Devastator: Underground’n'roll – Recensione


Arrivano da Lucca i Devastator, trashers innamorati del rock’n'roll, partendo da una base prettamente trash con scivoloni nell’hardcore più violento, si danno una bella passata di rock’n'roll e sfornano un ottimo mix di questi tre generi. La foto che accompagna il cd è la perfetta sintesi dell’attitudine della band: un paio di medi, un crestone, una maglietta degli Ac/Dc e una dei Nabat, giusto per far risaltare un po’ di influenze punk-hardcore old style, un po’ di rock’n'roll e tanta ignoranza.
Le canzoni in cui si mischiano questi generi ovviamente sono le migliori: “Cemetery Beach”, “Satan porno dog”, “Smash metal drink beer” (il pezzo migliore dell’album), c’è anche un pezzo simil-surf-metal: “Rotten surf“, il resto è un disastro di Trash Metal, Punk anni ’80, hardcore violento e stoner.
Grazie a un lavoro chitarristico spettacolare il cd si mantiene sopra la media, anche se la band deve ancora imparare due o tre trucchi in fase di composizione dei pezzi, ad un certo punto le canzoni finiscono per assomigliarsi un po’ tutte, e verso i tre quarti del cd l’attenzione comincia ad andarsene…però devo dire un buon cd che fa ben sperare per il futuro.

BLACK BOX REVELATION in concerto al MAGNOLIA di MILANO

THE BLACK BOX REVELATION
in concerto
MERCOLEDì 29 APRILE – MILANO, CIRCOLO MAGNOLIA
Dal Belgio la vera rivelazione del rock’n’roll, The Black Box Revelation
In due sul palco per un concerto esplosivo
Se il successo di una band parte dal nome, The Black Box Revelation sono già avanti un pezzo. Il diciannovenne Jan Paternoster (voce e chitarra) e il diciassettenne Dries Von Dijck (batteria) si candidano con il loro album di debutto ‘Set your head on fire’ (uscito su etichetta PIAS nel novembre 2008) ad essere tra i volti nuovi più importanti in ambito rock nei prossimi anni. La musica sporca di blues sanguigno e di punk rock che rivive nell’energia di questi due teenagers belgi, affonda le proprie radici nelle note di Jimmy Page, Mick Jagger e altre colonne del genere.
Inevitabilmente, presentandosi come duo, sono stati accostati a The White Stripes, ma l’età e l’estrazione musicale ne hanno plasmato il sound in maniera differente, rendendoli più vicini a band come Black Rebel Motorcycle Club e The Datsuns, che loro stessi segnalano come punti di riferimento insieme a Led Zeppelin e Stooges.
Insieme dal 2006, The Black Box Revelation sono giunti da poco alla pubblicazione del primo album, lodato dalla totalità della critica specializzata che vede in loro la nuova promessa del rock & roll europeo. “I Think I Like You”, il singolo con il quale si sono fatti conoscere, ha letteralmente conquistato le radio con il suo incedere punk romantico post adolescenziale.
E anche dal vivo The Black Box Revelation sono un’esplosione di energia pura. “Per noi si è trattato di una sfida, per imparare a suonare molto bene i nostri strumenti e in quel modo particolare, cosicché sembra che non manchi proprio nulla del suono di una grande band”, dice Jan. “Nessuno può dire ‘oh ma sono solo in due’. Immagino che funzioni grazie al modo in cui suoniamo e anche grazie al fatto che ascoltiamo un sacco di musica rock storica e la uniamo alle nuove tendenze. Diventa un’attitudine spontanea, il nostro sound è uscito in modo assolutamente naturale”.
Da Bruxelles con furore, The Black Box Revelation sono impegnati nel corso del 2009 in un tour mastodontico che li porterà in tutta Europa, ma anche in un mini tour sulle coste est e ovest degli Stati Uniti. Intanto il loro sound elettrizzante è al Circolo Magnolia di Milano il 29 Aprile. “Nel mondo di oggi, la gente ha bisogno di qualcosa che le dia energia”, nota Dries. “E’ proprio quello che vogliamo darle noi”.

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