Parte il tour mondiale di una delle band inglesi di maggior successo di sempre.
In Italia a novembre per due date:
16/11 – MILANO – MEDIOLANUM FORUM
17/11 – FIRENZE – MANDELA FORUM
I 5 componenti originali degli Spandau Ballet si sono riuniti per la prima volta dopo 20 anni, e hanno annunciato alcuni giorni fa le prime date del tour mondiale, che partirà dai palazzetti inglesi e irlandesi il prossimo ottobre.
È di oggi la comunicazione ufficiale che, nel corso del tour europeo, faranno tappa anche nel nostro paese: la storica band inglese sarà infatti il 16 novembre al Mediolanum Forum di Milano e il giorno successivo al Mandela Forum di Firenze. Tony Hadley, John Keeble, Gary Kemp, Martin Kemp e Steve Norman hanno dato l’annuncio ufficiale della loro reunion a bordo dell’HMS Belfast, la famosa nave militare inglese ormeggiata sulle rive del fiume Tamigi, teatro di un loro memorabile concerto all’inizio degli anni Ottanta.
Proprio come allora, partono il loro giro del mondo dalla HMS Belfast.
Gli Spandau proporranno in concerto i brani che li hanno resi famosi, dal Synth pop/dance dei primi singoli To Cut A Long Story Short e Chant No. 1(I Don’t Need This Pressure On), ai grandi successi mondiali True e Gold. Con 25 milioni di album venduti, 6 album multi-platino e 23 singoli hit, la loro rappresenta una delle reunion più attese degli ultimi anni.
Scoperti al Blitz Club di Soho, Londra nel 1979 nel bel mezzo di un’altra depressione economica, gli Spandau si sono formati a scuola nel nord di Londra e sono diventati una delle band più sensazionali al mondo. Da lavoratori londinesi appassionati di moda e musica, a superstar mondiali, gli Spandau Ballet hanno segnato lo stile e il sound degli anni Ottanta.
Non solo i loro album hanno venduto milioni di copie, il loro look e stile ha influenzato il mondo della moda e oltre. Hanno creato un loro stile unico, un mix di creatività, eleganza imprenditoriale e quello spirito libero della gioventù dei primi anni Ottanta in un periodo di crisi e agitazione.
Gli Spandau Ballet sono un fenomeno enorme, dal punto di vista commerciale e culturale.
THE GET UP KIDS
www.getupkids.com
Anni ’90, USA. Il punk è morto, il metal sta dormendo, un solo genere riesce a conquistare l’attenzione di audience e media, un indie rock melanconico e profondo, soprannominato emo. Da questa corrente musicale sono usciti molti gruppi oggi famosi ma una sola band ha lasciato una traccia indelebile, portando con se l’emo nella sua forma originale, The Get Up Kids.
30 agosto 2009 @ Estragon Summer Fest, Bologna
The Get Up Kids si formano nel 1996, a Kansas City, con Matthew Pryor e Jim Sputic a voce e chitarra, Robert Pope al basso e Ryan Pope alla batteria (quando il fratello di Robert rimpiazza Nathan Shay dopo pochi mesi). La band debutta nel 1996 con alcuni 7” realittati su etichette minori, tra cui Shorty su Huey Proudhon e All Stars su Doghouse Records. Questi lavori, molto acerbi e approssimativi, riescono comunque a dare una discreta fama alla band, che grazie al suo suono melanconico e rock riesce comunque a farsi un nome tra i fans di gruppi più rinomati come Braid e The Promise Ring.
Nel 1997 esceono l’EP Woodson e l’album di debutto Four Minute Mile (Doghouse Records), che riscuotono ottimi consensi sia dalla critica che dalla scena indie rock. A neanche un anno dalla loro nascita, The Get Up KIds sono sulla bocca di tutti, e molte major iniziano a corteggiare la band, che nonostante l’improvviso successo rimane ancora fedele alla Doghouse.
Nel 1998 la band è costantemente in tour con band come The Promise Ring e Jimmy Eat World, la loro è un’inesorabile scalata al successo, e ad ogni concerto ci sono decine di persone in più che cantano a memoria tutte le loro canzoni.
Il 1999 è l’anno della consacrazione, prima esce Eudora, poi, attraverso Heroes & Villains/Vagrant esce Something to Write Home About, l’album che ha reso The Get Up Kids davvero indimenticabili. L’aggiunta di James Dewees alle tastiere, le liriche intelligenti ma introspettive e viscerali unite all’energia del rock, sia indie che pop, rendono la band i nuovi paladini della scena emo pop e indie rock più melanconica.
A questo successo seguno tour con Green Day, Weezer e Hot Rod Circuit, tour che non fanno altro che incrementare la fama della band già alle stelle, ma al contempo non lasciano spazio agli studi di registrazione. Nel 2002 esce On A Wire, un album maturo, che segna la crescita personale di questi ragazzi, che si allontana dalle sonorità emo che li ha resi famosi, che evita eccessive ed inutili ripuliture, a favore di qualcosa di più grezzo forse, ma molto più sincero e diretto.
Passeranno altri due anni di interminabili tour prima che la band abbia tempo di registrare il nuovo lavoro Guilt Show, sempre uscito per la Vagrant nel 2004.
Guilt Show rappresenta forse il naturale capitolo finale della band: non sono più ragazzi ma adulti che si devono confrontare con famiglia, divorzi e una vita quotidiana fatta di problemi e conflitti, situazioni che impregnano fortemente tutto l’album, e che andranno poi a ledere l’unità della band nel tour di promozione.
Il 2 luglio 2005 la band si scioglie ufficialmente con un concerto al Uptown’s Theater di Kansas City, lasciando migliaia di fans in tutto il mondo con l’amaro in bocca, ma con sei piccoli indimenticabili capolavori che hanno segnato la storia dell’emopop e indie rock degli ultimi dieci anni.
Con l’annuncio dell’ultima band, ovvero gli opener della giornata del 13 Giugno, si chiude la line-up del Rock in Idro.
I fortunati opener sono i THE NOISE GUYS che potete scoprire sul myspace: www.myspace.com/thenoiseguys
Ecco quindi la scaletta dei due giorni:
sabato 13 giugno THE NOISE GUYS
ANDEAD
THE SUBWAYS
THE GASLIGHT ANTHEM
FLOGGING MOLLY
ALL AMERICAN REJECTS
GOGOL BORDELLO
SOCIAL DISTORTION
BABYSHAMBLES
THE POGUES
domenica 14 giugno: IDOLS ARE DEAD
YOUR HERO
ALL THAT REMAINS
PARKWAY DRIVE
GALLOWS
BRING ME THE HORIZON
LACUNA COIL
LIMP BIZKIT
FAITH NO MORE
Saranno presto comunicati gli orari.
Prevendite disponibili sui circuti abituali.
A guardare la locandina di quest’anno dello Sziget Festival sembra proprio di essere tornati a metà/fine anni ’90: Faith no More, Placebo, Offspring, Prodigy, Manic Street Preachers…
Beh sembra che siamo in pieno ’90s revival, non resta che aspettare la reunion dei Nirvana.
Ok questa era brutta.
Però è vero, l’effetto nostalgia gioca una parte predominante nel music business oggi come ieri, e si riuniscono gruppi che non ti aspetteresti proprio di rivedere, Faith no More su tutti. Detto questo diamo un’occhiata più da vicino ai nomi nuovi dello Sziget festival: vi abbiamo detto recentemente dell’aggiunta di Gwar e Brujeria, è di questi giorni l’aggiunta della popstar Lilly Allen, dei Turbonegro (autori 3 anni fa di un concerto memorabile nel tendone Wan2 proprio allo Sziget), dei già citati Faith No More e Manic Street Preachers e di un paio di altri gruppi “minori” come Life of Agony e Primal Scream. Non preoccupatevi, l’afflusso dei grossi nomi non è ancora finito, mancano un nome ENORME per il giorno 0 (l’anno scorso erano gli Iron Maiden) e mancano ancora nomi per un sacco di palchi: quello metal, quello world music, ecc… Il flusso di notizie è sempre aperto.
“ANCORA UNA NOTTE INSIEME”
Anticipato dall’omonimo brano inedito in programmazione radiofonica in questi giorni, l’8 maggio uscirà “Ancora una notte insieme”, l’ultimo (doppio) album di Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian.
Il disco segna l’uscita dal gruppo dei Pooh del batterista Stefano D’Orazio, dopo 38 anni di carriera artistica con i “Fab Four” italiani, che hanno venduto oltre 25 milioni di album e 23 milioni di singoli.
“Ancora una notte insieme” (su etichetta Atlantic/Tamata e distribuito da Warner Music Italy) non è la solita raccolta celebrativa, ma un disco con un concept e una motivazione ben precisi: nasce dalla voglia di raccogliere, per l’ultima volta tutti insieme, i brani che i Pooh hanno cantato a quattro voci e nei quali ognuno di loro ha dato una sua personale “lettura“ degli argomenti trattati… i racconti singoli, all’interno della stessa canzone, di quattro compagni di avventura che si confrontano con visioni della vita e con caratteri magari diversi tra di loro.
E questo spirito di unione e di confronto lo ritroviamo anche nella title song “Ancora una notte insieme“, un brano scritto apposta per questo momento particolare, dove i Pooh, con lo stile che li ha contraddistinti fino ad oggi, condividono e riescono a cantare l’andata via di uno di loro ancora una volta… insieme e non contro! Nel rispetto per la scelta di un amico.
“Ancora una notte insieme” è un lavoro unico e irripetibile e, nonostante i presupposti da cui nasce, lascia intendere che certe storie sono così importanti da riuscire a sopravvivere ai loro stessi interpreti, e questo i Pooh l’hanno capito.
I trenta brani che compongono il doppio cd fanno parte del mondo “parallelo” dei Pooh, il mondo più cantautorale, introspettivo e intimo che spesso non ha avuto la giusta visibilità perchè “oscurato“ dai loro grandi successi popolari.
I Pooh saranno “Ancora una notte insieme” in quello che sarà il loro ultimo tour per celebrare dal palco la loro straordinaria carriera e incontrare in concerto tutto il loro pubblico, i tanti amici ed estimatori che da sempre li seguono e li amano.
Il tour “Ancora una notte insieme” (prodotto e organizzato da Cose di Musica) debutterà il 24 luglio dalla Piazza del Duomo di Brescia e proseguirà per tutta l’estate per concludersi a settembre con i concerti di Roma (Palalottomatica 19 settembre) e Milano (Mediolanum Forum 28 settembre).
Questo è il singolo, in rotazione attualmente nelle radio italiane:
Vi lascio col testo della canzone:
THE POGUES vanno ad aggiungersi al già nutrito bill degli artisti che calcheranno il palco del Rock In Idro 2009.
La band di Shane Mac Gowan arriva al Rock In Idro 2009 dopo 25 anni di onorata carriera (l’esordio è del 1984 col singolo “Dark Streets Of London“). Già dal principio fu evidente che i Pogue Mahone, (il nome derivava da una storpiatura del termine Gaelico Pogue Mo Chone “baciami il culo”), nome iniziale della band, poi cambiato in Pogues per le polemiche scaturite, avrebbero segnato la storia del Punk.
Ed ora, eccoli in formazione originale (con il membro fondatore Shane McGowan) per questa loro esclusiva ed unica data italiana.
Ultima chicca: nella giornata del 14 Giugno è confermata anche la presenza di un peso massimo della scena metalcore mondiale: gli All That Remains.
i FAITH NO MORE saranno gli headliner della seconda serata del Rock In Idro.
Il gruppo di Mike Patton, sciolto nel 1998, ha deciso di riunirsi in questo 2009 per una serie di live ai festival europei..
Ecco l’annuncio tratto dal sito dei promoter del Rock In Idro: “Erano settimane che aspettavamo la loro conferma, e proprio quando ormai non ci speravamo più è finalmente arrivata: I Faith No More saranno co-headliner assieme ai Limp Bizkit della seconda giornata del festival domenica 14 giugno.”
Una bella sorpresa per tutti proprio nel giorno di apertura delle prevendite del Rock In Idro 2009
Ecco i prezzi: Sabato 13 ::: 35 euro + ddp __________ Domenica 14 ::: 45 euro + ddp _______ Abbonamento per due giorni ::: 70 euro + ddp
Ecco la line up ad oggi Sabato 13/06 Domenica 14/06
Babyshambles Faith No More (REUNION ed esclusiva italiana)
Social Distortion Limp Bizkit (REUNION ed esclusiva italiana)
Gogol Bordello Lacuna coi
All American Rejects Bring me the horizon
The Gaslight Anthem Gallows
The Flogging Molly …e altri
…e altri
Restiamo in ambito Pop-punk per una notizia che farà urlare di gioia milioni di ex adolescenti…se avevate tra i 15 e i 20 anni all’inizio del 2000 probabilmente siete stati fans scatenati di quei dementi dei Blink182, la pop-punk band che aveva fatto impazzire tutti con inni demenzial-adolescenziali quali “All the small things“, “what’s my age again?” e la più seria “Adam’s song“. La loro fiamma era bruciata in quattro anni: dal ’99 al ’03 avevano dato vita a tre album che avevano letteralmente segnato la gioventù di moltissimi giovani in giro per il mondo (ricordiamo però che il loro primo album risale al 1994).
Nel 2005 ci fu lo scioglimento della band, che diede il via ai vari progetti solisti dei membri della band: Angels&Airwaves per Tom DeLonge, Transplants per Travis Barker (insieme a Tim Armstrong dei Rancid), e +44 per Mark Hoppus in coppia sempre con Travis Barker.
Questo fino a tre giorni fa:
L’8 Febbraio alle 3 di notte italiane i Blink-182 sono ufficialmente tornati insieme per la gioia di tutti i fan. Mark, Tom, e Travis presenti sul palco dei Grammy award hanno annunciato a tutto il pubblico il loro ritorno insieme: « Suonavamo musica insieme e abbiamo deciso che suoneremo ancora musica insieme. I Blink 182 sono tornati.». A questa dichiarazione è poi seguita la notizia che i tre sono in studio a preparare un nuovo album e che si preparano ad un nuovo tour mondiale…probabilmente nell’estate del 2009. Restate sintonizzati per ulteriori notizie, e intanto beccatevi un paio di loro video per rinfrescarvi la memoria:
I metallari meno giovani tra voi si ricorderanno delle Girlschool la band tutta feminile formata a fine anni ’70, che visse un buon periodo di gloria grazie anche all’amicizia coi Motorhead negli anni ’80. Ve le ricordate? Bene, dopo una serie di annunciati tour poi rimandati e sperando sia la volta buona, Bologna Rock City ed Hellfire Booking sono felici di annunciare l’unica data italiana delle GIRLSCHOOL!! La female band inglese arriver a Bologna per presentare il nuovo album pieno di guests d’eccezione e per festeggiare assieme ai fan italiani i 30 anni di carriera! Un evento da non perdere!
GIRLSCHOOL (data unica italiana) + Nasty Tendency + LostInSanity (Ola)
live at
The Bologna Rock City Friday Show
Sottotetto Sound Club, Bologna
Venerd 16 gennaio 2009 inizio concerto ore 21.30
Ingresso 15 euro (in prevendita 13 euro)
Finalmente Robert Plant si è deciso, ha preso la decisione che tutti stavamo aspettando e si è ricongiunto ai suoi vecchi compagni.
Dopo lo storico concerto a Londra dell’anno scorso, che fece rivivere a 20.000 fortunati la magia dei Led Zeppelin originali (tranne che per il grande Bonzo Bonham, ovviamente) non voleva più fare tour con la band, ma essendosi reso conto che Page e soci erano comunque seriamente intenzionati a fare il tour, ha deciso che non potevano partire senza di lui. Un persona vicina alla band ha riferito al quotidiano Sun: “Quando Robert ha realizzato che il resto della band era veramente intenzionato a suonare anche senza di lui, c’ha ripensato…ha capito di non poter accettare che si esibissero senza di lui….L’umore degli altri membri è salito alle stelle appena hanno saputo della notizia!”
Restiamo quindi con gli occhi aperti, e vediamo cosa ci porterà il futuro…magari un bel concerto dei Led Zeppelin in qualche stadio italiano!