Intervista a Fabio Lione Live con i Vision Divine

Ieri sare si sono esibiti sul palco del Motorockas i Vision Divine, che da qualche tempo hanno riacquisito Fabio Lione, ex cantente del gruppo e frontman dei Rhapsody. Il concerto nn ha deluso le aspettative dei fan che sono accorsi a supportare la band. Il gruppo si e’ esibito nn solo in alcuni dei suoi pezzi classici ed alcune cover, ma anche in alcune della canzoni piu’ rappresentative del loro ultimo album, 9 Degrees West Of The Moon. Molte sono state le richieste di pezzi avanzate del pubblico ed i Vision divine nn hanno deluso. In particolare sono stati i pezzi del loro ultimo album ad essere i piu’ voluti. Alla fine del concerto I membri della band hanno dispensato autografi, hanno posato per delle fotografie ed hanno risposto a tutte le domande poste loro dai fan. Fabio Lione ha risposto ad alcune domande che gli sono state poste a proposito dei prossimi progetti dei Vision Divine. Ha parlato delle prossime date europee della band e di un possibile tour in Sud America che malgrado alcuni intoppi si sta’ delineando sempre di piu’. La band partecipera ad almeno 3 eventi in Repubblica Ceca, uno in Svizzera, uno a Milano e 3 in Spagna, ma potrebbero aumentare. La richiesta di concerti in Europa per i Vision Divine nn era mai stata cosi’ grande, e di questo il gruppo si e’ dimostrato soddisfatto. Non appena questo periodo sara’ terminato e sara’ definito con sicurezza quando iniziera’ il tour sud americano, ma si parla del prossimo anno, il gruppo si potra’ mettere a lavorare su alcune idee che sono ancora da sviluppare.

Intervista ai Less Than Jake


Allora, Buddy, avete un nuovo album fuori, partiamo da qui.
Si, si chiama GNV FLA, è come un nuovo inizio per noi…è come essere rinati. Con questo album tendenzialmente siamo tornati al nostro sound originale, allo ska-punk puro che facciamo da quando abbiamo iniziato…per questo parlo di rinascita!

In effetti, il vostro ultimo album “In with the Out Crowd” aveva influenze più rock, ora come dicevi siete tornati al vostro sound originale. Come mai? Come avete preso questa decisione?Beh, sai, non è stata una decisione conscia…tutto dipende un po’ da ciò che ascoltiamo, nel periodo di “In with the outcrowd” eravamo più proiettati più verso il pop che lo ska…quell’album fu un po’ sovraprodotto, le canzoni a tutt’oggi non sono male, ma in sede di post-produzione è stato rimaneggiato troppo, alleggerendone il sound e cercando di farne più un album “da classifica”. Abbiamo poi deciso di tornare al nostro vecchio sound dopo che abbiamo suonato sei concerti in una volta (l’espressione è “six shows in a row”: sei concerti di seguito tutti nello stesso posto in cui suonavano ogni sera un loro disco perintero) e abbiamo visto le reazioni della gente all’esecuzione dei diversi album.

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