EASTPAK ETNIKA ROCK – Ceccano Frosinone

eastpak_etnika_rock_png_big_jpg_big.jpgSi rinnova l’ appuntamento con Eastpak Etnika , che torna a Ceccano per la quinta volta con un cast sempre più numeroso e grandi ospiti internazionali. I Californiani Strung Out, pionieri
dell’ Hardcore Melodico e “pezzo di storia” della scena musicale californiana, gli americani OkGo, vincitori di un Grammy e dell’ambitissimo Awards 2006 per il loro videoclip, (in esclusiva Italiana per Eastpak Etnika ), nonché gli italianissimi Roy Paci & Aretuska, Derozer e Senzabenza saranno solo alcuni dei grandi nomi che arricchiranno il cast di questa edizione, seguiti da band di grande interesse, vere protagoniste del panorama alternativo italiano, come Sun Eats Hours, The Peawees, The Gaia Corporation, De Crew, Me for Rent e tanti altri.

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Calendario concerti BlitzStudio

LiveEcco tutte le prossime date di una delle agenzie cocerti più attive in Italia. Molte di queste sono sicuramente imperdibibili a cominiciare dai nostrani Peawees o i mitici STP.

Ecco tutte le date:

BIKINI THE CAT ( )
www.bikinithecat.com
www.myspace.com/bikinithecat


Martedì 22/05 – LIVIDI ARTISCI, Trento

SICKGIRL BURLEQUE SHOW
www.sickgirl.it


Venerdì 25/05 – THUNDER ROAD, Codevilla, Pavia (w/THE LEGENDARY KID COMBO in “THE LEGENDARY SICKSHOW”)
Venerdì 15/06 – CORTE ARANCI, Marano V.no, Vicenza (w/DI MAGGIO CONNECTION)
Sabato 16/06 – SBIRRANDO, Calusco d’Adda, Bergamo (w/THE LEGENDARY KID COMBO in “THE LEGENDARY SICKSHOW”)
Venerdì 29/06 – BEKIBAY, Igea Marina, Rimini (w/DI MAGGIO CONNECTION)

HOME (brit’n’roll)
www.myspace.com/homeonmyspace

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I Finley di nuovo in tour. Italia e Europa!

Finley TourCome annunciato qualche giorno fa, i Finley parteciperanno alla decima edizione dell’Heineken Jammin Festival: sabato 16 giugno l’acclamata band italiana chiuderà la terza giornata del festival dal Second Stage, subito dopo la performance degli .

Ma il Parco San Giuliano di non sarà l’unica occasione di vedere i Finley dal vivo quest’estate: Pedro, Ka’, Ste e Dani saranno, infatti, in tour tra giugno, luglio e agosto, con una serie di date importanti su e giù per la penisola, ma anche all’interno di importantissimi festival europei.

Il tour partirà proprio dai due festival tedeschi che da sempre rappresentano il principale appuntamento con la in Europa: Im Park il primo giugno, e Am Ring il 3 giugno, che quest’anno, tra gli altri, vedono la partecipazione di gruppi del calibro di Korn, Good Charlotte, Linkin Park, Muse, The , The e Artic Monkeys. Il 14 giugno l’avventura europea della band nostrana proseguirà alla seconda edizione del neonato, ma già acclamato, Wireless Festival di Londra: all’interno della 4 giorni di all’Hyde Park, nella capitale britannica, i Finley divideranno il palco con Queens Of The Stone Age, Air, Kelis, Badly Drawn Boy, Klaxons e molti altri. Infine il primo luglio i quattro si esibiranno all’interno del festival svedese Pier Pressure, che quest’anno ospita grandissimi nomi come My Chemical Romance, Avril Lavigne e Billy Talent.

Tutto questo contornato da una serie di date in Italia, nelle principali città della penisola e all’interno dei più importanti festival di casa nostra.

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Echi Grunge a Venezia: i Pearl Jam tra le star dell’Heineken Jammin’ Festival.

Pearl Jam:Live crowd viewTra le migliaia di sagome urlanti del Main Stage dell’Heniken Jammin’ Festival qualcuna avrà una camicia a quadroni legata in vita, ormai ridotta ad un irrecuperabile straccio; qualcuna avrà anche dei capelli lunghi, ansiosi di essere sventolati come se fossero una sgualcita bandiera. Saranno sagome pseudo-trasandate, arricchite da indumenti che tradiscono una falsa semplicità. Pochi sapranno che quelle camicie erano e forse ancora sono, indossate dai “redneck”, i taglialegna del boscoso Stato di Washington; saranno ben certi, invece, di indossare uno dei simboli del “grunge”, uno dei simboli, quindi, di un movimento che ha cominciato a marcare i giovani degli anni ‘90 e che ancora adesso, in un millennio che non è più suo, non smette di lanciare i suoi stralci.
“Grunge” significa “sporco”, “sudicio”, perchè così si presentavano i suoi cantori ma anche in riferimento alla scarsa ricercatezza tecnica delle band, più interessate all’immediatezza dei suoni e delle parole. Il teatro è la West Coast, indimenticata fucina della controcultura degli anni ‘50 e ‘60, la scenografia, però è quella di Seattle, su fin quasi ai confini del Canada, a ridosso delle Montagne Rocciose. Qui, sulle ceneri della società americana degli anni ‘80, della sua ipocrisia smescherata, nasce un movimento che ha il sapore della rabbia e dell’eroina, la droga più in voga allora. Riprende l’mmediatezza del punk e la durezza dell’ heavy metal, la nostalgia dell’indie-rock e la freschezza del rock anni ‘70, ma anche Hendrix nei suoni distorti della chitarra; seguendo il classico schema strofa calma-ritornello potente le bands grunge gridano tematiche forti, come il male di vivere, l’inutilità di una esistenza passiva, il bisogno di ribellione. Partendo dai palchi di legno di Seattle, le sonorità grunge si insinuano negli sterei dei giovani di tutto il mondo, catturando inquiete anime giovanili, inserendole in un percorso caratterizzato non solo dallo stile musicale, ma anche da una ideologia, un modo di vivere e di porsi agli altri.
Il grunge è morto con Kurt Cobain, si dice. Forse è vero, forse un uomo può decidere le sorti di un genere, oltre che rappresentarlo meramente. E poi gli anni del “Seattle Sound” sembrano lontani, superati da suoni e socialità minimali. Fortunatamente però, non tutti i protagonisti di quel movimento hanno ceduto alle droghe: qualcuno ha ancora voglia di cantare, urlare, autocelebrarsi rifiutando allo stesso tempo l’etichetta di mito. E qualcuno ha ancora voglia di acclamare la voce calda e roca di Eddie Wedder, contorcendosi sui suoni dei suoi complici: Stone Gossard, Mike McCready alle chitarre, Matt cameron alla batteria, Jeff Ament al basso elettrico, Kenneth “Boom” Gaspar alle tastiere. Il gruppo deriva il suo nome, si dice, da una particolara marmellata (in inglese “jam”) al peyote della nonna di Eddie, Pearl.

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Minutes to midnight: la forza creativa dei LINKIN PARK

Linkin Park

Aveva ragione chi, all’epoca dell’insospettato trionfo con “Hybrid theory” andava pronosticando che questo gruppo non sarebbe stato un fenomeno transitorio. Correva l’anno 2000. E ora, a distanza di sette anni, l’hanno imparato bene, Mike e compagni, ovvero i Linkin Park, quale sia il sapore della vetta, toccata per interminabili settimane col disco d’esordio (oltre 18 milioni di copie) e replicato con “Meteora” (2003). Titolo bizzarro questo, quasi da funesto presagio, per un gruppo che non ha avuto inizi facili, o da sarcastica vendetta, ad indicare che no, loro no che non sono stati una meteora… Certo, ne è passata di acqua sotto ai ponti da quando i Linkin Park, allora noti come Xero, girovagavano per Los Angeles nel disperato tentativo di afferrare un contratto. Dopo varie e diverse porte in faccia è il colosso Warner Bross, nel 1999 a dar loro una chance. Da qui a diventare una leggenda il passo è breve (e noto). E adesso, a distanza di sette anni ecco in arrivo il loro terzo prodotto. L’appuntamento è fissato per l’11 maggio, e se è vero che l’attesa aumenta il desiderio, nel frattempo possiamo ingannare il tempo e placare i bollenti spiriti con l’ascolto del singolo “What I’ve done”, locomotiva trainante dell’album.

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Aerosmith a Venezia per l’Heineken Jammin’ Festival

1845_403111755_aero_h151745_s.jpgTutti i fan della band di Boston possono stare tranquilli! Dopo ben otto anni dal loro ultimo concerto in Italia tornano gli !…E tornano con la formazione di sempre, mai modificata da ben 37 anni, meritandosi la palma di gruppo più longevo della storia del ! Tyler e soci saranno tra i protagonisti più attesi della serata del 16 giugno dell’ Jammin’ Festival che quest’anno si terrà a Mestre (VE) presso Parco San Giuliano. La manifestazione, che ormai è uno degli eventi musicali clou dell’estate italiana, è pronta ad accogliere questi veterani della con l’auspicio e con la consapevolezza di assistere ad uno show mozzafiato, dove la spontaneità e la sfrontatezza del vocalist Steven Tyler e l’eleganza e la fantasia del chitarrista Joe Perry rendono l’atmosfera suggestiva ed entusiasmante. Ballate strappalacrime come la ormai celeberrima “I don’t want to miss a thing” si alternano a pezzi aggressivi e graffianti come “Walk this way”, quasi a stabilire un perfetto connubio ed alchimia tra passato e presente dove le hit degli ultimi anni cedono volentieri il posto a grandi classici e viceversa.
L’ultimo lavoro dei cinque intrepidi rockers è dell’anno scorso, si chiama “Devil’s got a new disguise”, ed è un greatest hits con due inediti che denota ancora una volta come la band si sia saputa rinnovare negli anni mantenendo, però, lo stile inconfondibile che la contraddistingue.
A questo punto non bisogna far altro che aspettare! Il 16 giugno è ormai alle porte e gli presto saranno sul palco…in Italia finalmente! Leggi tutto »