Jimi Hendrix: Valleys of Neptune, l’approfondimento
Siamo nel 1995: James “Al” Hendrix e sua figlia Janie vincono la causa legale che li impegnava ormai da anni e ottengono così tutti i diritti sulla musica, il nome e l’immagine di uno dei più grandi artisti della storia del rock: Jimi Hendrix. Nasce la Experience Hendrix, ufficiale azienda di famiglia che si è fin da subito adoperata per valorizzare al massimo il patrimonio inedito del chitarrista. In realtà, gran parte di questo materiale è già stato precedentemente pubblicato, ma non ci sono dubbi: in modo assolutamente inaccettabile e irrispettoso, tanto dell’artista quanto del suo contesto storico. Infatti, i musicisti originali sono stati sostituiti con nuovi che mai nemmeno hanno conosciuto Jimi, e sono state aggiunte parti di voce e di chitarra originariamente non presenti.
Nel tentativo di riportare alla luce il vero sound del figlio, papà James e famiglia assoldano Eddie Kramer, ingegnere del suono storico di Hendrix, per eseguire un nuovo mixaggio ed assemblare tutti i loro nuovi progetti. Nascono così, entrambi nel 1997, First Rays of the New Rising Sun e South Saturn Delta.
Il primo rappresenta quello che sarebbe stato il quarto album in studio di Hendrix, per il quale sono state recuperate persino le sue indicazioni riguardo la scaletta, ma si tratta di un lavoro non completamente finito, e si sente. Se la sua morte non avesse interrotto il processo creativo, Jimi avrebbe lavorato ancora molto i 17 brani che lo compongono, e chissà se alla fine avrebbe deciso di pubblicati tutti. Discorso analogo vale per South Saturn Delta, che contiene versioni alternative di classici, insieme a rarità ed inediti. Due progetti non completamente convincenti. Successivamente, sono stati pubblicati l’ottimo cofanetto di 4 cd The Jimi Hendrix Experience, nel 2000, e Valleys of Neptune, nel 2010.
