, con una serie di date importanti su e giù per la penisola, ma anche all’interno di importantissimi festival rock europei.

Il tour partirà proprio dai due festival tedeschi che da sempre rappresentano il principale appuntamento con la musica rock in Europa: Rock Im Park il primo giugno, e Rock Am Ring il 3 giugno, che quest’anno, tra gli altri, vedono la partecipazione di gruppi del calibro di Korn, Good Charlotte, Linkin Park, Muse, The White Stripes, The Smashing Pumpkins e Artic Monkeys. Il 14 giugno l’avventura europea della band nostrana proseguirà alla seconda edizione del neonato, ma già acclamato, Wireless Festival di Londra: all’interno della 4 giorni di musica all’Hyde Park, nella capitale britannica, i Finley divideranno il palco con Queens Of The Stone Age, Air, Kelis, Badly Drawn Boy, Klaxons e molti altri. Infine il primo luglio i quattro si esibiranno all’interno del festival svedese Pier Pressure, che quest’anno ospita grandissimi nomi come My Chemical Romance, Avril Lavigne e Billy Talent.

Tutto questo contornato da una serie di date in Italia, nelle principali città della penisola e all’interno dei più importanti festival di casa nostra.

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Echi Grunge a Venezia: i Pearl Jam tra le star dell’Heineken Jammin’ Festival.

Pearl Jam:Live crowd viewTra le migliaia di sagome urlanti del Main Stage dell’Heniken Jammin’ Festival qualcuna avrà una camicia a quadroni legata in vita, ormai ridotta ad un irrecuperabile straccio; qualcuna avrà anche dei capelli lunghi, ansiosi di essere sventolati come se fossero una sgualcita bandiera. Saranno sagome pseudo-trasandate, arricchite da indumenti che tradiscono una falsa semplicità. Pochi sapranno che quelle camicie erano e forse ancora sono, indossate dai “redneck”, i taglialegna del boscoso Stato di Washington; saranno ben certi, invece, di indossare uno dei simboli del “grunge”, uno dei simboli, quindi, di un movimento che ha cominciato a marcare i giovani degli anni ’90 e che ancora adesso, in un millennio che non è più suo, non smette di lanciare i suoi stralci.
“Grunge” significa “sporco”, “sudicio”, perchè così si presentavano i suoi cantori ma anche in riferimento alla scarsa ricercatezza tecnica delle band, più interessate all’immediatezza dei suoni e delle parole. Il teatro è la West Coast, indimenticata fucina della controcultura degli anni ’50 e ’60, la scenografia, però è quella di Seattle, su fin quasi ai confini del Canada, a ridosso delle Montagne Rocciose. Qui, sulle ceneri della società americana degli anni ’80, della sua ipocrisia smescherata, nasce un movimento che ha il sapore della rabbia e dell’eroina, la droga più in voga allora. Riprende l’mmediatezza del punk e la durezza dell’ heavy metal, la nostalgia dell’indie-rock e la freschezza del rock anni ’70, ma anche Hendrix nei suoni distorti della chitarra; seguendo il classico schema strofa calma-ritornello potente le bands grunge gridano tematiche forti, come il male di vivere, l’inutilità di una esistenza passiva, il bisogno di ribellione. Partendo dai palchi di legno di Seattle, le sonorità grunge si insinuano negli sterei dei giovani di tutto il mondo, catturando inquiete anime giovanili, inserendole in un percorso caratterizzato non solo dallo stile musicale, ma anche da una ideologia, un modo di vivere e di porsi agli altri.
Il grunge è morto con Kurt Cobain, si dice. Forse è vero, forse un uomo può decidere le sorti di un genere, oltre che rappresentarlo meramente. E poi gli anni del “Seattle Sound” sembrano lontani, superati da suoni e socialità minimali. Fortunatamente però, non tutti i protagonisti di quel movimento hanno ceduto alle droghe: qualcuno ha ancora voglia di cantare, urlare, autocelebrarsi rifiutando allo stesso tempo l’etichetta di mito. E qualcuno ha ancora voglia di acclamare la voce calda e roca di Eddie Wedder, contorcendosi sui suoni dei suoi complici: Stone Gossard, Mike McCready alle chitarre, Matt cameron alla batteria, Jeff Ament al basso elettrico, Kenneth “Boom” Gaspar alle tastiere. Il gruppo deriva il suo nome, si dice, da una particolara marmellata (in inglese “jam”) al peyote della nonna di Eddie, Pearl.

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Heineken Jammin, 16/06/2007 terza giornata

aerosmith

Gli headliners dell’ultima serata del Heineken saranno nientepopodimenodiche gli AEREOSMITH e i SMASHING PUMKINES.

Grande attesa soprattutto per gli Smashing che potrebbero anticipare qualche brano del nuovo album Zeitgeist, in uscita a luglio.

Le altre band a esibirsi saranno:

THE USED dei quali è in uscita il loro terzo album, “Lies for the Liars” (22 maggio 2007)
JULIETTE AND THE LICKS band rock-punk guidata dalla attrice Juliette Lewis(Cape Fear, My louisiana Sky, Starsky and Hutch)

INCUBUS gruppo rock statunitense ispirato al sound red hot chili peppers-Faith no more

+ special guests e una delle 4  band vincitrici della fase finale di Heineken Jammin’ Festival Contest 2007

Heiniken Jammin, 15/06/2007 PEARL JAM e The Killers

pearl jam

L’apertura della seconda serata del Festival toccherà ai PEARL JAM che assieme a Nirvana, Soundgarden e Alice In Chains sono stati i maggiori rappresentanti del movimento di Seattle. Sono comunque l’unica band che, fra le citate, a distanza di oltre dieci anni dalla nascita del grunge, è ancora nel grande circo del rock.

LE MANI la  rock band emergente italiana del momento

THE KILLERS

LINKIN PARK   hanno hanno venduto più di 35 milioni di dischi e sono considerati gli esponenti con più successo commerciale nel genere nu-metal/alternative-metal

+ special guests e una delle 4  band vincitrici della fase finale di Heineken Jammin’ Festival Contest 2007